Monthly Archives: novembre 2011

Governo Monti: il nuovo che avanza?

Baroni universitari, banchieri, donne e  uomini vicini alla CONFINDUSTRIA, qualche guerrafondaio. Pressoché tutti in odore di santità. E’ questo il nuovo che avanza, il governo super partes capace di portare l’Italia fuori dalla crisi, che è crisi sistemica del capitale su cui si sono lanciati come avvoltoi gli speculatori finanziari e che, pertanto, difficilmente si placherà perché arrivano i tecnici.

Significative le presenze di personaggi noti per avere più volte sposato e sostenuto linee molto rigide di attacco al welfare, soprattutto al sistema pensionistico pubblico, e per privatizzazioni in ogni campo, in buona sostanza in abbondante continuità con il governo che fu. L’uscita dalla crisi dovrebbe quindi avvenire attraverso una forte riduzione dei diritti e dello stato sociale, anche in barba ai 27 milioni di cittadini che, utilizzando il referendum sull’acqua e per la permanenza del pubblico nei servizi, hanno chiaramente espresso la propria contrarietà all’ipotesi incarnata dal governo Monti/Napolitano. Continua a leggere

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indagini unisi: la difficoltà a comunicare del tempo presente

Da giorni escono sui quotidiani locali e nazionali notizie più o meno precise sullo stato delle indagini riguardanti il nostro Ateneo.

L’imprecisione, se così vogliamo metterla, viene superata dalle note di agenzia emesse direttamente dalla Procura, dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri. Possiamo solo dire che attendiamo i passaggi ufficiali nell’indagine sul buco d’Ateneo per costituirci parte civile come sigla sindacale. Abbiamo infatti dato mandato all’avvocato della USB di studiare la formulazione dei capi di accusa per permetterci di fare questo atto doveroso. Continua a leggere

La Sala Rosa chiude nell’indifferenza di una città e di un Ateneo

Comunicato stampa USB Siena

La Sala Rosa chiude nell’indifferenza di una città e di un Ateneo

La USB di Siena vuole evidenziare, con forza, quanto sta avvenendo a Siena riguardo agli spazi di studio per gli studenti. Fra il 5 novembre e l’inizio di dicembre verranno mandate a casa le nove persone che hanno permesso alla sala studio Sala Rosa di esistere, funzionare e essere reale per gli studenti.

Tutto questo avviene nel momento in cui Siena discute di diventare capitale della cultura, e esiste un tavolo interistituzionale sull’Università che dovrebbe affrontare la questione della cittadinanza studentesca. Per noi diventa necessario che oltre a questo aspetto si affronti anche la questione occupazionale. Le nove persone che hanno reso fattibile questo servizio, sono colleghi dell’Università che non hanno potuto essere stabilizzati, pur avendone tutto il diritto, che hanno lavorato con contratti precari e orari pesanti, che ora pagano per la distrazione delle istituzioni. Continua a leggere

Comunicato stampa USB di solidarietà ai giornalisti della Nazione di Siena

 

Comunicato stampa USB di solidarietà ai giornalisti della Nazione di Siena

Quanto avvenuto ieri presso la Redazione del quotidiano la Nazione di Siena è preoccupante e intimidatorio.

Vedere perquisita la redazione di un quotidiano che ha sempre seguito uno dei fatti di cronaca più importanti della storia recente di questa città con costanza e correttezza lascia molti dubbi sulla volontà di questa città di volere che sia fatta luce sul buco dell’Ateneo.

Ci sono molti che a Siena mal digeriscono il fatto che la Nazione dia così tanto spazio ai fatti legati all’Università, ma per la USB di Siena questo è un segno di distinzione e indipendenza, che ha aiutato anche le lavoratrici ed i lavoratori a non sentirsi soli in molte occasioni, a sentire che una parte della città vuole sapere.

Riteniamo inaccettabile quello che è successo ieri e crediamo che questo genere di eventi non fermerà nessuno di coloro che a livello giornalistico, sindacale e politico in questi tre anni hanno voluto parlare di università, di 200 milioni di buco e di un sistema Siena malato.

