Monthly Archives: febbraio 2012

Seduta di informazione del 27 febbraio delusione e sconcerto

Seduta di informazione del 27 febbraio delusione e sconcerto

La seduta di ieri ha ancora una volta suscitato forti sentimenti di delusione e sconcerto.

Partiamo con ordine. Alla seduta erano presenti per la parte pubblica Rettore, Direttrice Amministrativa e Direttore Generale dell’AOUS, sindacati d’Ateneo e poi i rappresentanti dei sindacati dei medici aziendali.

Non conoscendo tutti, ce ne scusiamo, pensavamo fossero i rappresentanti dei docenti e quindi speravamo che intervenissero sulle storture del regolamento del DIPINT sulla didattica e ricerca. Non comprendiamo come mai si invitino i rappresentanti dei medici e non quelli dei docenti. Saranno i vertici delle due Amministrazioni a chiarire il perché di questa scelta.

Abbiamo presentato le nostre posizioni sul regolamento che già ieri avevamo reso pubbliche. Il grande ostacolo per la parte pubblica d’Ateneo è stata la richiesta di chiarimento sul personale tecnico e amministrativo ed il modo in cui viene inserito nel DIPINT. Le nostre posizioni, condivise peraltro come ovvio dagli altri colleghi, hanno suscitato sdegno e scandalo, queste le parole della Direttrice Amministrativa fino a dire che sosteniamo proposte indecenti!

L’unica ragione per cui la riunione, pur con toni forti, non è finita male è perché da parte sindacale non c’è la volontà di giocare con le questioni ma di essere a quel tavolo in rappresentanza di tutti e non per un gioco delle parti.

Dopo tre ore di discussione è stato concordato che nel regolamento verrà inserito il riferimento al regolamento interno sulla mobilità d’Ateneo. Questo come tutela per i colleghi sulle procedure di individuazione con avvisi pubblici, e sulla possibilità che pur inseriti in una struttura Aziendale siano protetti come salvaguardia da regole universitarie. Sulla questione dell’equiparazione economica fra colleghi universitari e aziendali nel caso vi sia un lavoro comune, dopo una prima chiusura con minacce di soluzioni senza alcuna ragione, si è giunti alla possibilità di trovare una formula che non neghi la possibilità di arrivare anche a quella scelta.

Per ora attendiamo di vedere le modifiche. Chiariamo che non accettiamo ancora quel regolamento finchè non leggeremo le modifiche, e comunque la decisione in merito spetterà solo ai colleghi che lavorano presso l’AOUS, non la prenderemo noi in modo autoreferenziale. Quando sarà il momento sarà fatta un’assemblea in AOUS. Intanto chi vuole può scriverci se ha dei suggerimenti e analisi da proporre.

La prima parte più politica del regolamento non è stata minimamente toccata anche perché era tardi.  Per noi rimane imprescindibile che leggere che il mondo imprenditoriale può identificare le linee prioritarie di ricerca di un’Università pubblica è un obbrobrio dei nostri tempi e non ha alcuna possibilità di essere approvata da chi difende un sistema universitario pubblico.

Attendiamo ancora di capire se dalla parte docente verrà detto qualcosa su questo aspetto o se per loro va tutto bene. Chiediamo prese di posizione pubbliche, se ci sono, perché in questo momento avere a cuore le sorti dell’Ateneo vuol dire intervenire apertamente nelle discussioni.

Noi non siamo chiusi alle sperimentazioni organizzative ma le vogliamo delineare con tutte le tutele del caso. Gli otto milioni che arrivano dalla Regione sono importanti per l’Ateneo, ma solo perché ci servono non vuol dire che dobbiamo prenderli a scatola chiusa senza dire nulla. Il regolamento attuale ha dei limiti e noi critichiamo quei limiti per migliorarli. Chi non capisce questo ha dei pregiudizi grossi come palazzi nei confronti della parte sindacale, ma è meglio che li risolva presto.

fondi pensione perchè USB dice no

 

Al link sottostante si può leggere un utile documento di analisi e approfondimento sui fondi pensione destinati ai dipendenti pubblici:

http://wp.me/Pn9o0-dK

https://rdbcubuniversitasiena.files.wordpress.com/2012/02/fondi-pensione-lanalisi-di-usb.pdf

COPIA IL LINK E DIFFONDI IL DOCUMENTO TUTTI DEVONO SAPERE COSA STANNO CERCANDO DI FREGARE!

DIPINT: i nodi vengono al pettine

DIPINT: i nodi vengono al pettine

Oggi, 27 febbraio saremo chiamati a discutere finalmente del regolamento del DIPINT e avremo modo di smontare articolo per articolo un regolamento lacunoso, vago e scritto male.

