E ora? si continua a lavorare come e più di prima!

E ora? si continua a lavorare come e più di prima!

Ieri è finalmente passato in CdA il Contratto collettivo integrativo, CCI, 2012. Le somme verranno pagate a cominciare dallo stipendio di maggio. Ne siamo contenti? Si, ma pensiamo già ad altro. Intanto c’è la questione della Cooperativa Solidarietà su cui continuiamo a lavorare. Ci sono questioni organizzative gravi, nelle segreterie studenti, o come si chiamano i nuovi uffici didattici, nei presidi, nel sistema bibliotecario d’Ateneo e ad Arezzo. C’è da affrontare il piano di risanamento! Possiamo stare qui a baloccarci su un risultato ottenuto? No

In queste settimane alcuni hanno sollevato interrogativi sul perché l’USB abbia accettato di firmare questo CCI, ci siamo resi conto che sono tanti i colleghi che non sanno cosa succeda ai tavoli di contrattazione. Le numerose richieste, in queste ultime settimane, di accesso alla nostra mailing list di iscritti ci fanno capire che altri non fanno capire cosa è successo negli ultimi 5 mesi di contrattazione. Non possiamo dare libero accesso alla lista, ma spesso quello che vi si scrive viene fatto girare informalmente. Da noi ogni documento è messo in rete, ci sono i resoconti delle sedute e si discute. Le numerose domande di chiarimento che ci vengono da iscritti ad altri sindacati ci fanno capire che c’è una mancanza di comunicazione su cui ognuno deve trarre le conseguenze. L’interrogativo non ce lo poniamo per chi non è iscritto ad alcun sindacato, ma per quanti, invece, dovrebbero avere dei rappresentanti.

Come USB abbiamo dimostrato di saper passare dal megafono alla trattativa. Non c’è bisogno di urlare sempre, il conflitto va incanalato verso una maggiore forza di confronto con la parte pubblica. Questo è stato il nostro percorso e ci sembra di averlo seguito appieno.

A questo link trovate un documento di analisi del nuovo CCI 2012: http://wp.me/an9o0-ht

Unico sindacato, abbiamo presentato una piattaforma scritta ad ottobre 2012. La piattaforma partiva dalla situazione odierna, il taglio del MEF e i tagli della L.122/2010, e che si voglia o no questa situazione è reale. Dovevamo accettare che fosse l’Amministrazione a decidere del nostro accessorio con un atto unilaterale solo perché erano pochi soldi? Ci sembra che l’ultima volta che l’Amministrazione abbia fatto un atto unilaterale abbia fatto danno, vedi il taglio dell’accessorio 2011.

Le risorse sono distribuite con una fotografia più attuale, anche se incompleta. Dobbiamo continuare a lavorare per migliorare, e lo faremo per il 2013.

Abbiamo sottoscritto il CCI solo con la RSU, la FLC e lo SNALS-CISAPUNI. Altri hanno scelto di non farlo e riconosciamo la piena legittimità a chi ha fatto questa scelta. Non accettiamo però le critiche mosse da chi in 5 mesi di trattativa non ha proposto altro, non ha saputo spiegare dove si stava sbagliando e cosa si sarebbe potuto fare di meglio. Dove siete stati in questi cinque mesi? Eravamo al tavolo insieme ve ne siete accorti?

Ci sono dichiarazioni scritte a verbale, alcune nemmeno girate alle altre sigle, che nulla dicono sulla opposizione fatta nei cinque mesi passati sulle scelte prese dal tavolo, forse perché era difficile dire che ci si era opposti non venendo alle sedute o stando in silenzio!

Si può sostenere che il CCI non è equo quando non si è spiegato, o proposto, come renderlo più equo? Non basta parlare di una supposta sperequazione se non si sa come proporre il suo contrario, cioè l’equità.

C’è chi sostiene che non si possa firmare un CCI per il 2012 nell’anno 2013. Infatti, l’anno essendo già passato non permette ai lavoratori di sapere come verranno retribuite le loro prestazioni. Strano, basta guardare oltre le mura di Siena, per scoprire che oltre venti Atenei stanno firmando, ora, dei CCI per l’anno 2012. Cosa vuol dire poi questo concetto? Di questo passo non dovremmo firmare più nulla essendo sempre in ritardo. Chi paga però alla fine siamo noi lavoratori.

Non sappiamo, né ci interessa sapere, perché qualcuno abbia voluto usare la trattativa per il salario accessorio per cercare di delegittimare il nostro impegno, noi sappiamo cosa abbiamo fatto da quando siamo nati in questo Ateneo e dove siamo ora.

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