Monthly Archives: agosto 2013

avviata la negoziazione sul salario accessorio 2011, scusate siamo spiacenti ad agosto si va in ferie!

Il 17 luglio il Rettore incontra la OO.SS e la RSU e ve ne abbiamo fatto un resoconto. La riunione successiva si è svolta in data 29 luglio. Rileggiamo quello che scrisse il Rettore il 17 luglio: nei prossimi giorni verrà fissata una data del mese di luglio per iniziare la negoziazione.

La negoziazione, che parola, uno si immagina quelle negoziazioni ad oltranza, anche notturne, della miglior tradizione sindacale italiana, che portano a discussioni e confronti aspri ma che portano risultati. Invece no, ci si vede il 29 luglio e dopo la ripetizione ininterrotta degli stessi concetti, quindi nessun avanzamento nella negoziazione, ci si rivede per la parte pubblica a settembre. A settembre! Ma si scherza davvero? E questa sarebbe l’attenzione di Rettore e Direttore Amministrativo verso il problema del salario accessorio del personale che serve per riconoscere al personale quanto gli spetta, per riconoscere ai “meritevoli” l’impegno che mettono sul lavoro?

La negoziazione come si fa ad iniziare e finire entro metà settembre, se ci si vede due volte? Veramente lor signori non hanno idea di cosa voglia dire gestire le relazioni sindacali.

Ripetono costantemente poi due errori. Il primo, scrivono in data 21.06.13 ai revisori dei conti presentando una nota relativa al verbale della seduta di contrattazione sindacale del 7/06/2013, senza che le OO.SS. e la RSU abbiano letto cosa hanno riassunto. La nota poi non viene nemmeno condivisa successivamente alla riunione dei revisori con la scusa che la stessa non possa essere diffusa prima che l’abbiano avuta i diretti interessati, ma se l’hanno discussa il primo luglio come mai non possiamo riceverne copia ancora oggi?!

Secondo, ci sottopongono una nuova calendarizzazione del recupero previsto dalla nota MEF del 7 maggio 2012, e poi, appena avanziamo considerazioni corrette sulla materia, ci dicono che non è materia di contrattazione. Lo sappiamo bene che la costituzione del fondo non è materia di contrattazione, sappiamo però che la situazione di questo Ateneo, in merito a tale questione, è talmente delicata che non si può prescindere da una decisione condivisa. Se si vuole si torna dal Prefetto e se ne riparla come il 4 aprile 2012, non ne uscì bene l’Amministrazione e non succederebbe nemmeno oggi, segno che non poniamo questioni di poco conto.

Pubblicano online sul sito istituzionale un documento che non spiega nulla sul recupero TEA 2011:

http://www.unisi.it/ateneo/statuto-e-regolamenti/contratti-collettivi

Sostengono che se si andasse oltre il 2019 con il recupero del debito MEF, 5.087.116, si danneggerebbe il personale con minore anzianità di servizio oggi. Il personale con minore anzianità oggi è già danneggiato grazie a quanti hanno preso in passato risorse che dal fondo non dovevano essere prese. Un esempio: i soldi per i dirigenti a contratto pagati con le risorse del fondo e il contratto per l’ispettore generale di ragioneria. I soldi per chi li ha presi erano legittimi, non era legittimo che fossero presi dal fondo, eppure è andata così. Sulle maggiori erogazioni dal 2000 al 2009 torneremo con un documento perché ancora c’è da rifletterci sopra e le spiegazioni fornite non ci convincono.

Quello che il Rettore non dice è come vuole rimodulare il debito pagando il salario accessorio 2011 per intero entro il 2019.

Se paragonate la tabella al link che abbiamo messo prima con questa tabella vedrete la differenza, l’amministrazione propone questo, secondo il foglio dato in contrattazione il 17 luglio scorso:

2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 TOTALE
Percorso di recupero MEF 1.343.071 600.000 600.000 600.000 500.000 500.000 500.000 300.000 144.045 5.087.116
I ipotesi 600.000 650.000 650.000 650.000 650.000 650.000 650.000 587.116 5.087.116
II ipotesi 600.000 600.000 600.000 600.000 630.000 657.116 700.000 700.000 5.087.116

Perché se non ne vogliono discutere con noi propongono anche due ipotesi? Forse volevano la nostra condivisione? Che strano quando non l’hanno avuta allora si sono piccati e non se ne parla più, ma dove stiamo all’asilo?

Il fondo del 2011 va recuperato dal 2019 in avanti ripartendo da un taglio di 300.000  euro, solo così si potrà garantire che esista un fondo, con l’aggiunta delle risorse dello straordinario, che retribuisca le indennità spettanti. Non parliamo di progressioni orizzontali perché vorrebbe dire diminuire ancora di più le risorse. Ad oggi sono improponibili.

Di fatto il danno ai più giovani, come a tutto il personale, con la rimodulazione proposta è palese. Si rende il fondo inesistente dal 2017 al 2019. Sappiamo tutti che la tendenza è che il fondo diminuisca ancora nei prossimi anni per l’intervento di leggi che stanno tagliando i fondi per il salario accessorio, e non c’è alcuna garanzia che un nuovo contratto nazionale, quando sarà firmato, forse nel 2019, metta risorse aggiuntive. Se fatti tutti i tagli previsti nel 2012 avevamo a disposizione solo 686.000 euro dal 2017 in avanti quanti ne avremo? fatevi i conti. Non vendiamo fumo e se il Rettore vuole spiegare le cose ai dipendenti lo faccia in modo completo.

La sua proposta è il vero danno. Come intendono pagare il salario accessorio nel 2018 con un fondo di meno di 500.000 euro? Il punto è che quando il danno sarà più pesante loro non ci saranno a risponderne e quindi noi ne faremo le spese, ma se ne occuperanno un altro Rettore e un altro Direttore Amministrativo. Bravi davvero, complimenti!

La nota del MEF prevedeva che se c’era un contratto integrativo nel 2011 si dovesse pagare quanto previsto dallo stesso di fatto cominciando il recupero dal 2012, così è, dopo la sentenza del giudice. Il CCI 2011 è valido e non può essere sospeso. Quindi il recupero inizia nel 2012, così come accordato anche dalle sigle che hanno firmato l’accordo, e da tutte le sigle nel tavolo dal prefetto di Siena il 4 aprile 2012. Va rimodulato il recupero sforando la data del 2019, mai citata nella nota del MEF, ma supposta se si fanno astrusi calcoli che ad oggi non hanno alcun valore non sapendo quali leggi o norme verranno approvate da qui al 2019 dal Governo e dai ministeri competenti.

Proponiamo la convocazione di un tavolo di vera negoziazione, con più incontri e dove si possa discutere a 360 gradi del salario accessorio 2011 e 2013 e 2014 di B-C-D e EP. L’anno in corso sta passando e non si sa ancora nulla nemmeno dell’IMA 2013.

Non provate a far passare le sigle come perditempo perché i fatti dimostrano il contrario, e non potete continuare a spacciare fumo ai dipendenti. Non avete alcuna voglia di chiudere contratti integrativi e quello del 2012 si è chiuso solo per la ferma volontà della parte sindacale.

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ANVUR, CENSIS rating e classifiche

ANVUR, CENSIS rating e classifiche, a Siena c’è chi festeggia e c’è chi cerca di capirci qualcosa Escono a distanza di pochi giorni due analisi del sistema universitario italiano che ci inducono a fare una riflessione. A nostro avviso quelle dell’ANVUR e del CENSIS sono interessanti, ma inutili esercizi di comparazione di dati basati su parametri discutibili che servono solo ad impoverire il sistema universitario italiano.

Partiamo dal rapporto dell’ANVUR: VQR, valutazione qualità della ricerca 2004-2010. Siena risulta l’Ateneo con ha “ottenuto il migliore risultato nella qualità della ricerca rispetto alle dimensioni della struttura, con un differenziale positivo pari a 35,76%”, parola del Rettore. Cosa vuol dire? Boh, a leggere i documenti del rapporto si arriva a fare l’alba e si finisce per capire ancora meno di quello che si sapeva all’inizio.

Ognuno rivendica un risultato ottimo, Pisa sembra essere la migliore, ma poi nella graduatoria completa finale è 17esima e Siena è prima, ma se si guardano i dati disaggregati per le 14 aree ci si perde per davvero. I giornali scrivono tutto e il contrario di tutto: Pisa la migliore, Padova la migliore e Siena la migliore. A cosa serve tutto questo, a valutare la ricerca? No a distribuire una quota premiale del FFO, fondo di finanziamento ordinario dell’università. Peccato che questa quota premiale serve per permettere agli Atenei di sopravvivere: con tutti i tagli degli ultimi anni all’FFO i Rettori erano tutti a fare gli scongiuri su chi sarebbe stato in fondo (?) alla graduatoria. Altro che rating della ricerca, qui si sta decidendo chi rischia di essere soppresso e chi può continuare a sperare di arrivare al prossimo rapporto. Se di valutazione della ricerca si voleva davvero parlare si sarebbe dovuto creare un sistema, magari anche quello dell’ANVUR, ma che rimanesse nell’ambito della ricerca e che destinasse fondi alla ricerca stessa e al reclutamento non alla sopravvivenza degli Atenei. In questo c’è un grande controsenso. Lo stesso Ministro da prima delle elezioni va dicendo in giro che gli Atenei sono troppi e che qualcuno dovrà chiudere, accorparsi. Il risultato del rapporto contribuirà a questo? Povera Italia.

C’è poi da dire qualcosa su cosa è stato effettivamente valutato: la ricerca 2004-2010! Qualcuno si è fermato a pensare, parliamo di Siena, quanti di coloro che hanno contribuito a fare ricerca in quegli anni e farci ottenere risultati lusinghieri non ci sono più nell’Ateneo?

Parliamo dei precari della ricerca che hanno dato un contributo magari importante e ora possono vederne i frutti magari leggendo sul giornale la

notizia: borsisti, dottorandi e assegnisti. Quanti ne abbiamo persi? Il parametro sulla qualità della ricerca che si trasforma in reclutamento non c’è (sic).

Oltre alla parte precaria esiste anche un’altra faccia della ricerca:

quella sommersa, portata avanti dai tecnici con laurea, persone che non hanno ufficialmente la qualifica per poterlo fare, ma lo fanno, rappresentando una risorsa, indispensabile per i singoli Dipartimenti e a costo zero per l’Ateneo. Persone che riescono anche a lavorare in piena autonomia ma che non possono partecipare o presentare  progetti di ricerca ministeriali e la cui  produttività (in termini di pubblicazioni) non viene neppure accolta nei piani di valutazione dei Dipartimenti effettuata dal MIUR. Oggi si discute sulla figura del tecnologo a tempo determinato, mentre, proprio negli anni valutati dall’ANVUR, in questo Ateneo era stata ideata una forma di riconoscimento e accesso a fondi per il personale T/A impegnato nella ricerca, i famosi QPS.  Ci viene detto oggi che tutto ciò era illegale ma funzionava e forse stando ai risultati della valutazione della ricerca ci si dovrebbe riflettere sopra.

Cosa succederà quando valuteremo la ricerca dal 2010 in avanti?

Sicuramente Siena avrà un contraccolpo e forse le scelte in merito ai fondi di ricerca portati in Ateneo e usati dall’Amministrazione per parare il buco, mostreranno il loro vero effetto. Quanti fondi non vengono più portati nel nostro ateneo ma vengono rendicontati in altri? Quando ci sarà una inversione di tendenza e si favorirà il rientro di queste somme, che portano anche la possibilità di finanziare borse e tesi sperimentali, insomma di fare ricerca?

Veniamo al CENSIS. Altra giostra altro giro, Siena è prima, per servizi, borse, strutture, web e internazionalizzazione, yahoo! Ma sta nella media o quasi se si guarda il risultato per le 15 aree disciplinari basata su produttività, didattica e ricerca, quindi? Siamo primi! Si ma cerchiamo di capire in cosa. Non basta dire siamo primi.

Siena si conferma un Ateneo che attira per qualità della vita studentesca, per servizi offerti e soprattutto per strutture, questa buona dose di vivibilità compensa il fatto che nella didattica forse siamo meno forti.

Non esprimiamo un giudizio sulla qualità della didattica e della ricerca, ma un campanello d’allarme deve suonare sulle scelte fatte rispetto alla offerta formativa, su come sono stati accorpati i corsi, e su quale sarà la loro sostenibilità nel futuro, ricordiamo il SUA.

Nonostante il tentativo di far passare da parte della nostra direttrice amministrativa le strutture dell’Ateneo, leggasi biblioteche, laboratori, ecc., come scarsi e lacunosi si vede dai risultati che sono proprio questi che fanno la differenza. Nonostante un’organizzazione che fa acqua da tutte le parti si conferma quanto sosteniamo da tempo, e cioè che  sono molti coloro, fra i tecnici e amministrativi, che hanno a cuore questo Ateneo checché ne dicano alcuni, e che lavorano con coscienza.

Un dato ci preme evidenziare sul parametro dei servizi, dove noi ci piazziamo bene. Per servizi si intendono mense e alloggi. Fino all’anno scorso avevamo fra gli alloggi il collegio Santa Chiara per i dottorandi ma da quest’anno no, forse non sarà il caso di rivedere la scelta di chiuderlo? No, perché oltre ad essere un dato che fa ottenere buoni risultati nella classifica CENSIS, l’offerta di servizi di alloggio per i dottorandi risulta essere anche un parametro per l’accreditamento delle stesse scuole di dottorato. Ora che tutti ci copiano, avendo visto il valore di quello che noi per primi abbiamo realizzato anni fa, noi chiudiamo i servizi. Riflettiamo!

Non stiamo cercando di dire che le due “classifiche” siano false e Siena sia un Ateneo da abbattere, non siamo matti né adusi a lasciarci andare a semplicistiche sforbiciate, ma crediamo che dopo la sbornia di questi giorni sia il caso che tutta la comunità si interroghi sul senso vero di questi documenti: sono una fotografia. La fotografia è fatta sul passato e questo ti permette di vedere come impostare il presente, ma soprattutto il futuro, se si vuole.

 

USB Pubblico Impiego

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