Tag Archives: precariato

SABATO 28 MARZO 2009 MANIFESTAZIONE NAZIONALE a ROMA – Piazza della Repubblica, ore 15

Il clamoroso e drammatico fallimento della “globalizzazione” ha innescato una crisi economica senza precedenti. Licenziamenti e precarizzazione di massa dei lavoratori, taglio dei redditi, taglio della spesa sociale sono le direttive su cui si muovono i governi rilanciando un’ennesima e gigantesca operazione di trasferimento della ricchezza dal lavoro ai profitti e alle rendite. In questo quadro si colloca la rinuncia del governo all’Università e alla Ricerca Pubblica, con tutto il suo corollario di licenziamenti per i lavoratori e aumenti della tasse per gli studenti. Tutto ciò trova impreparati non solo le forze politiche che si erano fatti tutori delle “riforme Universitarie”, ma anche i sindacati tradizionali che le hanno appoggiate acriticamente. Continua a leggere

Annunci

Quello che alcuni non vorrebbero vedere scritto

Nella passata settimana alcune sigle sindacali si sono sentite in dovere di formalizzare la loro posizione in relazione alle iniziative dell’Onda Anomala e dell’Assemblea dei Precari. Quella che è stata evidenziata è una
volontà chiara di accusare, differenziare e dividere in buoni e cattivi. Il problema che sorge è quando si scelgono i cattivi per questioni di metodo e non di contenuto. Troppo semplice attaccare sui metodi. Quando però ci si ferma a parlare con chi, come i nostri colleghi dottorandi, non riceve la borsa da ottobre, o chi, come gli assegnisti, non è stato pagato per un lavoro svolto nel maggio giugno e questo mese non riceve la borsa forse si riesce a comprendere.

Che sia esasperazione quella che ha portato ad interrompere il CdA poco importa non sta a noi dire o spiegare, ma possiamo chiarire qual è la nostra posizione riguardo alla critica al risanamento. Non accetteremo mai di stare zitti di fronte a scelte che non condividiamo, sottolineiamo ancora che se mai dovesse venire un commissario a Siena è perché qualcuno ha creato questo buco, non certo per colpa nostra, né degli assegnisti, dottorandi o studenti.
Quello che più colpisce è che questa cultura della divisione e della differenza venga da chi fa sindacato, che dovrebbe sapere che fare sindacato, per davvero, vuol dire confrontarsi, discutere e, soprattutto, tutelare i lavoratori che sono meno tutelati. Solo con la chiarezza ed il dialogo fra i lavoratori si può arrivare a trovare una linea comune di intervento. Sennò continueremo ad accusarci, loro sono stati stabilizzati, loro faranno venire il commissario-piazza pulita. Alla fine saremo tutti perdenti, loro, i meno tutelati, andranno a casa e, noi, saremo più sicuri che dopo non tocchi a qualcuno di noi?

RdB Università di Siena

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: