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tavolo di contrattazione Università di Siena

Le scriventi OO.SS. non ritengono opportuna la convocazione della contrattazione di mercoledì prossimo per la riapertura della contrattazione sull’integrativo dei CEL.

I motivi per cui riteniamo inopportuna tale convocazione sono due:

1) c’è la dichiarazione dello stato di agitazione non solo per la questione dell’accessorio, ma anche perché si restaurino relazioni sindacali accettabili, e tale stato di agitazione non si è ancora concluso. Il 4 aprile saremo di nuovo dal Prefetto per sapere se Rettore e Direttrice Amministrativa hanno cambiato idea, altrimenti arriveremo alle naturali conseguenze, per altro previste dalla legge, dello stato di agitazione.

Quello che si è evidenziato nella dichiarazione di tale stato era anche una grave delegittimazione delle relazioni sindacali, come peraltro riconosciuto dallo stesso Prefetto.

La convocazione di mercoledì si inserisce nel metodo utilizzato finora da Rettore e Direttrice Amministrativa di disprezzo delle relazioni sindacali.

Si convoca un tavolo “al buio”, cioè senza inviare le benché minima documentazione e per giunta mentre è in corso una procedura di raffreddamento davanti al Prefetto. Proprio la delicatezza della questione avrebbe dovuto suggerire all’Amministrazione di presentare un qualche documento per chiarire da dove voleva ripartire, anche per far arrivare le sigle preparate alla contrattazione. Invece niente, si preferisce perdere tempo invece di recuperarne.

Ci sembra quanto meno strumentale il fatto che per un anno non si convochi nessuna seduta di contrattazione, e poi, per giunta in un momento particolare come questo dove è appunto in atto uno stato di agitazione, si senta la necessità impellente di contrattare. Ad una settimana dal prossimo incontro davanti al prefetto. La cosa più grave è che per giunta questa strumentalizzazione venga fatta sulla pelle di lavoratrici e lavoratori che da due anni vivono un taglio dello stipendio gravissimo.

2) l’altra questione per cui reputiamo grave la convocazione è che finora Rettore e Direttrice Amministrativa non hanno dato corso a quanto stabilito dalle sentenze di Siena e Firenze, e cioè restituire ai cel quanto indebitamente tolto e applicare l’ultra attività del contratto. Solo dopo il rispetto delle decisioni della Magistratura saremo pronti ad andare al tavolo della contrattazione e dare il nostro contributo. Altrimenti siamo pronti fin da ora ad unificare tutte le vertenze, CCI CEL e CCI salario accessorio, nelle mobilitazioni che verranno decise se fallirà il tavolo di raffreddamento davanti al Prefetto.

Cisal, Cisl, Cisapuni, Ugl, Uil, Usb

Attenzione: inchiostro fresco!!!

Attenzione inchiostro fresco!

Non toccare, non leggere, non discutere, possibilmente approvare senza sfogliare il regolamento del DIPINT.

Non sappiamo più come dirlo, ma a costo di sembrare ripetitivi, lo scriviamo di nuovo: in questo Ateneo Rettore e Direttrice Amministrativa pensano di poter fare ciò che vogliono senza pudore.

Siamo di nuovo chiamati ad occuparci della questione DIPINT. Lunedì 19 marzo si è svolto il Senato Accademico, e in quella sede è stato approvato il regolamento del DIPINT, con annessa nuova convenzione fra AOUS e Università. Non sappiamo quale sia stata la discussione in merito al regolamento. La maggior parte del documento riguarda didattica e ricerca e crediamo che il Senato avrebbe dovuto prestare attenzione a quello che approvava. Probabilmente non si è detto granché visto che in passato, nonostante gli appelli della USB P.I. ad una maggiore pressione anche dei docenti in merito all’indebolimento del ruolo dell’Ateneo e della Facoltà di Medicina, nessuno ha mosso foglia pubblicamente.

È probabile però che non se ne siano accorti nemmeno che approvavano il regolamento del DIPINT perché è stato messo fra le convenzioni in una lista anonima quasi in fondo.

