Monthly Archives: gennaio 2012

27 GENNAIO SCIOPERO DIFFICILE, MA GIUSTO

27 GENNAIO SCIOPERO DIFFICILE, MA GIUSTO

di Giorgio Cremaschi

Il 27 gennaio sciopera una parte rilevante del sindacalismo di base. E’ uno sciopero difficile, perché con questa crisi la perdita di una giornata di lavoro è sempre un costo pesantissimo per chi lavora.

Ma è uno sciopero giusto perché il mondo del lavoro non può continuare ad accettare o a subire l’aggressione ai suoi diritti.

Le ragioni immediate dello sciopero, a mio parere, sono almeno tre.

La prima è il massacro sulle pensioni che, in nome dei giovani, ha portato l’età pensionabile, prima di tutto proprio per i giovani, alla soglia dei settanta anni.

In secondo luogo tutte le misure della manovra economica del governo stanno colpendo le condizioni sociali e di vita di chi lavora, che vede ridotti i propri redditi, mentre il futuro è ancor più minacciato dalla recessione in arrivo, causata anche dalle manovre restrittive dei governi Monti e Berlusconi.

In terzo luogo, con l’ultimo decreto sulle liberalizzazioni, il governo Monti si è schierato armi e bagagli con Marchionne e la sua linea di distruzione del contratto nazionale. Lo ha fatto proprio per la materia di sua competenza, infatti ha stabilito per decreto che il trasporto pubblico non sarà più soggetto ai contratti nazionali, e quindi ha dato il via libera ai contratti low cost, sia nelle ferrovie, sia nel trasporto locale. Cosa questa che neppure il governo Berlusconi, autore dell’articolo 8 sulle deroghe contrattuali, si era sognato di fare.

Ora si apre il tavolo in cui, secondo Monti, il sindacato dovrebbe affrontare “senza tabù” la questione dell’articolo 18, cioè cominciare a rinunciarvi. Ci sono quindi molte ragioni immediatamente sindacali che portano alla necessità di uno sciopero generale contro le scelte di questo governo.

Ma ce n’è anche una di significato più vasto, che è bene non trascurare. Il governo Monti, si dice, ha un grande consenso di opinione pubblica. Questa è una parziale verità e una sostanziale mistificazione. Infatti, chi afferma questo, dimentica di dire che il governo Monti ha il consenso di oltre il 90% del Parlamento, del Presidente della Repubblica, del 98% della carta stampata e del 100% delle grandi televisioni. Di fronte a questo consenso di regime enorme, il consenso reale nell’opinione pubblica del governo non raggiunge il 60%. C’è quindi una parte enorme del paese che non condivide le scelte del governo, nonostante il sostegno istituzionale e mediatico enorme che esso raccoglie.

Di fronte a tutto questo è compito di chiunque creda nei diritti, nella democrazia, nell’uguaglianza sociale, scendere in lotta per non lasciare campo libero a una protesta populista, reazionaria, xenofoba. Non parliamo affatto dei tassisti o degli autotrasportatori. La loro protesta ha sicuramente degli elementi di ambiguità, ma parte da un’indignazione comprensibile. Non si può sostenere realmente che la crisi economica si risolve aumentando le licenze per i taxi o per le farmacie.

Questo è un vero e proprio depistaggio propagandistico, che fa parte di quella campagna ideologica che cancella le ragioni reali della crisi, il debito, l’usura della finanza internazionale, le politiche restrittive invece che quelle espansive di bilancio, la distruzione del pubblico. Invece si dà la colpa ai tassisti, come nel film Johnny Stecchino si spiegava al protagonista che il problema di Palermo era il traffico.

Ecco, contro questo depistaggio occorre che scenda in campo il movimento sindacale e democratico e lo sciopero del 27 è un primo segnale di una mobilitazione necessaria.

Poi seguirà la manifestazione della Fiom dell’11 febbraio e le iniziative proposte a tutti i movimenti di lotta per marzo dal movimento No Debito. Si tratta di scendere in piazza per affermare un’idea di uscita dalla crisi opposta, sia a quella del capitalismo delle multinazionali, di cui il governo è interprete, sia a quella del populismo reazionario, agitata in particolare dalla Lega Nord.

