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Presidi: conto alla rovescia per il fallimento

Presidi: conto alla rovescia per il fallimento

Non più tardi di otto giorni fa, su proposta della RSU e insieme a quasi tutte le sigle dell’Ateneo, è stato richiesto un incontro urgente al Rettore e alla Direttrice Amministrativa sulla situazione dei presidi. A tale incontro è stato chiesto che fossero presenti i responsabili degli stessi.

La richiesta nasceva dalla necessità di discutere urgentemente del disservizio che si creerà dal 2 aprile presso tutte le strutture dell’Ateneo venendo meno l’appalto alla Cooperativa.

Parliamo apertamente di disservizio perché tale è la situazione che si verrà a creare con il trasferimento ai presidi della competenza sulla apertura, chiusura e sicurezza delle strutture universitarie, senza il potenziamento delle unità assegnate ai presidi. Questa Amministrazione non ha saputo organizzare questo trasferimento, né sembra intenzionata a farlo.

La richiesta di incontro non ha ancora ricevuto risposta, il bando uscito qualche settimana fa non ha ancora sortito risultati anche se le domande sono state numerose, e il tempo scorre inesorabilmente.

I responsabili si stanno in alcuni casi, in modo molto rischioso, improvvisando padroni imponendo al personale coordinato esercizi organizzativi fantasiosi. Si viene meno al protocollo sull’orario di lavoro che disciplina chiaramente tutti gli obblighi delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche i limiti del potere dei responsabili delle strutture.

Invece di cercare condivisione e confronto alcuni interpretano il proprio ruolo nel modo più ottuso.

L’Amministrazione di fatto sta lasciando i responsabili in balia delle proprie personali interpretazioni e dimostra di non sapere che pesci prendere. In questo modo ogni errore dei responsabili sarà personale non avendo dato indicazioni, che furberia!

Si sta diffondendo un brutto clima di divisione fra il personale, che ormai si classifica in base alla categoria, in modo infantile e rischioso.

Nulla si sa poi di cosa succederà ad Arezzo, dove si fanno riunioni per impartire ordini dopo aver dimostrato dall’inizio dell’anno di non essere capaci nemmeno di rispettare i minimi diritti dei dipendenti. L’anomalia di Arezzo va risolta una volta per tutte, è ora di farla finita!

Cosa succederà poi al Rettorato dove non c’è un presidio? Siamo curiosi di conoscere quale soluzione è stata trovata (?), di sicuro sarà la più interessante.

Nessuno vuole tenere conto del fatto che chi lavora nei presidi ha già tutta una serie di compiti assegnati che non permettono di aggiungerne altri, se non facendo scadere la qualità finora garantita. È questo ciò che si vuole?

Ancora una volta l’organizzazione si implementa con l’affanno e la fretta.

Noi non ci stiamo ci avete stufato!

Si convochi la riunione richiesta e si trovino soluzioni valide perché non accetteremo di subire impassibili. L’esasperazione che ci state imponendo si ritorcerà contro l’Ateneo e i responsabili di tutto questo avranno nomi e cognomi.

 

Ultim’ora: leggendo il provvedimento di istituzione della divisione coordinamento sistema bibliotecario, altra questione su cui torneremo, si

legge: la divisione coordinamento è responsabile … delle sale di studio e lettura quando queste ultime non siano affidate alla responsabilità dei Presidi (!)

 

Questa frase non c’era nel precedente provvedimento, e ora si, un altro servizio sulle spalle di un numero di unità che non può reggere tutte le eterogenee attività assegnate!

 

Leggete quali sono le attività assegnate ai presidi e quante unità vi sono assegnate a questo link:

http://www.unisi.it/sites/default/files/albo_pretorio/allegati/Disp%20DA%20873_9_11_12_Istituzione%20e%20attivazione%20Pres%C3%ACdi.pdf

 

il 2 aprile si avvicina e quando si creeranno dei disservizi la responsabilità sarà chiara!

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E ora? si continua a lavorare come e più di prima!

E ora? si continua a lavorare come e più di prima!