La stessa cosa avverrà venerdì 23 marzo in occasione del CdA. All’ordine del giorno, al punto 9.28 come ultima convenzione è portata in approvazione la delibera con allegata convenzione che dà il via libera al Regolamento del DIPINT. Fin qui non ci sarebbe nulla di male a livello sostanziale se non il fatto che un dipartimento che ha trovato dignità di menzione nel nuovo Statuto, e che porta risorse necessarie (8 milioni) all’Ateneo, venga passato nel mucchio senza che vi sia un approfondimento. Sembra quasi che si voglia farla finita con le richieste di chiarimento, quasi che 8 milioni valgono bene una facoltà!

In passato ci risulta che ben altro ruolo ha avuto, fin dall’ordine del giorno del CdA, la questione DIPINT. Si vede che ora c’è fretta. C’è bisogno di far arrivare questi benedetti 8 milioni anche se non c’è accordo fra AOUS e Università su quanti ne arriveranno in verità alla fine: 1 milione potrebbe essere trattenuto dall’AOUS per finanziare progetti di ricerca aziendali.

Inoltre, nella convenzione, all’art. 3 comma 3, si legge: “Il Regolamento può essere sottoposto a procedure di revisione e/o aggiornamento ogni qualvolta ne emerga la necessità, dietro approvazione Comitato di Indirizzo del DIPINT.” Forse, per un dipartimento di tale importanza e previsto dallo Statuto, sarebbe stato  giusto riportare che le variazioni del regolamento vengono approvate dal Senato e dal CdA su proposta del Comitato d’Indirizzo. Siamo fissati con la precisione, è vero, ma la nostra precisione può essere vista come pignoleria solo da chi non vuole ammettere che vi sono perplessità in merito all’iter di approvazione del regolamento del DIPINT.

La questione forse più grave però è quella riguardante il testo del regolamento del DIPINT. Abbiamo già analizzato la questione in modo puntuale (http://wp.me/pn9o0-dG , http://wp.me/Pn9o0-2Y ), facendo molte considerazioni sul ruolo del personale tecnico e amministrativo, ma non ci aspettavamo che i nostri rilievi fossero tenuti in considerazione. Lo stesso Rettore, però, nella comunicazione inviata in data 29 febbraio a tutto il personale, scrive che verrà inserito un riferimento alle linee guida sulla mobilità del personale universitario. Per noi avrebbe rappresentato una prima tutela per coloro che andranno funzionalmente ad operare nel DIPINT.

Questa modifica non c’è stata, segno del rispetto che si ha degli impegni assunti in riunioni ufficiali di confronto sindacale.

Ricordiamo al Rettore che i sindacati d’Ateneo sono in stato di agitazione e lo stesso Prefetto di Siena ha riconosciuto che l’Amministrazione sta tenendo nei confronti delle OO.SS. un comportamento discutibile. L’episodio riferito nel presente comunicato è una prova ulteriore della delegittimazione costante operata dai vertici dell’Ateneo nei confronti delle OO.SS., per cui sarà nostra cura informare il Prefetto di tale ulteriore manifestazione di disprezzo delle relazioni sindacali regolate dall’art. 11 del CCNL.

Invitiamo i consiglieri a riflettere bene su quanto vanno ad approvare e ad avere il coraggio di affrontare le questioni per quanto delicate siano.

 

I TRAMEZZI

I TRAMEZZI

Poco più di un anno fa abbiamo mandato un comunicato che molti ricorderanno: le sedie (http://wp.me/pn9o0-6R ). Si parlava di organizzazione del lavoro e di fantasia. Vogliamo tornare sulla questione per fare una valutazione di cosa si è fatto e cosa si sta facendo.

Dopo la grande riuscita del gioco delle sedie, svoltosi nel primo semestre del 2011, vi sono molte novità di cui vogliamo rendervi partecipi. I giochi, da quest’anno, si chiamano quasi sempre corsi o bandi e avvisi.

Per una città come la nostra che nel basket va assai forte, non poteva mancare un interessante proposta che ci ha fatto sentire tutti un po’ più alti e bravi. Nel cesto per adesso sono finiti solo 300 colleghi.  Da quest’anno, però, sono ammessi a partecipare tutti gli altri, persino i convenzionati con l’Azienda Ospedaliera ai quali finora sono stati riservati solo giochi e scherzi pesanti.

Nel 2011 si è giocato con ogni mezzo necessario, ma comunque gratis… uno stereo e una cassetta per il gioco delle sedie ci si poteva permettere! Dal 2012, invece, i giochi sono cambiati e costano cari. Per il gioco del cesto si spendono somme ingenti: a fine 2011, tutto sommato, la spesa non è stata rilevantissima,  tenuto conto che, almeno in parte, è stata coperta da una donazione della Direttrice Amministrativa in persona.  Ma quest’anno come si pagherà?

Per diversificare i giochi e distrarre tutti quanti, dando la sensazione che ci siano mille possibilità di divertimento, si sono introdotti gli interventi esterni. Le cose si fanno sempre più complesse e articolate. Il gioco del project manager ne è un esempio e chissà quanti altri arriveranno nel corso dell’anno. Si gioca al buio, senza sapere con quali sbocchi o finalità.

Il bando di mobilità per il portale d’Ateneo è un altro esempio di competizione agonistica proposta dall’Amministrazione. Coadiuvati da manager esterni, ci dà l’impressione concorrere per qualcosa di grosso, di partecipare in prima persona al “grande” cambiamento. Finalità e regole del gioco sono sconosciute. Non si sa neppure dove si giocherà né sotto quale responsabile o con quali colleghi. L’importante è giocare e non farsi domande, non pensare.

Del resto, la storia ce lo insegna, in tempi difficili, il “gioco”, come diversivo, diventa spesso strategia di governo. Tutto è finalizzato a distrarre ed offuscare le menti affinché non vedano i problemi reali.

La distribuzione delle sedie è avvenuta nel 2011, una parte della “riorganizzazione” è stata terminata. In realtà qualcosa cambia sempre ai vertici delle divisioni: ogni tanto qualcuno viene spostato con relativo trasloco di stanza. Già … i traslochi e le stanze, quattro muri non si negano a nessuno.

Negli ultimi mesi è tutto un traslocare, anche questo se vogliamo è un gioco che potremmo denominare “gioco dei tramezzi”. Finalmente anche l’ufficio tecnico può giocare e divertirsi, come realizzatore di scenografie. Sposta di qua, sposta di là, è messo a dura prova: non si sa sotto le direttive di chi (di certo non dell’ufficio tecnico), ma i tramezzi aumentano, si spostano, si costruiscono e poi si abbattono.

Davvero si crede di migliorare l’efficienza dell’Ateneo costruendo tramezzi? Ma quanto ci costano tutte queste attività ludiche? Non è che si sono persi di vista gli obbiettivi che ci si era prefissati, cioè migliorare l’organizzazione del lavoro e fare economia?

A noi sembra di sì. Anche noi vogliamo proporre un gioco (un altro!). Il nostro è gratis, costa solo l’uso del cervello. Deriva dalla teoria esposta da Karinthy nel racconto “Catene” sui sei gradi di separazione. Ogni individuo può riuscire a mettersi in contatto con un altro individuo, in qualsiasi parte del mondo, al massimo attraverso cinque altri individui che si conoscano tra loro personalmente. Per noi non si parla di Terra, ma di Ateneo quindi  bastano meno di 6 persone per il nostro gioco. Partendo da un dato problema di lavoro dovete trovare chi vi aiuterà a risolverlo col minor numero di passaggi possibile. Se superate due passaggi significa che qualcosa non funziona, l’organizzazione del lavoro è debole.

