La fretta fa fare brutti errori

Dispiace, ma alle volte si devono evidenziare gli errori del prossimo per cercare di porvi rimedio, poi ognuno valuterà le conseguenze delle proprie azioni.

Concordiamo con chi ha invitato i colleghi ad appellarsi alle regole sulla mobilità interna avverso le assegnazioni operate con i provvedimenti n. 641 e n. 642. Il punto importante è però che si debbono citare i documenti giusti altrimenti si espongono i colleghi ad inutili imprecisioni. Noi ce ne siamo accorti solo ora.

A questo link trovate il regolamento in vigore sulla mobilità in questo Ateneo:

https://rdbcubuniversitasiena.wordpress.com/contrattazione-locale/nuovo-reg-mobilita/

Come vedete è diverso da quello presente sul sito d’Ateneo, forse nello spostamento dei file delle pagine dal vecchio al nuovo portale al CINECA a Bologna hanno sbagliato qualcosa, ma cosa più grave è che qualcuno qui da noi a Siena non se n’è accorto.

Il punto 7 delle linee guida è quello che dobbiamo utilizzare per presentare opposizione all’assegnazione.

Crediamo però che si debba evidenziare un problema che porteremo insieme alla RSU e alle OO.SS. al tavolo sindacale di oggi pomeriggio. È possibile che i centinaia di colleghi interessati dai due provvedimenti debbano esserne informati da una mail in cui tramite link si accede al testo che lo riguarda? Secondo la nostra Amministrazione dovremmo scorrere i due provvedimenti cercando il nostro nominativo, follia!

Non esisterà alcun provvedimento individuale, ma a questo punto si apre un problema interpretativo del punto 7 delle linee guida

Mobilità d’ufficio.

Il Direttore Amministrativo, sentiti l’interessato e il responsabile della struttura, può procedere a mobilità d’ufficio, salvaguardando le competenze e la professionalità acquisita, attraverso l’attribuzione di compiti, incarichi e ruoli coerenti con la categoria di appartenenza. Nel rispetto della normativa vigente, particolare attenzione sarà riservata alla tutela dei dipendenti diversamente abili e dei loro familiari.

La mobilità d’ufficio potrà avere luogo in relazione a:

  1. Esigenze collegate al verificarsi di eventi e situazioni che pregiudichino il buon andamento e la funzionalità dei servizi;
  2. Esigenze di riequilibrio nell’assegnazione delle risorse umane a disposizione delle diverse strutture di Ateneo;
  3. Riassetto nell’organizzazione, anche in relazione agli obiettivi strategici dell’Università e agli obiettivi di risanamento finanziario;
  4. Progetti di innovazione organizzativa e tecnologica;
  5. Miglioramento della qualità dei servizi;
  6. Selezione interna relativa a procedure di mobilità a domanda rimasta senza esito;
  7. Esigenze temporanee derivanti da situazioni eccezionali ed imprevedibili;
  8. Sostituzione di persone assenti in base a istituti previsti dal CCNL e dalla normativa vigente il cui periodo di assenza sia quantificabile.

[…]

Avverso il trasferimento d’ufficio è data facoltà all’interessato, direttamente o per il tramite  delle organizzazioni sindacali, di presentare entro 5 giorni dal ricevimento dell’atto di assegnazione, osservazioni scritte al Direttore Amministrativo che, valutata la fondatezza delle motivazioni addotte, si esprimerà a sua volta entro 5 giorni.

Si intendono 5 giorni lavorativi

Di fatto l’atto di assegnazione era visibile il 26 luglio sul sito d’Ateneo, ma l’Amministrazione non ha alcuna prova del ricevimento dello stesso da parte dei diretti interessati. Se viene traferito d’ufficio un collega l’Amministrazione manda la comunicazione al diretto interessato, lo stesso dovrebbe valere 500 colleghi, non è che col numero si perda l’obbligo della ufficialità della comunicazione. Cambierà il responsabile a cui dobbiamo rivolgerci per qualsiasi adempimento sull’orario di lavoro, sulle procedure, ecc., on si può dare per scontato che tutti ne siano a conoscenza.

Chi era in ferie, malattia, maternità, ecc., a nostro avviso può, attestando l’assenza, far partire il termine di 5 giorni dal momento del rientro in servizio.

Vi è poi la questione della mancata pubblicazione online, quindi accessibile a tutti, delle linee guida sulla mobilità. Questa “svista” non ha messo nelle condizioni i colleghi di avvalersi dei loro diritti di opposizione.

Nella vecchia versione si parlava di sospensione del provvedimento, ora solo di osservazioni. Per riuscire a far accettare all’epoca della firma questa frase ci sono volute aspre discussioni. La Direttrice Amministrativa non voleva accettare nulla, come al solito. Comunque resta l’obbligo di rispondere ad ogni singolo collega che presenterà osservazioni. Invitiamo tutti coloro che presenteranno delle osservazioni di mandarle per mail almeno alla rsu, se non a tutte le sigle sindacali. L’unico modo per aiutarvi è essere informati.

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