 

Si tratta, cioè, di difendere il lavoro e la democrazia. Dovrebbero farlo anche Cgil, Cisl e Uil, invece che farsi imprigionare in una trattativa in perdita sul mercato del lavoro. Se però i grandi sindacati confederali non lo fanno non è per questo giusto rimanere a casa. Bene quindi lo sciopero del 27 e tutte le lotte che portano e porteranno i diritti del lavoro e la democrazia in piazza.

 

SCIOPERO GENERALE 27 GENNAIO: ADERISCE ANCHE IL FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

SCIOPERO GENERALE 27 GENNAIO: ADERISCE ANCHE IL FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

In piazza a Roma contro il governo Monti e le sue politiche di liberalizzazione

Il Governo Monti attacca con liberalizzazioni e privatizzazioni beni comuni e servizi pubblici. Fra questi anche l’acqua, nonostante 27 milioni di italiani abbiano votato a favore della sua pubblicizzazione nel Referendum del giugno scorso.

Questi temi, che colpiscono pesantemente i lavoratori anche in quanto cittadini utenti, sono al centro dello sciopero generale di 24 ore che USB e altri sindacati conflittuali ed indipendenti hanno indetto per tutte le categorie pubbliche e private il 27 gennaio.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua aderisce allo Sciopero Generale ed alla manifestazione che nella stessa giornata si terrà a Roma. Questo il testo inviatoci dal Forum:

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua parteciperà allo sciopero generale indetto dai sindacati di base (Usb, Orsa, SlaiCobas, Cib-Unicobas, Snater, SiCobas, Usi) contro il governo Monti e le sue politiche di liberalizzazione a tutela del grande capitale bancario, finanziario ed economico.

Inoltre l’esplicito richiamo alla difesa dei beni comuni, dell’acqua e dell’esito referendario costituiscono elementi fondamentali della scelta del Forum a partecipare alla manifestazioni di piazza che sono state indette.

Dunque, saremo mobilitati, come nell’ultima settimana per esigere che il Governo rispetti la volontà popolare ed accetti l’indicazione ricevuta per un nuovo modello basato sulla partecipazione, la tutela dei beni comuni e l’alternativa alla ricetta del mercato ad ogni costo.

Perché si scrive acqua ma si legge democrazia.”

27 gennaio 2012: sciopero generale

27 gennaio 2012: sciopero generale e manifestazione nazionale a Roma

Il primo stadio della manovra del governo Monti è stato realizzato con il consenso di un’ampia e articolata maggioranza parlamentare, che riunisce centro destra e centro sinistra, favorevole a far pagare a come sempre ai lavoratori il costo di una crisi in cui una parte dei padroni, delle banche, degli speculatori e della finanza internazionale continua a intascare profitti e rendita finanziaria.

A questa prima manovra che recepisce in pieno le direttive della BCE e dell’Unione Europea seguirà nei prossimi giorni la seconda fase, centrata sul mercato del lavoro e sulle nuove misure in tema di flessibilità in uscita; si tratta insomma della modifica dell’art.18 e della libertà di licenziare, richiesta a gran voce dalla Confindustria e da Marchionne, con il consenso non solo della destra, più o meno moderata, ma anche dal centro sinistra.

E’ ora di dire NO e di ribellarsi

– Ti riducono il potere d’acquisto ed il valore reale di pensioni e salari, a te che non evadi un euro, ma non fanno nulla per recuperare i 120 miliardi annui di evasione fiscale, per tassare i profitti, la rendita finanziaria, i mega stipendi di dirigenti pubblici e privati.

– Ti fanno pagare le tasse sulla prima casa dopo che ti costringono ad acquistarla perché ti sfrattano e perché non ci sono abitazioni in affitto, mentre non intendono nemmeno introdurre una patrimoniale a quel 10% di ricchi che possiedono il 50% della ricchezza del paese.