Il problema grave è che non ci stiamo occupando di capire quali procedimenti sono in capo a quale ufficio e di rendere tutto chiaro a ogni struttura per quanto lontana dal centro. Non si può pensare di riportare tutto solo nei dispositivi di istituzione.  A distanza di un anno questi provvedimenti quali obbiettivi hanno raggiunto? Pochi in realtà. Infatti oltre al dispositivo che individua la responsabilità della divisione e il personale afferente, manca in molti casi ancora l’elenco dei procedimenti in capo ad ogni ufficio e all’interno della divisione, non c’è chiarezza.

Questo cosa ha generato? Grande difficoltà nel lavoro quotidiano per tanti di noi. La difficoltà di comunicare fra uffici centrali e dal centro verso le strutture distaccate. Il paradosso è che tutto il processo riorganizzativo è stato giustificato con la necessità di rendere più chiara, efficiente e produttiva l’attività dell’intero Ateneo.

Questa confusione è sotto gli occhi di tutti, commentata da tutti e crediamo con due passaggi, restando in tema di gradi di separazione, debba essere arrivata anche all’orecchio della Direttrice Amministrativa. Allora, come mai si gioca ai tramezzi e non si mette mano al confronto sulle scelte che servono?

Per concludere: se il modello dell’organizzazione del lavoro dell’amministrazione centrale è questo, immaginate quali “idee fantasiose” potrebbero formarsi nella mente di chi finora ha solo assistito ai giochi dalla periferia.

Abbiamo voluto trattare in modo scherzoso una realtà molto grave. D’ora in avanti non scherzeremo più, denunceremo pubblicamente ogni spreco e ogni iniziativa volta a tutelare interessi privati e non il bene comune dell’Ateneo. Interverremo a breve, per esempio, anche sul nuovo contratto di pulizie d’Ateneo. Non abbiamo risparmiato nulla, abbiamo solo reso tutti i plessi più sporchi, escluso il Rettorato, e impoverito i lavoratori della cooperativa che lavorano meno ore e in condizioni più disagiate.

Chi guida l’Ateneo dovrà rendere conto di ogni scelta di spesa che entra in contraddizione con i sacrifici richiesti a tutta la comunità universitaria.

Siena 20 marzo 2012

Le iscritte e gli iscritti USB

Arrampicarsi sugli specchi costa fatica ma soprattutto produce un rumore fastidioso

Arrampicarsi sugli specchi costa fatica ma soprattutto produce un rumore fastidioso

La questione del salario accessorio sta diventando di tale portata che ognuno cerca di scaricare su altri la responsabilità delle scelte.

La sospensione del fondo è il vero problema. Tale sospensione è avvenuta nel gennaio 2011 a seguito di decisione della Direzione Amministrativa. Le ragioni della sospensione non sono mai state giustificate con i problemi tecnici e giuridici legati alla certificazione dei fondi così come scritto dal Rettore in data 14 marzo 2012.

Infatti nella email dell’8 gennaio 2011, inviata a tutto il personale, in cui si comunicava la sospensione, la Direttrice Amministrativa scriveva: “Le trattative per un nuovo contratto collettivo integrativo per il 2011 sono inoltre subordinate al fatto che si possa erogare il trattamento accessorio in presenza di disavanzi di considerevoli entità per il 2010 e per 2011.” Cita poi la questione delle risorse da recuperare e conclude: “Sarà nostra cura informare in merito alla risposta che ci verrà data e, auspicabilmente, revocare la sospensione in oggetto.” In nessuna parte della email si parla di certificazioni.

Il problema della certificazione è apparso solo nel luglio 2011 dopo che in un verbale dei Revisori dei Conti, verbale n. 16 del 8.07.2011, fu sollevato il problema. Peraltro la questione è stata ampiamente dibattuta con tanto di relazione, in cui vengono citati i verbali dove a nostro avviso viene data la certificazione che si può leggere al seguente link: http://wp.me/pn9o0-cl