Abbiamo avuto conferma che entro oggi dovevano presentare eventuali osservazioni sulla bozza anche le associazioni dei docenti. Condividiamo la scelta di coinvolgere anche le associazioni dei docenti nella discussione della bozza anche se non comprendiamo la volontà di tenere separato tale confronto. Ciò che non comprendiamo è perché a dette associazioni sia stata avanzata la data del 27 per la presentazione delle osservazioni. Ci auguriamo che con oggi il Rettore ed il Direttore Generale non pensino di chiudere il confronto su questo regolamento. Quella di oggi non deve essere una semplice giornata di raccolta di osservazioni, scritte o verbali, per poi fare come si vuole. Troppo spesso nell’ultimo anno, Rettore e Direttore Generale hanno abituato tutte le rappresentanze del personale delle due amministrazioni a questo genere di coinvolgimento di facciata.

Se questa sarà l’ennesima prova di tale comportamento non lo accetteremo!

Vi rimandiamo alla bozza di regolamento e alla analisi che abbiamo pubblicato sul sito al seguente link:
http://wp.me/Pn9o0-2Y

Al fondo della pagina del sito web troverete due documenti: bozza regolamento DIPINT 6 febbraio, e analisi bozza regolamento USB 26 febbraio. Invitiamo chiunque sia interessato a leggerli, al link troverete anche i precedenti interventi sul DIPINT, ma ora sul regolamento vogliamo mettere in evidenza due aspetti cruciali.

Se suscitava dubbi sulla sua reale funzione di integrazione fin dall’origine, il DIPINT oggi appare ancora di più una struttura che nella sua definizione regolamentare attacca la libertà di ricerca e didattica dei docenti dell’Ateneo, mette in discussione il ruolo dei Dipartimenti universitari e della Struttura di raccordo dei Dipartimenti biomedici e di fatto trasferisce le funzioni di didattica e ricerca, missione dell’università pubblica, ad una struttura inserita nell’organigramma dell’Azienda Ospedaliera.

La questione che più ci interessa però è quella della tutela del personale tecnico e amministrativo che lavorerà nel DIPINT. Il regolamento non aiuta a rasserenare gli animi. Infatti, sulla questione del personale risulta lacunoso e poco chiaro. Non si comprende come viene individuato il personale che opera nella struttura e non si capisce in base a quale scelta qualcuno sarà funzionalmente inserito e qualcuno gerarchicamente inserito. Soprattutto però non si nomina mai il fatto che il personale universitario che vi lavorerà sarà convenzionato con il Servizio Sanitario Regionale. Si afferma che all’interno del DIPINT lavoreranno unità dell’Università e dell’Azienda e che la struttura è inserita nell’organigramma dell’Azienda e allora pretendiamo che a parità di funzioni vi sia parità di trattamento economico.

Faremo presente come sempre tutto questo alla parte pubblica.

Risulta sempre più evidente che tutto questo carrozzone viene messo su solo per giustificare la richiesta di otto milioni alla Regione Toscana, otto milioni che tutti vogliono ma che alla fine si rischia nessuno stringerà davvero.

USB università di Siena
Visitate il sito USB, e la pagine dedicata alle elezioni RSU 2012 :

http://wp.me/Pn9o0-cU

LA PROTESTA TELEMATICA PARTE ALLA GRANDE

 PROTESTA TELEMATICA PARTE ALLA GRANDE

Abbiamo avuto vari contatti da molti colleghi che stanno già mandando le
mail agli indirizzi forniti oggi. Grazie a quanti hanno voluto da subito
rispondere in prima persona all'appello cominciando da subito. continuiamo
così!
vi giriamo di nuovo la mail da inviare con ulteriori indirizzi a cui
mandare la mail.

Pretendiamo la variazione di bilancio e invitiamo tutto il personale
tecnico e amministrativo a spedire la seguente mail al Rettore ed alla
Direttrice Amministrativa. Scioperare ci penalizza perché è un sacrificio
economico, ma  una protesta telematica no!
Invitiamo ad inviare la mail da venerdì mattina alle 9 per tutta la
mattina anche più volte.

rettore@unisi.it, ines.fabbro@unisi.it, angelo.riccaboni@unisi.it

Magnifico Rettore, Le scriviamo perché vorremmo farLe  presente che da due
mesi Lei, e la Dott.ssa Fabbro, non portate in CdA la variazione di
bilancio sul fondo del salario accessorio. Perché non volete assumere una
responsabilità chiara nello sbloccare la situazione, cominciando dalla
variazione di bilancio che voi stessi avete detto essere corretta? 
Reputiamo alquanto lesivo della Vostra immagine tale comportamento, ed è
inoltre poco rispettoso del lavoro di oltre 1000 tecnici e amministrativi
che lavorano in condizioni disagiate, a causa delle vostre scelte. Distinti
saluti e buon lavoro.

