Monthly Archives: maggio 2012

IL QUIZZONE

Il quizzone: il nuovo gioco che determinerà il tuo destino

Se non fosse una cosa seria la creazione di un bilancio delle competenze ci sarebbe da fermarsi al titolo del comunicato e farci sopra una risata. La capacità di prendere la nostra quotidianità con leggerezza diventa sempre più difficile.

All’incirca 460 tecnici e amministrativi stanno ricevendo in questi giorni una mail da parte della Direzione Amministrativa in cui si rende noto che dovremo partecipare ad una rilevazione online in gruppi di quaranta. Tutto questo è funzionale alla creazione di un database che serve per capire dove e come assegnare il personale coinvolto nei nuovi dipartimenti.

La mail che riceviamo rileva sempre più che la nostra Direttrice Amministrativa è presa dal dubbio quasi amletico di non sapere se vuole essere come dottor Jekyll o Mister Hyde, ci invita a partecipare e poi ci scrive che è obbligatorio, da un lato è materna e dall’altro è matrigna. Il problema però non sta nella altalenante impostazione del suo ruolo di dirigente, ma nella sostanza di quello che ci viene chiesto, o meglio imposto.

Questa rilevazione andava fatta per tempo. La creazione dei nuovi dipartimenti non è una calamità piovutaci addosso, ma è una conseguenza evidente dell’applicazione della legge Gelmini. Nel settembre 2011 la USB chiese pubblicamente al Rettore di cominciare a ragionare in modo partecipato e costruttivo del futuro assetto di questo Ateneo. Non ci fu risposta. Eppure come si sono dedicati mesi alla definizione dei nuovi dipartimenti per i docenti perché non si è ritenuto importante fare lo stesso con i tecnici e amministrativi?

La risposta la sappiamo ed è quasi inutile porre la domanda adesso. Come al solito ci viene presentata unicamente l’urgenza del provvedimento senza tenere conto delle richieste avanzate per rendere più completa la rilevazione. Come USB abbiamo chiesto che fosse possibile anche la previsione da parte dei colleghi coinvolti di una espressione di volontà su dove volessero andare. La risposta è stata negativa.

Noi non demordiamo e porremo ogni volta che potremo le stesse richieste di tutela della nostra dignità di pubblici dipendenti.

Per tale motivo non vogliamo nemmeno accettare l’idea di non partecipare alla rilevazione. È vero è l’ennesima volta che ci viene chiesto chi siamo e cosa facciamo, ma come pubblici dipendenti non vogliamo né possiamo rinunciare mai a ripetere, fosse anche all’infinito, quello che facciamo. L’Amministrazione ci chiede di confermare e spiegare perché ci hanno assunti. E noi dobbiamo rispondere con chiarezza e attenzione senza timore di sbagliare. Ognuno è consapevole del ruolo che svolge e ognuno è responsabile del modo in cui lo svolge. Non è tirandoci indietro che difenderemo la nostra dignità, ma in questo caso è solo ribadendo che siamo pubblici dipendenti a testa alta che ci tuteliamo.

Nemmeno ci deve interessare il risvolto paradossale, in questa situazione, della reazione dei Direttori di dipartimento che si sentono defraudati di non si sa bene quale competenza. Sinceramente crediamo di essere in grado di spiegare cosa facciamo e come, non abbiamo bisogno di tutori. Non vogliamo però nemmeno che il risultato della rilevazione possa essere usato in modo distorto nel prossimo futuro. Come sindacato chiederemo di poter vedere i risultati della rilevazione e di costruire su tale base una proposta di organizzazione condivisa. Appare sempre più evidente che il vero problema di questo Ateneo è l’organizzazione del lavoro. Interverremo nei prossimi giorni su vari aspetti, ma di sicuro la Direzione Amministrativa dovrà prendere atto che, se anche in via temporanea potrà imporre alcuni passaggi, l’assetto definitivo dovrà essere condiviso. Ancora una volta il sindacato deve svolgere un ruolo di tutela, non dei diritti dei singoli, ma della pubblica amministrazione intera sotto scacco per l’incapacità di confrontarsi di una parte. Abbiamo dimostrato la nostra serietà e attenzione alle norme e alle leggi nella battaglia per il salario accessorio, invece di intraprendere un nuovo scontro anche sull’organizzazione, vorremmo che si prendesse atto che il sindacato svolge un ruolo costruttivo e come tale va coinvolto.

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II° APPUNTAMENTO D A S

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Lavoro e studio. Diritti negati.

Ieri, giovedì 17 maggio, si è svolta, presso i locali della Facoltà di Lettere e Filosofia, un’assemblea tra studenti e lavoratori dell’Università.

L’obiettivo dell’incontro; quello di inaugurare un percorso di condivisione, discussione di idee e di sperimentazione di forme di lotta unitarie.

Il Das-dimensione autonoma studentesca- ha sempre posto al centro della sua analisi la necessaria unità delle rivendicazioni e delle lotte, poiché solo attraverso questa è possibile rispondere in maniera efficace all’attacco del capitalismo. Il corporativismo, che caratterizza i rapporti nel mondo del lavoro e non solo, è stato il mezzo tramite il quale l’unità dei lavoratori e dei cittadini è stata minata, questo seguendo un disegno scientificamente applicato, volto alla sottomissione dei lavoratori, e della società civile tutta, agli interessi padronali. L’attacco che sta subendo il mondo del lavoro, che si ripercuote nei territori avviliti dalla disoccupazione, dalla precarietà, dall’improduttività, è senza precedenti così come lo è stato ( con la riforma Gelmini) e continua ad esserlo quello al mondo della scuola. La volontà di abolire il valore legale del titolo di laurea si colloca perfettamente nel disegno classista, già iniziato con la riforma Moratti, che vuole rendere inaccessibile i gradi più alti di studio alle classi meno abbienti, preservando le istituzioni della conoscenza solo a chi potrà permettersela. La lotta intrapresa dai lavoratori del tecnico amministrativo di Siena rappresenta un esempio fondamentale perché costituisce il fulcro di quello che deve essere lo strumento principe per uscire dalla crisi in cui versa, ormai da anni, l’Ateneo; l’ UNITA’, unità in nome di quei principi di condivisione, solidarietà e coscienza senza i quali non possiamo ambire a nessun cambiamento.

Il confronto, l’organizzazione e la mobilitazione è quello che proporremo durante la giornata del 24 maggio, una giornata dedicata ai temi di cultura e lavoro, due diritti, ad oggi, sempre più compromessi dalle politiche classiste attuate a livello tanto locale che nazionale.

L’iniziativa di oggi è stata il primo passo verso la costruzione di questo momento il quale vuole essere un punto di arrivo, rispetto all’egregia mobilitazione dei lavoratori dell’Università nelle date del 24 e del 27 aprile, e di partenza, in vista di una futura stagione di lotta. Solo uniti possiamo vincere, organizziamo il conflitto!

DAS-dimensione autonoma studentesca-

SUL LAVORO PUBBLICO

IL PROCTOCOLLO

Sono esperti. Si occupano di far metabolizzare le cose più indigeste. Sono gli specialisti dell’ultima parte dell’apparato digerente.

Con essi ritorna la concertazione ed i proctocolli tra parti socievoli e governo, speciali accordi deputati (si scusi il termine) non a promuovere istanze ed interessi dei lavoratori, ma a gestire il cambiamento, quel cambiamento imposto ed introdotto forzatamente e dolorosamente per lavoratori e, spesso, utenza dei pubblici servizi.

Il senso dell’ultimo proctocollo è proprio questo: dare la forma di ogiva alla riforma Brunetta in modo da renderla più tollerabile, diminuirne resistenza ed attriti ed aumentarne la capacità di penetrazione nel sistema.

Tutto è avvenuto a nostra insaputa, come consuetudine. La sottoscrizione del proctocollo è un attimo, come un brivido alla schiena (soprattutto zona sacrale-coccigea). Le assemblee le organizzano a cose fatte. E’ come ricevere un conto ancor prima di aver preso posto al tavolo: intanto paga e poi ti diremo quale pietanza ti sarà servita.

Caratteristico del proctocollo è il fatto che le parti firmatarie vantano entrambe un grande successo ed una capacità d’intervento:

Dice il Ministro della Funzione Pubblica: sarà così possibile assicurare l’applicazione della riforma a tutta la Pubblica; Efficienza, merito e trasparenza sono i punti cardine delle misure che ci apprestiamo a varare. Ho sempre condiviso l’impostazione della legge Brunetta, avendo tra l’altro contribuito come tecnico a scriverla, e proseguiremo su questa strada avendo chiaro due concetti chiave: Ampliare la platea datoriale prevista dalla precedente riforma; Intervenire su alcuni aspetti che ne rendano piena l’applicazione.

La parte sindacale da un lato si pone in continuità con le affermazioni del Ministro, dall’altro dichiara (CGIL) che l’accordo rappresenta la fine del decreto Brunetta e la fulgida via per riavere contratti, stipendi adeguati, equità (e forse, persino, per vincere l’europeo di calcio).

Eppure una soluzione c’è: ritiriamo la delega data ai sindacati che spacciano questo accordo come un grande successo, emuli della funzione pubblica che gongola, e costringiamoli a tornare al lavoro perdendo distacchi e prebende varie. Dimostriamo di essere in grado di somministrare una cura agli stessi specialisti: forse tornando a lavorare inizieranno a ricordare quali sono gli interessi da tutelare.

Si allega breve volantino su alcuni aspetti dell’accordo

LAVORO PUBBLICO:VERO O FALSO?

 

 

 

ASSEMBLEA DAS

 

 

 

SUL PROTOCOLLO PER IL PUBBLICO IMPIEGO

Protocollo Pubblico Impiego:

VIA LIBERA A LICENZIAMENTI, MOBILITA’ E TAGLI

mercoledì 9 maggio MOBILITAZIONE NAZIONALE

www.usb.it

Si è svolto il 3 maggio pomeriggio alla Funzione pubblica il tavolo tecnico per la definizione di un protocollo che costituisce il quadro entro il quale si muoverà il disegno di legge delega di riforma complessiva del settore pubblico, che tra l’altro conterrà anche i principi contenuti nel Ddl di riforma del mercato del lavoro in norme adattate al pubblico impiego.

L’incontro tecnico si è presto trasformato, grazie alla determinazione della delegazione trattante USB, in un tavolo politico. Il Ministro della Funzione Pubblica è stato infatti obbligato a partecipare all’incontro e a scoprire le carte per quanto riguarda le reali intenzioni in merito alla riforma del lavoro nella Pubblica Amministrazione. Rispondendo alle nostre considerazioni, Patroni Griffi ha ammesso che il protocollo rappresenta il tentativo di limitare i danni prodotti dalla riforma del mercato del lavoro del Ministro Fornero e dagli effetti della spending review.

In serata l’incontro si è concluso con l’accettazione da parte di tutti i sindacati, CGIL compresa, di un accordo che, di fatto, riproponendo il ruolo di cogestione del sindacato concertativo, dà il via libera al governo Monti in materia di:

·         tagli alla spesa– “gli interventi preannunciati in tema di spending review debbono rappresentare un’occasione per superare l’approccio finanziario e ragionieristico della spesa pubblica ed avviare un processo di modernizzazione dell’amministrazione pubblica attraverso un’attività di profonda razionalizzazione”

·         mobilità-il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali in tutte le fasi dei processi di mobilità collettiva …” e ancora “ collegare ai processi di mobilità percorsi di qualificazione e formazione professionale, coinvolgendo le organizzazioni sindacali, per garantire la funzionalità e la qualità del lavoro nell’amministrazione di destinazione

·         licenziamenti– “rafforzare i doveri disciplinari dei dipendenti, prevedendo al contempo garanzie di stabilità in caso di licenziamento illegittimo” secondo il medesimo impianto del lavoro nelle imprese private.

·         accettazione supina del principio della valutazione della performance attraverso- “meccanismi atti ad assicurare la retribuzione differenziata in relazione ai risultati conseguiti”

·         rafforzamento del ruolo della dirigenza– “si devono rafforzare il ruolo e le funzioni e le responsabilità dei dirigenti”

Nessun cenno al blocco dei contratti, al blocco del turn over, alla stabilizzazione dei precari.

Il protocollo verrà siglato nei prossimi giorni, ma già leggiamo sui comunicati la rivendicazione da parte sindacale della riappropriazione di un ruolo all’interno della contrattazione. E su questo non possiamo smentirli: IL SINDACATO CONCERTATIVO SI E’ RIAPPROPRIATO DI UN RUOLO. PER COGESTIRE I PROCESSI CHE RIGUARDERANNO TAGLI, ESUBERI E LICENZIAMENTI NEL PUBBLICO IMPIEGO.

Un ruolo già fallito nella stessa giornata di ieri con la decisione del Ministero della Difesa di decretare i primi 10.000 esuberi tra il personale civile. Ma già si parla di 24.000 probabili mobilitati.

Per il resto basta leggere la direttiva sulla spending review per avere certezza su quale sarà il futuro della Pubblica Amministrazione da qui a pochi mesi.

UN FUTURO CHE PUO’ ESSERE MODIFICATO SOLO ATTRAVERSO LA MOBILITAZIONE E LA LOTTA DEI LAVORATORI, NON ATTRAVERSO LA COGESTIONE DELLO SMANTELLAMENTO, RESPINGENDO LA POLITICA DEI TAGLI, DEGLI ESUBERI E DEI LICENZIAMENTI MA RIVENDICANDO ASSUNZIONI, RISORSE, CONTRATTI.

Su questi temi USB ha indetto L’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE RSU E DEI DELEGATI IL 18 MAGGIO A ROMA.

Un appuntamento importante da cui far partire la mobilitazione sui territori e nei posti di lavoro per contrastare un disegno ormai chiaro: ridurre la spesa pubblica, licenziare precari e lavoratori pubblici, assestare il colpo finale al welfare del nostro Paese.

Unione Sindacale di Base – Pubblico Impiego

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