RISPOSTA AL RETTORE E AL DIRETTORE AMMINISTRATIVO SUL RESOCONTO RIUNIONE SUL T

Posizione sindacale per incontro 7 febbraio 2012

Se poi si vuole strappare un “sorriso” al personale si può scrivere che la certificazione nel biennio 2009-2010 non è avvenuta causa la situazione di crisi anche organizzativa dell’Ateneo di Siena. Di problemi organizzativi ne abbiamo avuti tanti in passato e ancora ne abbiamo, ma visto che la certificazione è cura unicamente del Collegio dei revisori non possiamo capire quali problemi di tale natura possa aver avuto un organo composto da quattro componenti. Crediamo semmai che il Collegio dei revisori nel biennio 2009-2010 abbia avuto altri problemi … da affrontare, problemi legati alla sua azione precedente. I verbali sono scritti male, ma danno la certificazione.

La lingua italiana permette di scrivere in modo brutto, ma il senso delle frasi resta inequivocabile.

La sospensione del TEA è stata dettata da una scelta presa dalla Direzione Amministrativa e dal Rettore e risale al gennaio 2011.

Le responsabilità da imputare al Collegio dei Revisori ci sono e le abbiamo più volte richiamate, ma sono altre.

Dopo 15 mesi di sospensione del TEA comprendiamo che la rabbia montante del personale, i ricorsi al giudice e lo stato di agitazione comincino a preoccupare, ma non si cerchi di scaricare su altri le proprie responsabilità. Oltre al danno chiediamo di non essere anche beffati per favore.

USB p.I. università di Siena

Lettera del Rettore inviata in data 14 marzo 2012:

Al Personale Tecnico ed Amministrativo

Al Personale Docente

Care/i colleghe e colleghi,

desideriamo fornire una precisazione rispetto a quanto affermato nei giorni scorsi dalle Sigle Sindacali nel documento inviato – oltre che all’Amministrazione – al Prefetto di Siena, in sede di procedura di apertura dello stato di agitazione.

Nel suddetto documento viene ritenuto inaccettabile che “la difficile situazione economica dell’Ateneo possa giustificare le scelte”

dell’Amministrazione inerenti, in sostanza, alla sospensione dell’erogazione del Trattamento economico accessorio (TEA).

 

Desideriamo smentire tale affermazione. Infatti la sospensione del trattamento economico accessorio non dipende da problemi di natura finanziaria ma piuttosto da ostacoli di tipo tecnico e giuridico che hanno a che fare con questioni relative alla certificazione dei Fondi per gli anni 2009 e 2010.

Infatti, come ampiamente illustrato nella nostra e- mail dell’8.02 u.s., la costituzione del Fondo del trattamento economico accessorio, anni 2011 e 2012, richiede che l’Amministrazione accerti l’avvenuta certificazione di compatibilità relativa ai fondi dei due anni precedenti da parte del Collegio dei Revisori dei Conti.

Presso l’Ateneo, nel biennio 2009 e 2010, causa la situazione di crisi anche organizzativa dell’Ateneo di Siena, è fortemente controverso se sia intervenuta la suddetta certificazione dei Fondi e, comunque, l’attuale Collegio dei Revisori dei conti ritiene che sia impedita la costituzione del Fondo dell’anno 2011.

In assenza della suddetta certificazione della compatibilità economico-finanziaria dei fondi relativi al biennio 2009-2010, non è possibile iniziare le trattative per la corresponsione del TEA.

Al fine di cercare di trovare una soluzione ai problemi esposti, di natura tecnico-giuridica, l’Amministrazione sta lavorando intensamente con i Dirigenti ministeriali del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Cordialmente.

Il Rettore

Prof. Angelo Riccaboni

Il Direttore Amministrativo

Dott.ssa Ines Fabbro

stato di agitazione cosa abbiamo dichiarato in Prefettura

Care colleghe e cari colleghi, trovate al seguente link copia della dichiarazione resa oggi in Prefettura al tavolo di conciliazione previsto per legge fra Sindacati e Amministrazione, pagina del sito Relazione MEF: http://wp.me/Pn9o0-5A

A breve pubblicheremo sempre nella stessa sezione del sito un’analisi della relazione presentata dalla Direttrice Amministrativa sula salario accessorio degli EP.

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