Monthly Archives: dicembre 2012

OMBRE SULLìINAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO

 OMBRE SULL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO

Come USB P.I. di Siena abbiamo già scritto un comunicato sull’inaugurazione
dell’anno accademico evidenziando come la presenza di forze dell’ordine
abbia segnato un brutto capitolo della storia di questo Ateneo sotto la
guida del Rettore Riccaboni. Siamo venuti però a conoscenza di fatti ancora
più gravi di cui tutti devono essere messi a conoscenza. Di seguito potete
leggere il testo di una mail inviata dalla segreteria del rettore ad alcuni
colleghi che lavorano presso il rettorato in occasione della cerimonia.

“Cari Colleghi, per definire l’assetto organizzativo della cerimonia di
stasera, anche in funzione delle ultime indicazioni della Questura, e fare
la ricognizione dei compiti assegnati a ciascuno di noi, è fissata un
riunione per le ore 13,00 presso il mio ufficio. Dovendo prevedere un
consistente servizio d’ordine, vi prego di verificare la disponibilità di
altri colleghi nell’ambito dei vostri uffici.”

I nomi dei destinatari sono in massima parte responsabili di divisioni ed
uffici del rettorato e in massima parte sindacalizzati e anche con incarichi
in organi dei rispettivi sindacati. Reputiamo grave che mentre è in corso
una protesta contro le politiche di smantellamento del sistema di istruzione
e universitario pubblico, appoggiato anche da diverse sigle sindacali,
USB, COBAS e FLC-CGIL Toscana, e da organizzazioni e collettivi
studentesche, dipendenti del personale tecnico e amministrativo si prestino
a fare un servizio d’ordine all’interno del palazzo, durante la cerimonia.
Ci chiediamo come si possa svolgere un compito che nulla ha a che fare con
il proprio ruolo all’interno della pubblica amministrazione, come si possa
svolgere un ruolo di ordine pubblico che sottintende una chiara volontà di
criminalizzare la giusta espressione di dissenso. Gli studenti in più
occasioni hanno dimostrato grande solidarietà nei confronti del personale
tecnico e amministrativo riguardo alle politiche sul personale dal taglio al
salario accessorio, alla decurtazione dell’integrativo dei CEL. Quegli
stessi studenti il pomeriggio della cerimonia hanno ricordato ciò che è
successo ai CEL e al PTA negli ultimi anni, e mentre lo facevano, davanti a
loro nel portone del rettorato, per le scale e nei corridoi, c’era chi
faceva il sevizio d’ordine. Vergogna!

Quali sono state poi le indicazioni della Questura a cui si sono attenuti i
nostri solerti sceriffi/spie? E quali i compiti assegnati?
Chiediamo al Rettore di chiarire con urgenza sulla base di quali indicazioni
si sia proceduto a formare un servizio d’ordine interno e con quali
funzioni. Pretendiamo una risposta scritta e pubblica.

Questo evento non passerà sotto silenzio, è di una tale gravità morale
individuale e politica d’Ateneo che non può essere lasciata cadere e passare
inosservata.
Una ombra pesante si getta da mesi sulla relazioni interne all’Ateneo. Siamo
arrivati ora però ad un tale livello di delazione e controllo che va
denunciato pubblicamente. La cosa grave è che queste scelte autoritarie
trovino sponda fra i colleghi, invece di ottenere una ferma denuncia contro
questa deriva fascista.
Chiediamo agli studenti e ai rappresentanti del personale tecnico e
amministrativo negli organi di governo di presentare interrogazioni sulla
questione.

USB P.I. Siena
USB P.I. Università di Siena

Sull’inaugurazione dell’Anno Accademico

Inaugurazione dell’anno accademico: inaugurazione di un carcere o di una università?

Come USB P.I. abbiamo assistito all’inaugurazione dell’anno accademico dall’esterno del palazzo del rettorato, insieme agli studenti e a tutte le altre organizzazioni. Eravamo preparati a contestare il ministro di un governo che ci sta uccidendo nemmeno troppo lentamente con politiche di austerità solo per i precari, gli immigrati, i deboli, gli ultimi. Il ministro non è venuto, ma il palazzo era comunque precluso, blindato, a chi voleva una inaugurazione diversa fatta di confronto e dibattito in un momento di grave disagio sociale.

Abbiamo assistito, nonostante non ci fosse quel carattere di “emergenza” di ordine pubblico per le contestazioni al ministro, ad una scelta del Rettore di blindare comunque il palazzo, alla faccia del concetto di università pubblica. Abbiamo compreso cosa intende il rettore di questo Ateneo per università pubblica, cioè libera e pubblica nel momento in cui si pagano le tasse, ma chiusa nel momento in cui si chiede dibattito e confronto. L’università pubblica, come promotrice di cultura è morta.

Ieri studenti che pagano le tasse, studenti e lavoratori che nell’università vedono un luogo di crescita hanno assistito all’inaugurazione di un carcere, dove però i carcerati erano i carcerieri di se stessi, invece chi è rimasto fuori non accetta di essere rinchiuso in schemi di pensiero limitati, in celle di isolamento, ma vuole la contaminazione dei saperi. Un’università che non sa immaginare una sua trasformazione anche nel momento della sua inaugurazione, che dopo i discorsi di rito poteva essere occasione di confronto è dibattito è ciò che non vogliamo.

L’irresponsabilità del rettore è stata palese quando ieri sul finire della cerimonia ha dichiarato pubblicamente che gli studenti all’esterno potevano entrare, il colmo per gli studenti e chi assisteva da fuori e per la questura. Lo stesso rettore aveva chiesto alle forze dell’ordine di tenere fuori gli studenti il giorno prima e poi ha tentato maldestramente di far ricadere solo sulla questura la scelta repressiva. Il paradosso sta nel fatto che prima si comprime la voglia di confronto e dibattito, trasformandola in protesta e radicalizzandone l’espressione e poi si vuole fare i democratici facendo ricadere su altri le colpe della radicalizzazione del confronto.

Chi protestava fuori non è cascato nella trappola e ha deciso di portare un concetto di università pubblica e di sapere libero per le strade della città. Invitiamo la Questura di Siena, nel caso volesse far seguire alle contestazioni e al corteo di ieri una loro criminalizzazione, a riflettere sul fatto che l’istigatore di tale conflitto è unicamente il rettore dell’università degli studi di Siena.

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