lettera al CdA sulla mobilità

Al Consiglio d’Amministrazione
Università degli Studi di Siena

La scrivente O.S. Unione Sindacale di Base, USB, apprende, dalla mail inviata in data 26 luglio 2011 l’ordine del giorno della seduta del CdA del 27 luglio 2011, che al sesto punto prevede l’approvazione delle Linee guida sulla mobilità del personale tecnico e amministrativo. Abbiamo ricevuto come tutti Voi la documentazione solo in tarda mattinata.

Abbiamo deciso di scriverVi perché riteniamo che dobbiate essere resi partecipi di come si sono svolte le trattative fra Amministrazione e parte sindacale in merito al suddetto testo. La ricostruzione delle vicende farà capire come sia quanto mai singolare che l’Amministrazione abbia deciso di intraprendere la strada dell’atto unilaterale, previsto dall’art. 40, comma 3 ter, del D.Lgs. n. 165/2001 (introdotto dall’art. 54 del D. Lgs. n. 150/2009).

Contestiamo la scelta di arrivare ad un atto unilaterale perché non ha informato le oo.ss che sarebbe arrivata a tale scelta, e perché riteniamo che sia indice di un fallimento delle relazioni sindacali. La Direttrice Amministrativa ha sempre richiamato quanto previsto dal CCNL in materia di mobilità non riconoscendo che le oo.ss. hanno chiesto più volte di affrontare tutta la questione in modo globale perché il momento difficile dell’Ateneo presuppone uno sforzo di tutte le parti per superare le difficoltà. Non si comprende come mai non vi sia stata apertura su questo punto, ed invece si sia deciso di istituire un tavolo di confronto sulla crisi finanziaria dell’Ateneo, così come previsto dall’OdG della seduta di confronto sindacale del 28 luglio 2011. Se si è perso tempo è perché l’Amministrazione non ha affrontato la situazione con la dovuta forza con riunioni serrate, ma una al mese. Ora non si può dire al CdA che la questione è urgente; la stessa Amministrazione sa da più di un mese che vi sarebbero stati comandi presso l’INPS. Si è scelto di portare la situazione al limite per mettere tutti di fronte al fatto compiuto in modo irresponsabile.

Tutto quanto riportato nella relazione presentata dalla Direttrice Amministrativa rappresenta una mezza verità. Risponde al vero il fatto che si siano svolte le citate sedute di contrattazione, ma non viene spiegato come mai la parte sindacale non abbia sottoscritto il testo discusso. Ovviamente ogni sigla ha le sue motivazioni e noi elencheremo le nostre, ma vi sono alcuni aspetti metodologici che riguardano tutte le parti in causa.

Primo, nelle sedute venivano discusse modifiche che però non venivano inserite subito nel testo ma solo inviate via mail, successivamente. Abbiamo più volte chiesto che le modifiche si facessero direttamente in seduta, ma ci veniva risposto che si sarebbe perso troppo tempo. Resta il fatto che se si deve firmare un documento fra due parti queste devono poter condividere le modifiche per verificare che queste rispondano al volere di entrambe le parti e rappresentino un punto di compromesso accettabile.

Secondo, l’Amministrazione non ha mai risposto alla richieste di discussione di documenti inviati dalla scrivente o.s. che provano come la parte sindacale non volesse perdere tempo, ma fosse disposta a confrontarsi sulla materia (mail del 13 aprile con allegati, mail del 14 aprile con allegati, mail del 15 aprile con allegati, a questo link vi sono i documenti: http://wp.me/Pn9o0-8N , mail del 27 maggio). È stato detto che la scrivente o.s. invia documenti troppo lunghi come se questo fosse una perdita di tempo. Il sindacato quando interpreta a fondo il proprio ruolo deve scrivere e proporre. Assurdo è constatare che l’Amministrazione non legga nemmeno i documenti e, per mail o nelle riunioni ufficiali, non dia una risposta ai contributi pervenuti. Abbiamo chiesto chiarimenti rispetto a questo comportamento più volte, anche con comunicati sindacali, che sono un modo del sindacato di fare pressione, è vero, ma che servono a cercare di smuovere la parte pubblica e non abbiamo ottenuto risposte.

Non si gestiscono in questo modo le relazioni sindacali.

Il Rettore e la Direttrice Amministrativa hanno avuto innumerevoli occasioni per cercare di capire come mai vi fosse stato questo atteggiamento da parte sindacale, una seduta il 13 giugno ed un’altra seduta che pur essendo calendarizzata è saltata perché a detta del Rettore non vi erano argomenti da trattare!