Siena 23 febbraio 2012

LANCIAMO UNA PROTESTA TELEMATICA

SALARIO ACCESSORIO E ORA DI DIRE BASTA, LANCIAMO UNA PROTESTA TELEMATICA

Nelle passate settimane siamo intervenuti più volte sulla questione salario accessorio, come ormai da 13 mesi, sia con comunicati, sia nei presidi o nella assemblee.

Molti colleghi ci fermano chiedendo a noi e alle altre sigle sindacali di cercare di chiudere un accordo per sbloccare la situazione. Ci preme mettere in chiaro alcuni punti che forse dopo tanto tempo non sono più tanto evidenti.

Primo, la sospensione del salario accessorio è stata una scelta unilaterale della Direttrice Amministrativa Fabbro e questa è l’unica causa di impoverimento retributivo di ognuno di noi. Avremmo potuto tranquillamente discutere di somme indebite o altro continuando ad erogare il salario accessorio, ma insieme al Rettore Riccaboni, la Dott.ssa Fabbro ha deciso diversamente. I revisori dei conti avevano chiesto di approfondire la questione con il Ministero dell’economia e l’ARAN, ma la decisione di sospendere è stata unicamente dei vertici dell’Ateneo.

Secondo, come USB abbiamo sempre chiesto la costituzione del fondo e la sua distribuzione. La legge imponeva di riscrivere il contratto integrativo entro il 31.12.2010, bene, ma si poteva comunque continuare ad erogare le somme in percentuale nel 2012 per poi andare a conguaglio con il nuovo contratto integrativo. Questo è stato fatto in altri Atenei. A Siena si è scelto diversamente e non per motivi normativi ma politici!

Terzo, la questione della impossibilità di costituire il fondo per gli anni 2011 e 2012 è pretestuosa. Siamo convinti che se accettassimo le proposte della Dott.ssa Fabbro fra una settimana potremmo avere indietro il salario accessorio. Altrimenti com’è che la stessa Dott.ssa Fabbro afferma che se fossimo furbi potremmo usare il fondo del 2011 per ridare il debito e partire con il fondo 2012 per intero? Se è possibile fare questo vuol dire che la scelta è tutta politica. Vuol dire allora che se si può costituire il fondo, le norme non lo vietano, e noi abbiamo ragione a voler che si costituisca per intero. Infatti, accettare la soluzione della Dott.ssa Fabbro vuol dire perdere oltre € 590.000,00 su di un fondo di € 1.700.000 quella soma che perderemmo corrisponde all’incirca a tutte le funzioni specialistiche e alle indennità di rischi disagio e turno pagate negli anno 2010. CHI VUOLE RINUNCIARE AL PROPRIO SALARIO ACCESSORIO?

Quarto, la Dott.ssa Fabbro ha affermato a dicembre 2011 che la nostra richiesta di mettere l’intero fondo nel bilancio d’Ateneo era corretta e che avrebbe fatto una variazione di bilancio. Il 27 gennaio la variazione non è stata portata in Consiglio con la scusa che i revisori non si riunivano prima del CdA. Il 7 febbraio non è stata portata non sappiamo con quale scusa.

IL 27 FEBBRAIO IN CdA LA VARIAZIONE NON VIENE PORTATA !! CHI PRENDE IN GIRO ALLORA E NON VUOLE SBLOCCARE LA SITUAZIONE, NOI?

Invitiamo la Dott.ssa Fabbro ad astenersi dal continuare a delegittimare l’operato delle sigle sindacali che da 4 anni cercano soluzioni con ben 4 Direttori Amministrativi e due Rettori, e da 13 mesi cercano di risolvere una situazione creata unicamente per scelta politica dal Prof. Riccaboni e Dott.ssa Fabbro.

Pretendiamo la variazione di bilancio e invitiamo tutto il personale tecnico e amministrativo a spedire la seguente mail al Rettore ed alla Direttrice Amministrativa. Scioperare ci penalizza perché è un sacrificio economico, ma  una protesta telematica no!

Invitiamo ad inviare la mail da venerdì mattina alle 9 per tutta la mattina anche più volte.

rettore@unisi.it, direzione.amministrativa@unisi.it

Magnifico Rettore, Le scriviamo perché vorremmo farLe  presente che da due mesi Lei, e la Dott.ssa Fabbro, non portate in CdA la variazione di bilancio sul fondo del salario accessorio. Perché non volete assumere una responsabilità chiara nello sbloccare la situazione, cominciando dalla variazione di bilancio che voi stessi avete detto essere corretta?  Reputiamo alquanto lesivo della Vostra immagine tale comportamento, ed è inoltre poco rispettoso del lavoro di oltre 1000 tecnici e amministrativi che lavorano in condizioni disagiate, a causa delle vostre scelte. Distinti saluti e buon lavoro.

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