Category Archives: Comunicati Stampa

solidarietà a Burak Unveren e al popolo turco in piazza

Riceviamo e diffondiamo con grande forza il seguente documento approvato ieri dai colleghi del Dipartimento di Economia politica e statistica.

“Con grande dolore abbiamo appreso che Burak Unveren, ricercatore presso la Yildiz Technical University di Istanbul, ha perso un occhio in una aggressione della polizia avvenuta durante le proteste e gli scontri di piazza che si stanno verificando in questi giorni in Turchia.

Il Dr. Unveren ha conseguito il titolo di dottore di ricerca alla Scuola di Dottorato in Economia Politica delle Università di Firenze, Pisa e Siena che ha sede presso il DEPS (Dipartimento di Economia Politica e Statistica dell’Università di Siena) ed è finanziata anche dalla Regione Toscana.

Burak ha fatto parte della nostra comunità per quattro anni. Durante questo periodo, ha contribuito con la sua grande  intelligenza e creatività alla qualità della ricerca del nostro dottorato. E’ per noi un caro  collega e con-cittadino e ci sentiamo colpiti da quello che è successo sia personalmente sia come membri di una comunità, quella scientifica, che per definizione è aperta e fondata sul rispetto reciproco come fonte di avanzamento civile e umano.

Proprio per questo, mentre esprimiamo tutto il nostro affetto e la nostra solidarietà a Burak, chiediamo che siano accertate tutte le responsabilità che hanno portato a questo brutale atto di violenza che, come tutti gli atti di violenza, offende e calpesta la dignità umana e il concetto stesso di democrazia.”

Documento approvato dal dipartimento di economia politica e statistica e dal Collegio dei Docenti del Dottorato in Economia Politica

 

La USB Università di Siena nel diffondere il documento esprime piena solidarietà a Burak e a tutti cittadini turchi che oggi stanno manifestando ancora di più come risposta alla brutalità della polizia turca. Quello che sta avvenendo in Turchia è sotto gli occhi, soprattutto, di tutti coloro che hanno accesso ai social network, ed è gravissimo. Parteciperemo e promuoveremo ogni forma di mobilitazione e informazione che verrà organizzata in Ateneo. Le università turche stanno rinviando le sessioni di esame per permettere agli studenti e ai lavoratori di partecipare alle manifestazioni, noi siamo accanto a tutta la comunità universitaria turca e alla società turca!

Chiediamo che il documento venga fatto proprio e approvato da ogni organo di questo Ateneo e venga inoltrato dal Rettore all’ambasciatore turco in Italia, quello che è successo a Burak, come alle migliaia di feriti dei questi giorni, è inaccettabile!

Lo sradicamento del primo albero di Gezi park ha fatto germogliare una miriade di giovani alberi di democrazia in migliaia di cittadini turchi di ogni età e questo nessuna ruspa può sradicarlo!

 

 

Annunci

Governo Monti: il nuovo che avanza?

Baroni universitari, banchieri, donne e  uomini vicini alla CONFINDUSTRIA, qualche guerrafondaio. Pressoché tutti in odore di santità. E’ questo il nuovo che avanza, il governo super partes capace di portare l’Italia fuori dalla crisi, che è crisi sistemica del capitale su cui si sono lanciati come avvoltoi gli speculatori finanziari e che, pertanto, difficilmente si placherà perché arrivano i tecnici.

Significative le presenze di personaggi noti per avere più volte sposato e sostenuto linee molto rigide di attacco al welfare, soprattutto al sistema pensionistico pubblico, e per privatizzazioni in ogni campo, in buona sostanza in abbondante continuità con il governo che fu. L’uscita dalla crisi dovrebbe quindi avvenire attraverso una forte riduzione dei diritti e dello stato sociale, anche in barba ai 27 milioni di cittadini che, utilizzando il referendum sull’acqua e per la permanenza del pubblico nei servizi, hanno chiaramente espresso la propria contrarietà all’ipotesi incarnata dal governo Monti/Napolitano. Continua a leggere

indagini unisi: la difficoltà a comunicare del tempo presente

Da giorni escono sui quotidiani locali e nazionali notizie più o meno precise sullo stato delle indagini riguardanti il nostro Ateneo.

L’imprecisione, se così vogliamo metterla, viene superata dalle note di agenzia emesse direttamente dalla Procura, dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri. Possiamo solo dire che attendiamo i passaggi ufficiali nell’indagine sul buco d’Ateneo per costituirci parte civile come sigla sindacale. Abbiamo infatti dato mandato all’avvocato della USB di studiare la formulazione dei capi di accusa per permetterci di fare questo atto doveroso. Continua a leggere

Comunicato stampa USB di solidarietà ai giornalisti della Nazione di Siena

 

Comunicato stampa USB di solidarietà ai giornalisti della Nazione di Siena

Quanto avvenuto ieri presso la Redazione del quotidiano la Nazione di Siena è preoccupante e intimidatorio.

Vedere perquisita la redazione di un quotidiano che ha sempre seguito uno dei fatti di cronaca più importanti della storia recente di questa città con costanza e correttezza lascia molti dubbi sulla volontà di questa città di volere che sia fatta luce sul buco dell’Ateneo.

Ci sono molti che a Siena mal digeriscono il fatto che la Nazione dia così tanto spazio ai fatti legati all’Università, ma per la USB di Siena questo è un segno di distinzione e indipendenza, che ha aiutato anche le lavoratrici ed i lavoratori a non sentirsi soli in molte occasioni, a sentire che una parte della città vuole sapere.