– Ti aumentano l’IVA, l’Irpef locale, i ticket sanitari e le accise sulla benzina mentre l’inflazione è già al 3,5% ed erode la tua busta paga, mentre la tua pensione e il tuo salario sono bloccati, mentre ti licenziano, sei precario, in cassa-integrazione o in mobilità.

– Ti allungano l’età pensionabile e riducono l’importo delle pensioni con il sistema contributivo e ti costringono a lavorare di più proprio quando sei più stanco e vedevi la linea del “traguardo”, per costringerti a entrare nei fondi pensione, che dall’inizio della crisi stanno azzerando i contributi versati dai lavoratori e lasciando tuo figlio e tuo nipote nel dramma della disoccupazione e della precarietà.

– Ti prendono in giro dicendoti che sei un privilegiato perché ti è rimasto ancora un salario e qualche diritto sul posto di lavoro, perché non possono licenziarti senza un valido motivo e ti promettono con feroce e inaudita strumentalità che tuo figlio troverà sicuramente un lavoro se permetterai al tuo padrone di poterti licenziare con più facilità.

– Ti dicono che le aziende devono essere aiutate in un momento di crisi come l’attuale e mentre a te aumentano le tasse le riducono alle aziende; così Marchionne, dopo aver deindustrializzato interi territori, esteso l’accordo Pomigliano in tutto il gruppo Fiat e nelle aziende metalmeccaniche collegate, cancellato il contratto nazionale ed impresso una svolta autoritaria nelle relazioni sindacali, riesce anche a portare più soldi e più fabbriche all’estero.

– Ti raccontano che Cgil, Cisl e Uil stanno opponendosi alle manovre del governo Monti e vogliono farti dimenticare che il 28 giugno 2011 hanno sottoscritto un accordo con Confindustria che ha “autorizzato” il governo Berlusconi ad approvare il famigerato art. 8 che distrugge diritti e contratto nazionale.

– Ti chiedono di scioperare solo per qualche ora, per ottenere modifiche marginali alle misure del governo e senza un reale progetto complessivo e alternativo, perché l’obiettivo della Cgil è quello di tornare alla concertazione e quello di Cisl e Uil alla “collaborazione” dell’ex ministro “amico” Sacconi.

– Ti vogliono convincere che questo è un governo tecnico, serio, che è nato per “salvare l’Italia” mentre le misure adottate da Monti sono in perfetta continuità con quelle di Berlusconi, sono approvate anche dal centro sinistra e non fanno altro che preparare una nuova crisi, ancora più profonda. Ti dicono che punteranno su sviluppo e formazione e invece non modificheranno neanche la controriforma Gelmini sulla scuola.
In effetti siamo passati “dal governo dei cialtroni al governo dei padroni” che rappresenta gli interessi di banche, finanza internazionale, BCE, Fondo Internazionale Monetario e chi più ne ha più ne metta: cioè tutti coloro che in questi anni si sono arricchiti ed hanno speculato sulle tue spalle e sulla tua vita.

– Ti vogliono far credere che la globalizzazione e il “dio mercato” sono soltanto malati ma che, con un po’ di sacrifici – i tuoi – poi tutto tornerà come prima, ma ti nascondono che per decenni questi “mostri ideologici” hanno promesso un “secondo tempo” – mai realizzato – di piena occupazione e salari crescenti, hanno distrutto vite ed interi popoli in altri continenti ed oggi attaccano il cuore della vecchia Europa per il semplice motivo che è qui che è ancora possibile realizzare profitti innalzando il tasso di sfruttamento del lavoro, comprimendo diritti e democrazia.

Se tutto questo è chiaro e condiviso, non è più possibile stare a guardare o “sperare che io me la cavi”, magari a danno di chi ti è più vicino sul lavoro, di tuo padre e di tua madre che non riescono a godersi qualche anno di giusto riposo dopo aver lavorato per decenni, di tuo figlio e di tua figlia che non trovano lavoro e quando lo trovano è precario e sfruttato più di te.

Bisogna alzare la testa e gridare con forza il nostro dissenso, esprimere giorno dopo giorno la voglia di cambiare, di non dire più sempre si, di opporsi e cercare tutti insieme di costruire un’alternativa sul lavoro e a questa società.

Il 27 gennaio scioperiamo contro tutto questo Scioperiamo contro il governo Monti che rappresenta gli interessi dell’Italia e dell’Europa dei padroni, delle banche e della finanza, perché non vogliamo pagare un debito che non abbiamo contribuito a far crescere, perché è indispensabile costruire un forte movimento
sociale e sindacale che parta dai posti di lavoro e si riversi nelle strade e nelle piazze di tutto il paese, perché siamo stanchi di subire e vogliamo riprenderci quello che ci hanno sottratto per decenni.

Il 27 gennaio scendiamo tutti in piazza e dimostriamo che i lavoratori, i pensionati, i precari, i disoccupati, i
migranti e gli studenti – uniti e determinati – sono in grado di richiedere ed indicare un forte e concreto
cambiamento nella gestione e nel governo del paese in termini sociali, di maggiori diritti e democrazia.

Lo sciopero è indetto da Usb Orsa SlaiCobas Cib-Unicobas Snater SiCobas Usi

AOUS: MORELLO MARCHESE INCIAMPA SULLA TRASPARENZA IN COMPAGNIA DI RICCABONI

AOUS: MORELLO MARCHESE INCIAMPA SULLA TRASPARENZA IN COMPAGNIA DI RICCABONI

Non più tardi del 11 gennaio abbiamo incontrato il direttore Generale dell’AOUS insieme al Rettore Riccaboni in seduta di contrattazione sindacale. Ricordate la data: 11 gennaio 2012.

Poi visitiamo l’albo pretorio della Azienda Ospedaliera Universitaria, al seguente link:

http://albopretorio.ao-siena.toscana.it:8080/AlboPretorio/home.html

e leggiamo il testo dell’atto numero: 2, Deliberazioni,  Data atto: 04-01-2012 dal titolo: Richiesta Avviso Pubblico per conferimento incarico ai sensi dell’art. 15 Septies c. 1 D.Lgs 502/1992 per la funzione di Dirigente del DIPINT. L’atto è del 4 gennaio 2012.

Citiamo dal testo il seguente passaggio:

“Dato atto che l’AOUS d’intesa con l’Università degli studi di Siena sta procedendo alla stesura del “Regolamento del Dipartimento Integrato interistituzionale (DIPINT)” che prevede espressamente, superando quanto previsto dalla Convenzione a suo tempo stipulata, che organi del DIPINT siano il Comitato di Indirizzo Azienda/Università ed un Dirigente e, all’art. 6, stabilisce che il Dirigente è nominato dal DG dell’AOUS ed individuato tramite procedura selettiva indetta congiuntamente dal Direttore Generale dell’Azienda e dal Rettore dell’Università, eseguita da una commissione di valutazione composta dal DG AOUS (che la presiede), dal Rettore di UNISI o suo delegato e dal Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia o suo delegato … ”

Il regolamento, si legge, è in fase di stesura e ci era stato detto che saremmo stati coinvolti, poi però si cita l’art. 6 del suddetto regolamento che sembra già stato scritto. La domanda che ci poniamo è: da chi è stato scritto e da chi è stato approvato questo regolamento?

Risulta infatti che il Consiglio di Facoltà di Medicina abbia potuto prendere visione solo dei primi due articoli del regolamento. Le OO.SS. non ancora in modo ufficiale anche se come USB lo abbiamo pubblicato sul sito chiedendo nei mesi passati chiarimenti e coinvolgimento.

Dal testo della delibera si legge inoltre che:

“Dato atto che il suddetto incarico sarà finanziato con le specifiche risorse previste dalla Deliberazione GRT n. 52/2009 e successivi decreti attuativi che, con cadenza annuale, erogano i finanziamenti alle Aziende Ospedaliere Universitarie …”

La funzione di dirigente sarà finanziata con i soldi destinati al DIPINT, cioè gli 8 milioni che tutti vogliono ma che alla fine si rischia nessuno stringerà davvero. Quanto costerà? Non era possibile utilizzare unità già presenti e destinare i soldi per esigenze vere?

Il DIPINT potrebbe essere una novità interessante in fatto di integrazione ma resta difficile con questi attori.

L’AOUS non è del Dott. Morello Marchese, né del Rettore Riccaboni, né del Preside Rossolini. Chiediamo l’immediata convocazione di una altra seduta di contrattazione ed i necessari chiarimenti. Pretendiamo il rispetto di quanto concordato in merito al personale che lavora presso l’AOUS

Siena 23 gennaio 2012

resoconto tavolo tecnico salario accessorio 17 gennaio 2012

Oggi si è svolto presso il Rettorato il tavolo tecnico sul salario accessorio. In contemporanea si è tenuta un’assemblea che si è trasformata in presidio fuori e dentro la sala consiliare dove si svolgeva la riunione del tavolo. le colleghe ed i colleghi presenti hanno potuto scegliere di ascoltare come uditori quanto veniva discusso. Crediamo sia stato importante.

Ovviamente siamo ritornati sulla questione della determinazione del fondo da suddividere fra la varie voci contrattuali previste per il salario accessorio.

Le due posizioni emerse sono quelle di ragionare sul fondo intero determinato dall’Amministrazione di € 1.604.307,88 (lordo lavoratore, somma portata in CdA col bilancio di previsione 2012), per il 2012 posizione della parte sindacale, oppure sul fondo di € 1.010.553,97 (lordo lavoratore), per il 2012 posizione della parte pubblica. La differenza sta nel fatto che la Direttrice Amministrativa sostiene che le somme computate male negli dal 2001 al 2009 vadano recuperate dal fondo e quindi decurta oltre € 590.000 ogni anno dal 2011 al 2013 dal nostro salario accessorio. Come abbiamo già scritto altre volte se si parla di danno erariale si deve richiedere il danno a chi l’ha provocato non a chi negli anni ha percepito quanto gli spettava in base ai contratti integrativi.

Per quanto riguarda il salario accessorio del 2011, che non abbiamo percepito per sospensione unilaterale, verrà recuperato quando firmeremo un contratto integrativo, ovviamente sempre con la determinazione del fondo intera.

Noi di USB, insieme alle altre sigle sindacali, abbiamo rigettato questa posizione come lesiva di un diritto sancito dal CCNL e dalla legge. Abbiamo chiesto alla DA di portare in CdA il fondo intero, e di attivare dai primi di febbraio la contrattazione. Se nelle prossime settimane non vedremo passi avanti significativi con atti scritti ed evidenti abbiamo già dichiarato, insieme a quasi tutte le sigle, la volontà di entrare in stato di agitazione. Questo comporterà la convocazione davanti al Prefetto di Siena delle parti e la ricerca di una soluzione reale che metta la parola fine alla questione e tuteli i più deboli.

Non accetteremo di discutere della suddivisione di un fondo depauperato di un terzo nel momento in cui quei soldi servono anche per mantenere un minimo di difesa del potere d’acquisto dei nostri magri stipendi.

€ 1.604.307,88 contro € 1.010.553,97 !!!

La Direttrice Amministrativa ci ha informato di aver trasmesso alla Corte dei Conti una relazione in cui ricostruisce la spesa sostenuta nei passati dieci anni sul fondo art. 90 degli EP. Ci verrà consegnata copia della relazione.

Abbiamo accettato di mettere per iscritto le nostre posizioni in modo da poter direttamente rappresentarle al CdA e ai Revisori dei Conti. Renderemo pubblica la nostra analisi appena la presenteremo.

Ora è il momento di continuare a tenere alta la guardia ed essere presenti. Grazie a quanti oggi sono stati in assemblea, chi non c’era ci sarà la prossima volta, ma dovremo essere sempre di più. Il prossimo appuntamento sarà necessariamente presidiare il CdA del 27 gennaio per far vedere a chi e a quanti si fa pagare l’errore di pochi.

Infine abbiamo chiesto che, in base alle norme contrattuali, ci venga fornito l’elenco delle ore di straordinario che eventualmente l’Amministrazione ha liquidato nel 2011. Se, come dovrebbe essere, nessuno ha percepito straordinario vogliamo comunque che sia messo per iscritto.

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