IL QUIZZONE

Il quizzone: il nuovo gioco che determinerà il tuo destino

Se non fosse una cosa seria la creazione di un bilancio delle competenze ci sarebbe da fermarsi al titolo del comunicato e farci sopra una risata. La capacità di prendere la nostra quotidianità con leggerezza diventa sempre più difficile.

All’incirca 460 tecnici e amministrativi stanno ricevendo in questi giorni una mail da parte della Direzione Amministrativa in cui si rende noto che dovremo partecipare ad una rilevazione online in gruppi di quaranta. Tutto questo è funzionale alla creazione di un database che serve per capire dove e come assegnare il personale coinvolto nei nuovi dipartimenti.

La mail che riceviamo rileva sempre più che la nostra Direttrice Amministrativa è presa dal dubbio quasi amletico di non sapere se vuole essere come dottor Jekyll o Mister Hyde, ci invita a partecipare e poi ci scrive che è obbligatorio, da un lato è materna e dall’altro è matrigna. Il problema però non sta nella altalenante impostazione del suo ruolo di dirigente, ma nella sostanza di quello che ci viene chiesto, o meglio imposto.

Questa rilevazione andava fatta per tempo. La creazione dei nuovi dipartimenti non è una calamità piovutaci addosso, ma è una conseguenza evidente dell’applicazione della legge Gelmini. Nel settembre 2011 la USB chiese pubblicamente al Rettore di cominciare a ragionare in modo partecipato e costruttivo del futuro assetto di questo Ateneo. Non ci fu risposta. Eppure come si sono dedicati mesi alla definizione dei nuovi dipartimenti per i docenti perché non si è ritenuto importante fare lo stesso con i tecnici e amministrativi?

La risposta la sappiamo ed è quasi inutile porre la domanda adesso. Come al solito ci viene presentata unicamente l’urgenza del provvedimento senza tenere conto delle richieste avanzate per rendere più completa la rilevazione. Come USB abbiamo chiesto che fosse possibile anche la previsione da parte dei colleghi coinvolti di una espressione di volontà su dove volessero andare. La risposta è stata negativa.

Noi non demordiamo e porremo ogni volta che potremo le stesse richieste di tutela della nostra dignità di pubblici dipendenti.

Per tale motivo non vogliamo nemmeno accettare l’idea di non partecipare alla rilevazione. È vero è l’ennesima volta che ci viene chiesto chi siamo e cosa facciamo, ma come pubblici dipendenti non vogliamo né possiamo rinunciare mai a ripetere, fosse anche all’infinito, quello che facciamo. L’Amministrazione ci chiede di confermare e spiegare perché ci hanno assunti. E noi dobbiamo rispondere con chiarezza e attenzione senza timore di sbagliare. Ognuno è consapevole del ruolo che svolge e ognuno è responsabile del modo in cui lo svolge. Non è tirandoci indietro che difenderemo la nostra dignità, ma in questo caso è solo ribadendo che siamo pubblici dipendenti a testa alta che ci tuteliamo.

Nemmeno ci deve interessare il risvolto paradossale, in questa situazione, della reazione dei Direttori di dipartimento che si sentono defraudati di non si sa bene quale competenza. Sinceramente crediamo di essere in grado di spiegare cosa facciamo e come, non abbiamo bisogno di tutori. Non vogliamo però nemmeno che il risultato della rilevazione possa essere usato in modo distorto nel prossimo futuro. Come sindacato chiederemo di poter vedere i risultati della rilevazione e di costruire su tale base una proposta di organizzazione condivisa. Appare sempre più evidente che il vero problema di questo Ateneo è l’organizzazione del lavoro. Interverremo nei prossimi giorni su vari aspetti, ma di sicuro la Direzione Amministrativa dovrà prendere atto che, se anche in via temporanea potrà imporre alcuni passaggi, l’assetto definitivo dovrà essere condiviso. Ancora una volta il sindacato deve svolgere un ruolo di tutela, non dei diritti dei singoli, ma della pubblica amministrazione intera sotto scacco per l’incapacità di confrontarsi di una parte. Abbiamo dimostrato la nostra serietà e attenzione alle norme e alle leggi nella battaglia per il salario accessorio, invece di intraprendere un nuovo scontro anche sull’organizzazione, vorremmo che si prendesse atto che il sindacato svolge un ruolo costruttivo e come tale va coinvolto.

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