Riteniamo inaccettabile quello che è successo ieri e crediamo che questo genere di eventi non fermerà nessuno di coloro che a livello giornalistico, sindacale e politico in questi tre anni hanno voluto parlare di università, di 200 milioni di buco e di un sistema Siena malato.

Esprimiamo piena solidarietà a tutta la Redazione della Nazione di Siena saremo insieme a loro per qualsiasi iniziativa.

Unione sindacale di Base Siena

12 novembre 2011

lottiamo per l’università sciopero generale 11 marzo 2011

LOTTIAMO PER L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
PER COSTRUIRE IL FUTURO

11 MARZO 2011   – SCIOPERO GENERALE –   MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
Piazza della Repubblica – ore 9.30

Con fondazioni, privatizzazioni e federazioni tagliano futuro a lavoratori, studenti e al paese
La casta “potentissima” dei Rettori si sta rafforzando riuscendo a rinchiudere e a esaurire il
dissenso contro la riforma nelle commissioni per i nuovi statuti. La CRUI sembra divertirsi (alle spalle
e sulla pelle della comunità universitaria), ammettendo l’anarchia del sistema statale e nazionale delle
università, pubblicizzando (www.crui.it) un blog che sembra un nuovo gioco Sisal:
“Dalla revisione degli statuti degli atenei all’attuazione dei decreti applicativi. La cosiddetta Legge
Gelmini (L.240/2010) sta modificando parte della vita accademica. Ma ogni università è un mondo a sé.
Come cambierà l’assetto organizzativo? Quali i nuovi compiti degli organi di governo? Che ruolo per
l’internazionalizzazione, la ricerca e la didattica dopo il riassetto? In che modo verranno reclutati i
docenti di domani?”
La verità è amara, nascosta dietro ad una scientifica costruzione comunicativa che non solo ha
tamponato le “proteste” del dicembre scorso, non solo ha “esaltato” un modesto ministro come
Gelmini, ma ancora in questi giorni nasconde la spaventosa crisi economica degli atenei che mette in
forse ogni prospettiva di rilancio ed investimento nell’Università Pubblica. Con l’approvazione del
decreto Milleproroghe sappiamo che almeno 36 atenei andranno in rosso e rischieranno il
commissariamento o addirittura la chiusura dell’ateneo se non sapranno “razionalizzare” ergo
“tagliare”. E’ fin troppo chiara l’azione costante del governo nazionale verso i default pilotati che
spingono lo smantellamento del pubblico a favore del privato e a danno di clienti/studenti.
Le ristrutturazioni “aziendali” dell’Università sono già in corso da qualche anno con “piani di
rientro” che hanno prodotto già pesanti ridimensionamenti dell’attività didattica e dei servizi, in più di
un caso di mobilità coatta del personale e svendita del “ricco” patrimonio strumentale e immobiliare
delle Università Pubbliche. Al peggio non c’è mai fine e quindi oggi, rafforzati da una missione che
assomiglia sempre più a quella di un amministratore delegato, più che ad un garante dell’Istituzione, i
Rettori seguono strade ben delineate seppure sembrano contraddittorie come la reale competizione
tra atenei e la loro federazione.
Come ampiamente pubblicizzato con accordi che investono il Miur e i governatori regionali
(Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Veneto, Toscana, …), per fronteggiare l’emergenza che mette a
rischio non solo il futuro dell’Università Pubblica ma anche i poteri e privilegi della casta nei territori, i
Rettori rinunciano a qualsiasi scontro nazionale sui tagli del finanziamento nazionale per affidarsi alle
ben più accoglienti “razionalizzazioni” regionali. Questi sono veri e propri processi di “risanamento” e
“riorganizzazione in rete”, che promettono, in nome dell’efficienza dell’offerta didattica e della
salvaguardia delle “eccellenze”, un ulteriore e più pesante ridimensionamento delle attività
didattiche e dei servizi dei singoli atenei.
Per gli studenti ciò significa mobilità forzata con un’ulteriore erosione del diritto allo studio; per il
personale tecnico-amministrativo significa esuberi, mobilità e tutto il doloroso corollario che ne
seguirà. Prepariamoci a “turbo processi” di svendita, esternalizzazioni e precarizzazione imposti dai
nuovi e più castranti rientri economici dal debito pubblico che dovremo subire dall’Europa. Tutto ciò
avviene al di sopra delle teste della comunità accademica troppo presa nell’impossibile difesa del
proprio particolare e nell’inerzia quando non la complicità dei grandi sindacati che hanno portato
nella guerra dei nuovi statuti rivendicazioni e sforzi per presenze pressoché inutili.
Trincerarsi nei propri atenei contro progetti di così ampia portata è sicuramente una strategia
senza via d’uscita, investire tempo e risorse in statuti che possono diversificarsi per qualche virgola
l’uno dall’altro o peggio aspettare e le complicazioni esasperate dei decreti applicativi significa solo
accettare e legittimare questo governo, questo ministro, questi Rettori! Questa riforma (L.240/2010)
è un vero sabotaggio al paese.
Rilanciamo quindi la necessità di unire il settore su una rivendicazione di difesa nazionale del
sistema universitario pubblico insieme a tutti i lavoratori che scenderanno in piazza per contrastare
questo spaventoso attacco al lavoro e allo stato sociale.

Roma, 4 marzo 2011 RdB-USB Università

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: