Monthly Archives: giugno 2013

LA CONTESTAZIONE A SUSANNA CAMUSSO

La contestazione di oggi 25 giugno all’iniziativa della CGIL è servita ad evidenziare la contrarietà all’accordo tra CONFINDUSTRIA e UIL-CISL-CIGL sulla rappresentatività nel privato e alle politiche di austerità, precarietà e concertazione degli ultimi vent’anni.

Un sindacato dei lavoratori che si chiude in un albergo a quattro stelle per parlare di lavoro è emblematico della distanza che lo separa dal paese reale. La CGIL pensava di portare la sua Segretaria in un paesaggio “da cartolina” ma il conflitto sociale si esprime anche qui. Le politiche collaborazionista con i padroni hanno portato precarietà, inquinamento ambientale (basti pensare a cosa succede in Amiata) e disoccupazione.

La reazione squadrista del servizio d’ordine CGIL davanti ad una contestazione che si è limitata ad uno striscione, dimostra la volontà di reprimere qualsiasi forma di dissenso per nascondere il conflitto sociale e presentare questo territorio ancora come loro feudo.

Ma il disagio è troppo palese per poter essere negato anche nella nostra “bella e ridente” Siena.

Il recente accordo interconfederale (tra Confindustria, CGIL, CISL e UIL) rappresenta uno degli attacchi più forti ai diritti dei lavoratori, una delle tappe di epilogo del processo di trasferimento del modello Marchionne a tutto il mondo del lavoro. Questi prevede che per partecipare alle elezioni delle RSU, si dovrà dichiarare di rinunciare al diritto di sciopero. Si tratta dell’ennesima prova di servilismo dei cosiddetti sindacati gialli, organizzazioni che dovrebbero tutelare il lavoro specialmente in una fase di crisi come questa (disoccupazione giovanile al 42%), ma che in realtà non sono altro che emanazione degli interessi dei padroni. Quest’accordo di fatto rende impossibile qualsiasi conflittualità all’interno dei luoghi di lavoro, condizionando il voto dei lavoratori per le elezioni delle RSU e fiaccando la resistenza delle componenti più combattive del sindacato.

E’ necessario innanzitutto che i lavoratori prendano coscienza di chi (non) li rappresenta e che si mobilitino unitariamente per scardinare questo perverso meccanismo concertativo, promuovendo il loro protagonismo di classe.

USB_Unione Sindacale di Base – Confederazione dei COBAS – DAS_Dimensione Autonoma Studentesca – Rete della Conoscenza_Siena 

 

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solidarietà a Burak Unveren e al popolo turco in piazza

Riceviamo e diffondiamo con grande forza il seguente documento approvato ieri dai colleghi del Dipartimento di Economia politica e statistica.

“Con grande dolore abbiamo appreso che Burak Unveren, ricercatore presso la Yildiz Technical University di Istanbul, ha perso un occhio in una aggressione della polizia avvenuta durante le proteste e gli scontri di piazza che si stanno verificando in questi giorni in Turchia.

Il Dr. Unveren ha conseguito il titolo di dottore di ricerca alla Scuola di Dottorato in Economia Politica delle Università di Firenze, Pisa e Siena che ha sede presso il DEPS (Dipartimento di Economia Politica e Statistica dell’Università di Siena) ed è finanziata anche dalla Regione Toscana.

Burak ha fatto parte della nostra comunità per quattro anni. Durante questo periodo, ha contribuito con la sua grande  intelligenza e creatività alla qualità della ricerca del nostro dottorato. E’ per noi un caro  collega e con-cittadino e ci sentiamo colpiti da quello che è successo sia personalmente sia come membri di una comunità, quella scientifica, che per definizione è aperta e fondata sul rispetto reciproco come fonte di avanzamento civile e umano.

Proprio per questo, mentre esprimiamo tutto il nostro affetto e la nostra solidarietà a Burak, chiediamo che siano accertate tutte le responsabilità che hanno portato a questo brutale atto di violenza che, come tutti gli atti di violenza, offende e calpesta la dignità umana e il concetto stesso di democrazia.”

Documento approvato dal dipartimento di economia politica e statistica e dal Collegio dei Docenti del Dottorato in Economia Politica

 

La USB Università di Siena nel diffondere il documento esprime piena solidarietà a Burak e a tutti cittadini turchi che oggi stanno manifestando ancora di più come risposta alla brutalità della polizia turca. Quello che sta avvenendo in Turchia è sotto gli occhi, soprattutto, di tutti coloro che hanno accesso ai social network, ed è gravissimo. Parteciperemo e promuoveremo ogni forma di mobilitazione e informazione che verrà organizzata in Ateneo. Le università turche stanno rinviando le sessioni di esame per permettere agli studenti e ai lavoratori di partecipare alle manifestazioni, noi siamo accanto a tutta la comunità universitaria turca e alla società turca!

Chiediamo che il documento venga fatto proprio e approvato da ogni organo di questo Ateneo e venga inoltrato dal Rettore all’ambasciatore turco in Italia, quello che è successo a Burak, come alle migliaia di feriti dei questi giorni, è inaccettabile!

Lo sradicamento del primo albero di Gezi park ha fatto germogliare una miriade di giovani alberi di democrazia in migliaia di cittadini turchi di ogni età e questo nessuna ruspa può sradicarlo!

 

 

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