Ieri è finalmente passato in CdA il Contratto collettivo integrativo, CCI, 2012. Le somme verranno pagate a cominciare dallo stipendio di maggio. Ne siamo contenti? Si, ma pensiamo già ad altro. Intanto c’è la questione della Cooperativa Solidarietà su cui continuiamo a lavorare. Ci sono questioni organizzative gravi, nelle segreterie studenti, o come si chiamano i nuovi uffici didattici, nei presidi, nel sistema bibliotecario d’Ateneo e ad Arezzo. C’è da affrontare il piano di risanamento! Possiamo stare qui a baloccarci su un risultato ottenuto? No

In queste settimane alcuni hanno sollevato interrogativi sul perché l’USB abbia accettato di firmare questo CCI, ci siamo resi conto che sono tanti i colleghi che non sanno cosa succeda ai tavoli di contrattazione. Le numerose richieste, in queste ultime settimane, di accesso alla nostra mailing list di iscritti ci fanno capire che altri non fanno capire cosa è successo negli ultimi 5 mesi di contrattazione. Non possiamo dare libero accesso alla lista, ma spesso quello che vi si scrive viene fatto girare informalmente. Da noi ogni documento è messo in rete, ci sono i resoconti delle sedute e si discute. Le numerose domande di chiarimento che ci vengono da iscritti ad altri sindacati ci fanno capire che c’è una mancanza di comunicazione su cui ognuno deve trarre le conseguenze. L’interrogativo non ce lo poniamo per chi non è iscritto ad alcun sindacato, ma per quanti, invece, dovrebbero avere dei rappresentanti.

Come USB abbiamo dimostrato di saper passare dal megafono alla trattativa. Non c’è bisogno di urlare sempre, il conflitto va incanalato verso una maggiore forza di confronto con la parte pubblica. Questo è stato il nostro percorso e ci sembra di averlo seguito appieno.

A questo link trovate un documento di analisi del nuovo CCI 2012: http://wp.me/an9o0-ht

Unico sindacato, abbiamo presentato una piattaforma scritta ad ottobre 2012. La piattaforma partiva dalla situazione odierna, il taglio del MEF e i tagli della L.122/2010, e che si voglia o no questa situazione è reale. Dovevamo accettare che fosse l’Amministrazione a decidere del nostro accessorio con un atto unilaterale solo perché erano pochi soldi? Ci sembra che l’ultima volta che l’Amministrazione abbia fatto un atto unilaterale abbia fatto danno, vedi il taglio dell’accessorio 2011.

Le risorse sono distribuite con una fotografia più attuale, anche se incompleta. Dobbiamo continuare a lavorare per migliorare, e lo faremo per il 2013.

Abbiamo sottoscritto il CCI solo con la RSU, la FLC e lo SNALS-CISAPUNI. Altri hanno scelto di non farlo e riconosciamo la piena legittimità a chi ha fatto questa scelta. Non accettiamo però le critiche mosse da chi in 5 mesi di trattativa non ha proposto altro, non ha saputo spiegare dove si stava sbagliando e cosa si sarebbe potuto fare di meglio. Dove siete stati in questi cinque mesi? Eravamo al tavolo insieme ve ne siete accorti?

Ci sono dichiarazioni scritte a verbale, alcune nemmeno girate alle altre sigle, che nulla dicono sulla opposizione fatta nei cinque mesi passati sulle scelte prese dal tavolo, forse perché era difficile dire che ci si era opposti non venendo alle sedute o stando in silenzio!

Si può sostenere che il CCI non è equo quando non si è spiegato, o proposto, come renderlo più equo? Non basta parlare di una supposta sperequazione se non si sa come proporre il suo contrario, cioè l’equità.

C’è chi sostiene che non si possa firmare un CCI per il 2012 nell’anno 2013. Infatti, l’anno essendo già passato non permette ai lavoratori di sapere come verranno retribuite le loro prestazioni. Strano, basta guardare oltre le mura di Siena, per scoprire che oltre venti Atenei stanno firmando, ora, dei CCI per l’anno 2012. Cosa vuol dire poi questo concetto? Di questo passo non dovremmo firmare più nulla essendo sempre in ritardo. Chi paga però alla fine siamo noi lavoratori.

Non sappiamo, né ci interessa sapere, perché qualcuno abbia voluto usare la trattativa per il salario accessorio per cercare di delegittimare il nostro impegno, noi sappiamo cosa abbiamo fatto da quando siamo nati in questo Ateneo e dove siamo ora.

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