Veniamo alla analisi del testo proposto.

La Direttrice Amministrativa sostiene che: “il vigente Regolamento “Norme disciplinanti la mobilità del personale tecnico e amministrativo dell’Università degli Studi di Siena”, emanato con D.R. n. 199/ del 27.2.1999, sia da ritenersi ormai obsoleto e superato nella sua impostazione generale, in quanto non garantisce un’adeguata flessibilità delle procedure di mobilità, con correlato ottimale utilizzo delle risorse umane, necessaria per fare fronte alle esigenze organizzative del momento; peraltro tale Regolamento è antecedente di circa dieci anni rispetto all’ultimo CCNL e alla normativa introdotta con il D. Lgs. 150/2009”. Risulta agli atti che il testo proposto dall’Amministrazione nella prima riunione è tale e quale al regolamento dell’Università di Bologna, risalente al 2002 (documento, richiesta USB, http://wp.me/Pn9o0-8N ). Vi chiediamo di confrontare il testo vigente con quello proposto e di giudicare da voi e risponde o no alle esigenze organizzative dell’Ateneo

( http://www.unisi.it/dl2/20080121133929776/NORME_MOBILI.pdf ).

Nel testo proposto sono inserite delle premesse che non risultano essere parte integrante del testo. In esse si fa riferimento al confronto sulla mobilità con le OO.SS.. La richiesta avanzata da parte sindacale di avere un confronto quadrimestrale è stata accolta, ma il contestuale monitoraggio sulla mobilità è diventato annuale. Sappiamo bene cosa voglia dire avere un monitoraggio annuale, tabelle di sintesi che arrivano con forte ritardo, come quelle sulla spesa del salario accessorio, e utili solo come rendiconto senza valore strategico e progettuale (a questo link trovate il documento in cui spieghiamo cosa poteva rappresentare il monitoraggio, Relazione usb proposta mobilità: http://wp.me/Pn9o0-8).

Nel testo proposto dall’Amministrazione vi sono punti poco chiari che non definiscono cosa sia un’articolazione organizzativa. Si legge infatti: “per mobilità interna [si intendono]: i processi di trasferimento del personale da una sede ad altra articolazione organizzativa dell’Amministrazione”. Per “sede” normalmente si intende una locazione fisica mentre per “articolazione amministrativa” (temine non definito che, tra l’altro successivamente si trasforma in “unità amministrativa” e poi in “articolazione organizzativa”) si può presupporre una “unità operativa” o “una divisione” ma, comunque, un’articolazione dell’organigramma. Nel testo vigente vi sono delle definizioni importanti che in queste linee guida scompaiono.

Nel punto 5 del testo, mobilità a richiesta, si parla di Piano del fabbisogno di personale dell’Amministrazione, ma in nessuna parte delle linee guida si chiarisce da chi, come e quando viene redatto; nel punto 5 si legge ancora che la mobilità a richiesta può avvenire per scambio di “posto” tra due dipendenti, infatti, si legge “contemporanea volontà di esse a spostarsi, con scambio contestuale” mentre nel penultimo paragrafo si parla di variazione del contingente numerico … .

Nella mobilità d’ufficio viene previsto che un dipendente possa opporsi al provvedimento entro 5 giorni, ma non viene definito entro quando deve rispondere l’Amministrazione, si parla solo di tempestività. Crediamo che se si stabiliscono termini di tutela questi debbano essere chiari per tutti.

Nel testo si trova ancora una superficiale e scarna definizione di mobilità esterna volontaria che avevamo chiesto fosse stralciata perché abbiamo proposto di firmare sulla materia un patto d’intesa con contestuale attivazione di commissione paritetica, ma è stato rifiutato; come si svolgono i contatti con i possibili “ricevitori” del nostro personale, chi si interessa del problema, quale trasparenza nelle informazioni?
Per tutto quanto sopra esposto Vi chiediamo di non votare la delibera, di chiederne il ritiro e chiedere che si ritorni al tavolo sindacale per una discussione a 360° sulla questione della mobilità. Il regolamento vigente permette di affrontare le urgenze, ma se si vuole arrivare ad un nuovo testo siamo disposti a ripartire con il confronto.

Siena, 26 luglio 2011

Unione Sindacale di Base
Università degli Studi di Siena

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