Esprimiamo piena solidarietà a tutta la Redazione della Nazione di Siena saremo insieme a loro per qualsiasi iniziativa.

Unione sindacale di Base Siena

12 novembre 2011

DOPO LA REDAZIONE DELLO STATUTO UNISI SI VEDE UN NUOVO VOLTO DEL RETTORE

DOPO LA REDAZIONE DELLO STATUTO UNISI SI VEDE UN NUOVO VOLTO DEL RETTORE

Nei mesi passati si è fatto un gran parlare di come la commissione per la modifica dello Statuto dell’’Università di Siena, prevista dall’art. 2 comma 5 della legge 240/2010, legge Gelmini, avesse fatto un buon lavoro, pur nella difficoltà e delicatezza del tema trattato; il confronto era stato costruttivo. Le componenti si sono confrontate e anzi forse alcuni docenti in quella sede hanno visto che gli studenti ed i tecnici e amministrativi non sono così sciocchi come si vorrebbe far credere, hanno idee da condividere e possono incidere positivamente.

In attesa dell’approvazione da parte del Ministero dello Statuto, tutti siamo coscienti che ora si debba iniziare a discutere dei regolamenti che dal testo discendono: regolamento elettorale, delle strutture scientifiche, didattico e infine di amministrazione e contabilità. Questi regolamenti sono la base per poter applicare quanto previsto dallo Statuto nel momento in cui arriverà la definitiva approvazione ministeriale. L’approvazione dello Statuto deve arrivare entro 120 giorni dalla spedizione, e voci insistenti dicono che Rettore e Direttrice Amministrativa già sappiano quali siano i rilievi avanzati dal Ministero.

Va ricordato che la legge Gelmini prevedeva l’obbligo per gli Atenei di nominare una commissione per la modifica dello Statuto definita nella sua composizione, formata da studenti, tecnici e amministrativi e docenti. Nulla viene detto, invece, su come si debba agire per la scrittura dei regolamenti sopra elencati. Molti avranno pensato che, visto il risultato della commissione Statuto, il Rettore intendesse adottare lo stesso metodo partecipativo.

Sarebbe la cosa più ovvia in una comunità che si voglia reputare matura. Per dirla tutta, non solo si dovrebbe pensare di fare delle commissioni per la stesura di ogni regolamento, ma anche di allargare la loro composizione a tutte le componenti. Facciamo l’esempio del regolamento elettorale che disciplina le elezioni per tutte le cariche accademiche e per tutte le rappresentanze che entrano negli organi di governo, organi di controllo e nei consigli di dipartimento.

Il Rettore ha pensato bene invece di mettere giù la maschera della condivisione e della trasparenza, e mostrare il suo nuovo volto. Ha nominato dei docenti di sua fiducia senza coinvolgere la comunità universitaria, senza neppure chiedere il parere del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico, anzi non li ha nemmeno informati. In CdA l’argomento è stato trattato solo perché un rappresentante del personale tecnico e amministrativo ha presentato una interrogazione.

La riforma Gelmini che ha rafforzato oltre misura la figura del Rettore piace molto al nostro Magnifico che ha subito messo in pratica ciò che gli viene concesso dalla legge. L’autonomia non va però intesa in modo autoritario. Il Rettore non è garante di se stesso e dei suoi ma lo deve essere per tutta la comunità universitaria.

Forse il Rettore ha avuto timore di vedere ripetere l’esperienza della commissione Statuto quando in molte votazioni c’era stata una comunità d’intenti tra le diverse componenti della commissione. Intenti volti, per il Rettore, in una direzione troppo avanzata. Meglio allora tenere separate le componenti della comunità universitaria e imporre il vecchio metodo dell’esclusione, dando solo ad alcuni docenti “allineati” la possibilità di decidere.

Chiediamo che tutta la comunità universitaria sia informata sull’iter di approvazione dello Statuto e di come verranno discussi i rilievi avanzati dal Ministero.

Chiediamo un percorso trasparente di redazione dei regolamenti d’Ateneo attraverso la nomina di commissioni formate da tutte le componenti della comunità universitaria.

Siena 2 novembre 2011

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