Salario accessorio: una storia infinita per volontà politica

Sul salario accessorio di questo Ateneo ormai l’attenzione si sta spostando a Roma, sia per il coinvolgimento del MEF che ha prodotto sulla questione oltre 4 documenti, sia per il doveroso intervento che l’esecutivo nazionale pubblico impiego della USB sta predisponendo. Confidiamo che anche le altre OO.SS. facciano altrettanto cercando una interlocuzione politica col Ministero e l’ARAN visto che a Siena non esiste alcun tipo di confronto politico. Dovremo lavorare sui due fronti locale e romano.

Stiamo discutendo sulla base dei documenti inviati dal MEF di alcuni aspetti, in parte molto tecnici. Vogliamo però soffermarci sulla questione del pagamento del salario accessorio per il 2011. Ad oggi sappiamo che la dimissionata Direttrice Amministrativa Fabbro ci ha presentato la seguente offensiva proposta: fondo 2011 € 1.365.772,97 recupero della somma di € 1.241.582,17 e pagamento di indennità per il valore di € 124.190,80!! Meno del 10% in pagamento!

Abbiamo portato insieme alla RSU e alle altre OO.SS. al tavolo una proposta chiara basata su decreti legislativi e CCNL che permette di pagare quanto dovuto ad ognuno di noi.

Il contratto integrativo vigente nel 2010 è ultrattivo anche per l’anno 2011 nonostante la previsione dell’art. 65 della legge 150/2009 che prevedeva la inapplicabilità dopo il 31.12.2010 . Sosteniamo questa tesi in base al D.Lgs n. 141 /2011. L’interpretazione che viene data del decreto n. 141 da parte dell’ARAN è chiara:

“Con l’art.5, comma 1, del d.lgs. n. 141/2011 si chiarisce definitivamente che l’ultrattività dei contratti collettivi integrativi, prevista dall’art.65, comma 2, del d.lgs. n. 150/2009, opera solo nei confronti di quelli già “vigenti” al 15.11.2009, data di entrata in vigore del suddetto decreto. Conseguentemente, i contratti collettivi integrativi successivi alla predetta data dovevano e devono essere stipulati nel rispetto delle disposizioni contenute nel medesimo decreto legislativo, da ritenersi immediatamente efficaci, comprese le norme che prevedono la sostituzione automatica delle clausole contrattuali nulle, quelle di azione che attribuiscono poteri alla pubblica amministrazione nonché quelle che impongono ai medesimi contratti collettivi un contenuto obbligatorio.”

[http://www.aranagenzia.it/araninforma/index.php/ottobre-2011/47-focus/148-le-novita-del-dlgs-n-1412011-in-materia-di-contrattazione-] l’ARAN è l’agenzia del governo che si occupa di contrattazione al livello nazionale.

L’Amministrazione ci ha presentato come approfondimento giuridico contro l’interpretazione dell’ARAN da noi riportata: una sentenza del gennaio 2010 della Corte dei Conti, precedente la pubblicazione del decreto 141/2011, e due articoli di riviste giuridiche, di cui uno scritto dal delegato del Rettore dell’Università di Palermo alle relazioni sindacali e l’altro precedente la pubblicazione del decreto 141/2011. Serietà?

La nostra interpretazione del concetto di ultrattività dei CCI vigenti alla data dell’entrata in vigore del d.lgs 150/2009, è che questa sia riferito alla ultrattività rispetto alla data prevista di disapplicazione dei CCI prevista al 31.12.2010 . Non si comprende come mai l’ARAN parli di regime di ultrattività se rimane ferma la data di disapplicazione dei CCI al 31.12.2010. Sarebbe un controsenso che viene fugato anche dal fatto che il D.Lgs 141/2011 è stato emanato nel settembre 2011, nove mesi dopo quella data fatidica di disapplicazione dei CCI. Quindi se non si intendesse la ultrattività come superamento di quel limite temporale di fatto cosa chiarirebbe l’art 5 comma 1 del D.Lgs 141/2011? Nulla

Messa da parte la questione della ultrattività andiamo a vedere però quali sono le voci che la dimissionata Direttrice Amministrativa Fabbro intende con la sua proposta offensiva pagare: indennità di turno (biblioteche e Pontignano), indennità di servizio notturno e festivo, rischio chimico e rischio per periti settore.

Vengono dimenticate alcune previsioni del CCNL: indennità art. 88 lettera f, da noi conosciuta come indennità ex art. 41 stabile, indennità di responsabilità e funzione specialistica previste dall’art. 91 commi 1 e 3.

Esiste poi un ulteriore richiamo importante al CCNL e cioè l’art 91 comma 8: Le indennità di cui ai precedenti commi cessano di essere corrisposte qualora i dipendenti non siano più adibiti alle posizioni organizzative e alle funzioni specialistiche e di responsabilità di cui ai commi 1 e 3.

Essendo tutti ancora adibiti a quelle posizioni e funzioni dobbiamo essere ancora retribuiti per l’anno 2011 già lavorato. La dimissionata Direttrice Amministrativa Fabbro non ha revocato nulla e pertanto è costretta a pagare. La questione non è di poco conto perché quando è stata sostenuta in seduta sindacale la dottoressa Fabbro ha perso le staffe, forse che questa piccola svista la renda responsabile di qualcosa?

Rivendichiamo il diritto di essere retribuiti per intero, sottolineiamo l’obbligo per la dimissionata Direttrice Amministrativa di rispettare le norme e soprattutto il CCNL. Ci viene ripetuto che ora siamo nella stagione delle regole, benissimo e allora applichiamo le regole!

Ultima farsa, suggerita da un dirigente del MEF, è quella della inapplicabilità del Contratto integrativo, vigente nel 2010, perché era basato su di un fondo sovradeterminato. Primo, il Contratto integrativo regola la parte normativa e non entra nel merito della parte economica di competenza dell’Amministrazione. Secondo, abbiamo speso nel 2010 poco più di quanto previsto dal fondo.

Affronteremo poi con un documento specifico la questione del conteggio di quanto speso in più dal 2000 al 2009 sia per i B-C-D sia per gli EP. Due puntualizzazioni: non si capisce come si possa ricostruire lo speso per i B-C-D dal 2000 al 2009 e per gli EP solo dal 2005 al 2009; non si comprende come mai per quanto riguarda lo speso 2010 l’Amministrazione abbia fornito alla parte sindacale una somma e al MEF un’altra. Perseveriamo negli stessi errori del passato?

La chicca, la ciliegina sulla torta, è quella sulla prescrizione delle somme erogate in più. Ci era stato detto che la prescrizione era decennale. Quindi tutto quello che avevamo speso in più prima dell’ ottobre 2000 era prescritto, circa € 365.000 . I dieci anni vanno calcolati dalla data di trasmissione della relazione del MEF che è dell’ottobre 2010. Beh pare da un approfondimento giuridico (!) fatto dalla dimissionata Direttrice Amministrativa Fabbro che la prescrizione non si applichi per la nostra fattispecie!

Cioè, in un paese in cui va in prescrizione tutto, dall’omicidio al furto, solo le stragi ed il nostro salario accessorio vengono esclusi, ma fateci il piacere!! Il senso del ridicolo non abita in banchi di sotto.

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