Archivio autore: massimo viani

COCCO BELLO, COCCO BELLOOOOO!

Una seduta di informazione balneare, cocco bello, cocco belloooo!
La seduta di informazione sindacale di mercoledì 17 luglio 2013 è stata qualcosa di drammatico. All’ordine del giorno c’erano tra argomenti: ipotesi di contratto integrativo 2011, accordo sui criteri generali per le modalità di determinazione dei valori retributivi collegati ai risultati e al raggiungimento degli obiettivi assegnati e alla realizzazione di specifici progetti, di cui all’art. 76, comma 5, del CCNL vigente, per la categoria EP ( in sostanza le modalità di riconoscimento del salario accessorio agli EP), e ipotesi di CCI per i CEL.
Per prima cosa ci preme sottolineare, come detto in seduta, che visti gli argomenti all’ordine del giorno non si trattava di una seduta di informazione ma di contrattazione a tutti gli effetti. Forse qualcuno nella delegazione di parte pubblica può usare il mese di agosto, sotto l’ombrellone, a rileggere il CCNL dagli artt. 1 al 9 per rinfrescarsi la memoria, siamo disposti a pagargli il cocco bello. Non ci basta che il rettore abbia riconosciuto l’errore, vorremmo sapere perché si incorre sempre in questi errori, facciamola finita!
L’aspetto però più grave è che una seduta del genere venga convocata il 12 luglio per mail e da quel giorno nessun documento è stato trasmesso alle OO.SS. e alla RSU. La FLC-CGIL ha anche chiesto che fossero inviati dei documenti prima della seduta, ma niente. La richiesta non era nemmeno da fare perché ogni volta da anni ormai la facciamo, e se permettete ci è venuto a noia, ma riconosciamo la buona volontà dei cugini di cercare di essere cordiali, non possiamo riconoscere alcunché ad un’amministrazione che ci convoca a distanza di oltre un mese e non produce nulla prima! Facciamo presente che nel CCNL e sul sito dell’ARAN è scritto a chiare lettere che tutte le sedute, sia di contrattazione sia di informazione, si basano sulla preventiva distribuzione di documenti da parte pubblica, cioè è un obbligo per le pubbliche amministrazioni non una cortesia!
Vengono comunque portati alcuni documenti in seduta e distribuiti e secondo l’Amministrazione i presenti avrebbero dovuto esprimersi seduta stante! I documenti prodotti erano pieni di errori che quando si parla di salario accessorio, questo suscita un misto di rabbia e ilarità. Che questa Amministrazione dopo quattro anni che si parla di costituzione di fondi non sappia ancora produrre un documento senza fare qualche errore è deprimente. Facciamo presente poi che siamo tornati ai vecchi metodi del cambiare ogni volta formato di tabella con aggregazioni differenti di dati in modo da confondere la parte sindacale. Ce lo disse anche l’ispettore Diana, si quello famoso del MEF che ci ha impallinato per 5 milioni, che questa tecnica è abitualmente usata con quella finalità.
Veniamo alle proposte.
Sul salario accessorio 2011 la parte pubblica propone il pagamento di quanto spettante, onde evitare ulteriori ricorsi, ma al contempo prova a dare la bastonata ridefinendo in modo bizzarro il recupero dei 5 milioni. Secondo l’Amministrazione dalla nota del MEF si evince che non si possa superare il 2019 come anno per la fine del recupero, ma li sfidiamo a trovare tale data in alcuna riga della nota del MEF. A questo link in fondo alla pagina trovate il testo della nota e un documento di analisi della stessa: http://wp.me/Pn9o0-5A
Se stessimo alla vecchia ipotesi presentata dall’Amministrazione nel settembre 2012 il recupero terminerebbe nel 2020. Pagando invece il salario accessorio 2011 non si recupera più 1 milione di euro, ma questo recupero slitta in fondo portandoci al 2023. Il sacrificio non cambia per noi tecnici e amministrativi di categoria B-C-D, sappiamo che siamo fregati e che comunque si recuperano 5 milioni sui fondi, grazie a tutti coloro che se ne sono lavati le mani in passato, e non sono tre anni in più che ci fanno disperare. La rabbia invece non dipende dagli anni ma è a tempo indeterminato!
Tutto questo gioco del bastone e della carota lo hanno fatto con il solito coinvolgimento del Collegio dei revisori dei conti. Infatti, si sono presentati in seduta con un parere già espresso da tale organo che come al solito è stato imbeccato bene e ha espresso un parere a pro dell’Amministrazione.
Sugli EP invece ci sarà ancora da ragionare a parte tante chiacchiere, nessun documento e idee confuse è stato detto poco. Un solo aspetto ci preme sottolineare da subito. Non accetteremo che per l’anno 2012 agli EP non venga fatta alcuna valutazione. Se è vero che non avevano obbiettivi è vero altresì che i responsabili di categoria D sono stati valutati nel 2012, e cosa vogliamo avallare un ulteriore discriminazione? Gli EP non hanno mai smesso di prendere il minimo del salario accessorio, non pagano le loro progressioni orizzontali perché quelle le pagano i B-C-D e dovremmo accettare che non fossero nemmeno valutati? Si scherza davvero!
C’è molto da approfondire sul fondo degli EP e non possiamo dilungarci oltre, ma vi sono tante stranezze nella ricostruzione fatta dal MEF sul loro fondo.
Sui CEL infine la ciliegina, o per stare in tema balneare, la mandorla … amara. Dopo tre anni dall’ultima contrattazione sul loro CCI e dopo innumerevoli sentenze vinte, ormai si va verso la Cassazione, l’Amministrazione ha avuto il coraggio di presentare la stessa proposta di tre anni fa! Pur essendo la stessa peraltro non è stata capace di inviarla in anticipo, nemmeno questa!
Ripetiamo ancora una volta che la proposta era irricevibile tre anni fa e lo ancora ora oggi. La posizione dell’Amministrazione è basata su di una lettura errata delle norme e non tiene conto delle sentenze dei giudici. Il tentativo di screditare l’operato della magistratura ci ha ricordato gli argomenti di altri personaggi discutibili della storia di questo paese, e non vogliamo commentare oltre, forse qualcuno dovrebbe provare vergogna nel perseguire tale strada.
Siamo convocati di nuovo il 25 luglio, la RSU ha chiesto uno slittamento condivisibile della convocazione alla settimana successiva del 29 luglio visto che siamo tutti ancora in attesa di numerosi documenti che ancora sulla linea dell’orizzonte non si vedono. Ma chi può si goda il refrigerio della brezza marina che a Siena nulla di nuovo si profila.

USB Pubblico Impiego Siena

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LA CONTESTAZIONE A SUSANNA CAMUSSO

La contestazione di oggi 25 giugno all’iniziativa della CGIL è servita ad evidenziare la contrarietà all’accordo tra CONFINDUSTRIA e UIL-CISL-CIGL sulla rappresentatività nel privato e alle politiche di austerità, precarietà e concertazione degli ultimi vent’anni.

Un sindacato dei lavoratori che si chiude in un albergo a quattro stelle per parlare di lavoro è emblematico della distanza che lo separa dal paese reale. La CGIL pensava di portare la sua Segretaria in un paesaggio “da cartolina” ma il conflitto sociale si esprime anche qui. Le politiche collaborazionista con i padroni hanno portato precarietà, inquinamento ambientale (basti pensare a cosa succede in Amiata) e disoccupazione.

La reazione squadrista del servizio d’ordine CGIL davanti ad una contestazione che si è limitata ad uno striscione, dimostra la volontà di reprimere qualsiasi forma di dissenso per nascondere il conflitto sociale e presentare questo territorio ancora come loro feudo.

Ma il disagio è troppo palese per poter essere negato anche nella nostra “bella e ridente” Siena.

Il recente accordo interconfederale (tra Confindustria, CGIL, CISL e UIL) rappresenta uno degli attacchi più forti ai diritti dei lavoratori, una delle tappe di epilogo del processo di trasferimento del modello Marchionne a tutto il mondo del lavoro. Questi prevede che per partecipare alle elezioni delle RSU, si dovrà dichiarare di rinunciare al diritto di sciopero. Si tratta dell’ennesima prova di servilismo dei cosiddetti sindacati gialli, organizzazioni che dovrebbero tutelare il lavoro specialmente in una fase di crisi come questa (disoccupazione giovanile al 42%), ma che in realtà non sono altro che emanazione degli interessi dei padroni. Quest’accordo di fatto rende impossibile qualsiasi conflittualità all’interno dei luoghi di lavoro, condizionando il voto dei lavoratori per le elezioni delle RSU e fiaccando la resistenza delle componenti più combattive del sindacato.

E’ necessario innanzitutto che i lavoratori prendano coscienza di chi (non) li rappresenta e che si mobilitino unitariamente per scardinare questo perverso meccanismo concertativo, promuovendo il loro protagonismo di classe.

USB_Unione Sindacale di Base – Confederazione dei COBAS – DAS_Dimensione Autonoma Studentesca – Rete della Conoscenza_Siena 

 

UNA DOMANDA AI RETTORI: DOVE SIETE STATI FINO AD ORA?

AI RETTORI che chiedono di salvare l’Università:
MA DOVE ERAVATE ?

E’ la domanda che USB PI – Università rivolge ai Rettori, dopo aver letto i
commenti e le sei richieste che il  prof. Mancini, presidente della CRUI,
formula al prossimo governo per salvare il sistema universitario pubblico.
(http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2139 )

Non è credibile – sostiene USB – chi si lamenta della fuga dei cervelli e
del calo delle immatricolazioni, quando continua ad accettare provvedimenti
che prevedono il numero chiuso, l’aumento delle tasse universitarie,
l’eliminazione di corsi di laurea o di interi Atenei, a vantaggio di atenei
privati o di altri, da sempre privilegiati grazie alla loro collocazione
territoriale.
Per  l’ elezione di Mancini a  Presidente della CRUI, la USB presidiava
l’Assemblea per chiedere ai rettori un cambio di rotta nella gestione degli
atenei, che permettesse di difendere la funzione sociale del sistema
universitario messa a rischio dall’entrata in vigore della riforma Gelmini.
(http://usb.uniroma2.it/index.php/archives/1554 ).
Quello che si ostinano a nascondere i Rettori, Mancini in testa, è la
necessità di rivedere l’intera impostazione della riforma, costruita su
principi quali competizione e valutazione meritocratica: tra atenei di serie
A e B, tra le corporazioni accademiche e le componenti più deboli delle
comunità universitarie. Parole che vanno sostituite da collaborazione e
funzione sociale tra/degli Atenei e  che vengono regolarmente dimenticate
dai partiti che ci hanno governato in questi anni e che si apprestano ora a
farlo.
Una riforma  che, accompagnata da tagli e blocco del turn-over, non ha come
scopo la risoluzione dei problemi del sistema universitario pubblico, ma ne
sancisce il suo smantellamento mettendola nella mani dei potentati
economici-finanziari. Un processo che contribuisce a modificare lo sviluppo
sociale del nostro paese a danno delle classi più deboli, voluto da una
politica cedevole al progetto europeo di trasformazione sociale. La lotta
per l’Università e Ricerca Pubblica si salda con la lotta contro questo
sistema.
USB con studenti, lavoratori e con tutte le forze sociali che hanno a cuore
la difesa dello stato sociale, sarà parte attiva nel rivendicare che
Università e Ricerca pubbliche dovranno mantenere il compito costituzionale
di fornire ricerca di base e formazione permanente per trainare la comunità
in un necessario percorso verso lo sviluppo .

Roma, 19 febbraio 2013

USB/P.I. – Università

BALLETTO IN STILE BOLSHOI

 

 

Balletto in stile Bolshoi privo di senso

Vogliamo intervenire in merito al giro di notizie circolate sul verbale dei
revisori dei conti n. 2 del 21.12.2012 inerente il bilancio di previsione
2013 dell’Ateneo di Siena. Assistere a questo balletto di cifre e rettifiche
ci sembra quanto meno inutile. Un Ateneo come il nostro ha solo da
guadagnare dalla trasparenza e chiarezza e allora perché non mettere online
da subito il bilancio di previsione approvato dal CdA con l’allegato verbale
dei revisori dei conti? Molti siti di Atenei italiani hanno già online in
internet i bilanci approvati con tutti i documenti, anche il verbale dei
revisori, noi cosa aspettiamo?
Sul nostro sito istituzionale, http://www.unisi.it/ateneo/bilancio , non
risulta ancora essere stato caricato alcunché. Peraltro i verbali dei
revisori non ci sono nemmeno per gli anni passati. Grave mancanza di
trasparenza a nostro avviso, ancora una volta amplificata dal nostro Rettore
che invece di rendere pubblico il tutto dà mezze risposte, puntigliose sulle
cifre ma che non vanno al nocciolo della questione.

Nel verbale dei revisori non è tanto importante se vi sia un disavanzo X o
un debito Y, quello che viene delineato è un quadro deprimente, tutt’altro
che roseo, che non sembra essere migliorato affatto e anzi sembra
peggiorato.

Viene apprezzata la decisione di passare ad un bilancio
economico-patrimoniale, ma al contempo giudicato prematuro il passaggio per
il nostro Ateneo perché molti decreti attuativi per tale riforma contabile
non sono stati emanati e lo stesso regolamento per l’amministrazione la
finanza e la contabilità, RAFC, che deve essere approvato dal Ministero, non
risulta ancora approvato, quindi di fatto diventa inutile tutto il lavoro
svolto dagli uffici. Infatti accanto al bilancio di tipo economico e
patrimoniale viene presentato il classico bilancio preventivo unico d’Ateneo
in base al vecchio RAFC.

Su questo i revisori hanno dato parere negativo. La cosa che preoccupa però
sono le conseguenze che ne potranno derivare. Infatti il collegio “auspica
che il MIUR definisca i criteri per il dissesto finanziario e quindi possa
assoggettare l’Ateneo a tale procedura prima che la situazione economico,
finanziaria e patrimoniale degeneri ulteriormente.”

Cosa prevede questo quadro? In base al decreto n. 199 del 27.10.2011,
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2011/275/1.htm :

Primo, che la dichiarazione di dissesto, sempre che arrivino i criteri
ministeriali, possa essere richiesta dal collegio dei revisori al momento
dell’approvazione del bilancio consuntivo 2012.
Secondo, che entro 180 giorni dalla diffida del MIUR al Rettore, venga
presentato un piano di rientro che come cita l’art. 8, prevede mobilità
coatta per ridurre il costo del personale non docente, chiusura delle sedi e
revisione dell’offerta formativa, ecc..

Un massacro per tutti. Per ovviare a tutto questo sarebbe bastato rinviare
il pagamento delle rate dei mutui col Monte dei Paschi? No. Il Collegio poi
esprime anche un giudizio poco favorevole su quella operazione e sulle
conseguenze che deriverebbero da quella operazione. Quindi vengono di fatto
criticate e smontate tutte le scelte fatte dal Rettore e dalla Direttrice
Amministrativa in questi due anni, oltre che da noi e altri, anche dai
revisori dei conti. Se poi il piano di rientro non viene presentato c’è il
commissariamento.

Insomma alla fine di tutto cosa ce ne frega se si parla di commissariamento
oppure no, la verità è che quello che arriva prima è peggio. Lo è poi tanto
più se viene gestito da chi in questi anni ci ha detto che le cose andavano
meglio, tralasciando di dirci che il vero problema, come nel 2012, sarà nel
2013 la tensione di liquidità che ci obbligherà a ricorrere alle
anticipazioni bancarie.
Chiediamo la pubblicazione online del bilancio preventivo 2013, del verbale
dei revisori dei conti e di ogni documento allegato alla presentazione del
bilancio, di modo che ognuno possa leggere di persona. Trasparenza e
chiarezza, non rettifiche sono quello che ci vuole in questo momento. Se il
verbale dei revisori non verrà pubblicato lo faremo direttamente noi sul
sito di USB università di Siena e ce ne assumeremo la responsabilità.

USB Università di Siena

 

OMBRE SULLìINAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO

 OMBRE SULL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO

Come USB P.I. di Siena abbiamo già scritto un comunicato sull’inaugurazione
dell’anno accademico evidenziando come la presenza di forze dell’ordine
abbia segnato un brutto capitolo della storia di questo Ateneo sotto la
guida del Rettore Riccaboni. Siamo venuti però a conoscenza di fatti ancora
più gravi di cui tutti devono essere messi a conoscenza. Di seguito potete
leggere il testo di una mail inviata dalla segreteria del rettore ad alcuni
colleghi che lavorano presso il rettorato in occasione della cerimonia.

“Cari Colleghi, per definire l’assetto organizzativo della cerimonia di
stasera, anche in funzione delle ultime indicazioni della Questura, e fare
la ricognizione dei compiti assegnati a ciascuno di noi, è fissata un
riunione per le ore 13,00 presso il mio ufficio. Dovendo prevedere un
consistente servizio d’ordine, vi prego di verificare la disponibilità di
altri colleghi nell’ambito dei vostri uffici.”

I nomi dei destinatari sono in massima parte responsabili di divisioni ed
uffici del rettorato e in massima parte sindacalizzati e anche con incarichi
in organi dei rispettivi sindacati. Reputiamo grave che mentre è in corso
una protesta contro le politiche di smantellamento del sistema di istruzione
e universitario pubblico, appoggiato anche da diverse sigle sindacali,
USB, COBAS e FLC-CGIL Toscana, e da organizzazioni e collettivi
studentesche, dipendenti del personale tecnico e amministrativo si prestino
a fare un servizio d’ordine all’interno del palazzo, durante la cerimonia.
Ci chiediamo come si possa svolgere un compito che nulla ha a che fare con
il proprio ruolo all’interno della pubblica amministrazione, come si possa
svolgere un ruolo di ordine pubblico che sottintende una chiara volontà di
criminalizzare la giusta espressione di dissenso. Gli studenti in più
occasioni hanno dimostrato grande solidarietà nei confronti del personale
tecnico e amministrativo riguardo alle politiche sul personale dal taglio al
salario accessorio, alla decurtazione dell’integrativo dei CEL. Quegli
stessi studenti il pomeriggio della cerimonia hanno ricordato ciò che è
successo ai CEL e al PTA negli ultimi anni, e mentre lo facevano, davanti a
loro nel portone del rettorato, per le scale e nei corridoi, c’era chi
faceva il sevizio d’ordine. Vergogna!

Quali sono state poi le indicazioni della Questura a cui si sono attenuti i
nostri solerti sceriffi/spie? E quali i compiti assegnati?
Chiediamo al Rettore di chiarire con urgenza sulla base di quali indicazioni
si sia proceduto a formare un servizio d’ordine interno e con quali
funzioni. Pretendiamo una risposta scritta e pubblica.

Questo evento non passerà sotto silenzio, è di una tale gravità morale
individuale e politica d’Ateneo che non può essere lasciata cadere e passare
inosservata.
Una ombra pesante si getta da mesi sulla relazioni interne all’Ateneo. Siamo
arrivati ora però ad un tale livello di delazione e controllo che va
denunciato pubblicamente. La cosa grave è che queste scelte autoritarie
trovino sponda fra i colleghi, invece di ottenere una ferma denuncia contro
questa deriva fascista.
Chiediamo agli studenti e ai rappresentanti del personale tecnico e
amministrativo negli organi di governo di presentare interrogazioni sulla
questione.

USB P.I. Siena
USB P.I. Università di Siena

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