Monthly Archives: luglio 2011

Due visioni delle esigenze e delle soluzioni dell’Ateneo a confronto

Analisi della seduta di informazione sindacale 28 luglio

Due visioni delle esigenze e delle soluzioni dell’Ateneo a confronto

Come avete letto nel resoconto inviato con le altre sigle la seduta di ieri è stata ricca di argomenti.

Vogliamo sottolineare un aspetto che ci preme sia chiaro a tutte le colleghi e a tutti i colleghi: la parte sindacale ha proposto chiaramente delle aperture sulla questione delle linee guida sulla mobilità, cioè trovare soluzioni entro la prima metà di agosto; la parte pubblica, Rettore e Direttrice Amministrativa, ha posto solo freni rimandando tutto a settembre e sottolineando sempre la situazione di crisi in cui ci troviamo.

Ci domandiamo se questo sia il modo di essere responsabili per il Rettore e la Direttrice Amministrativa. Si può rimandare a settembre il tavolo tecnico sul salario accessorio? si può rimandare a settembre il tavolo di crisi?

Forse sanno che la crisi va in vacanza ad agosto, ma noi no e nemmeno i nostri problemi familiari legati ad uno stipendio sempre più magro e a una situazione lavorativa sempre più stressante.

Forse non è nemmeno questo, è che si possono rimandare a settembre tutte le questioni che riguardano il personale tecnico e amministrativo.

Possiamo dire che la crisi non si affronta in questo modo. Metterci davanti sempre il muro della crisi non risolve i problemi, ma dimostra che Rettore e Direttrice Amministrativa non sanno cosa voglia dire gestire le relazioni sindacali. Sul tavolo sindacale si risolvono i problemi del personale, su altri tavoli, o altre sedute specifiche, si affrontano questioni più generali. Non serve mischiare sempre tutto. Alla fine sa tanto di tentativo di perdita di tempo.

Un esempio per tutti della difficoltà di confronto è il DIPINT nessun documento è stato presentato dall’Amministrazione, anzi, di fronte a quelli ufficiali presentati dalla USB (pubblicati sul sito: http://wp.me/pn9o0-9w , http://wp.me/pn9o0-9C ), l’Amministrazione ha cercato di negare di conoscerli.

È risultato palese che non vi fosse la volontà di discutere in modo chiaro di ciò che vorrà dire per il personale essere inserito nel DIPINT, quali i diritti e quali i doveri.

L’Amministrazione ha affermato che ci sottoporrà tutti i documenti sulla questione quando vi saranno. Ci sembra, in realtà, che ve ne siano già tanti e che non vi sia stata volontà da parte dell’Amministrazione di coinvolgerci finora, noi comunque abbiamo chiesto che prima che il regolamento sia scritto vi sia un confronto anche con i vertici dell’AOUS.

Sulle linee guida sulla mobilità, abbiamo fatto vedere cosa sia il senso di responsabilità, questa è la differenza.

C’è solo una cosa da fare a settembre, a questo punto, ripartire con una grande MOBILITAZIONE per far vedere come si risolvono i nostri problemi. Se i nostri problemi diventano anche i loro vedrete come cercheranno di affrontarli senza tante perdite di tempo.

Siena 29 luglio 2011-07-29

Unione Sindacale di Base Università di Siena

Seduta di informazione sindacale 28 luglio

Seduta di informazione sindacale 28 luglio

Seduta di informazione sindacale molto densa di argomenti ieri presso il Rettorato.

Biblioteche: abbiamo potuto confrontarci con la proposta di modifica del regolamento del Sistema bibliotecario d’Ateneo, ponendo dei dubbi sulle modalità di modifica anche in relazione all’applicazione del nuovo Statuto che renderà differente quali siano le strutture di riferimento per le varie biblioteche. Non saranno infatti più le Facoltà, ma i dipartimenti.

DIPINT: poche notizie chiare in merito alla istituzione e al funzionamento del DIPINT. Appare chiaro che siamo costretti a seguire direttive che vengono da Firenze, sia dalla Regione che finanzia il DPINT, sia dall’esperienza sull’integrazione maturata presso la AOU Careggi. La posizione dell’Ateneo potrebbe essere rafforzata con un percorso condiviso con la parte sindacale.

Mobilità verso INPS: confronto complesso sulla questione, che è strettamente legata alle linee guida sulla mobilità interna del personale. Vi sono delle urgenze evidenti per mantenere il livello dei servizi a causa del comando di 30 colleghi verso l’INPS e alla diminuzione di 15 unità che lavorano in cooperativa. L’Amministrazione dovrà chiarire con di bandi più articolati come vuole affrontare la sostituzione dei colleghi che vanno in comando. Sulle linee guida la parte sindacale ha proposto all’Amministrazione una soluzione che verrà ufficializzata nelle prime settimane di agosto.

Salario accessorio: siamo sempre fermi di fronte alla mancanza di risposte da parte del MEF e alla posizione rigida del collegio dei revisori dei conti. Patirà a settembre un tavolo tecnico per cominciare a delineare le modalità di assegnazione del salario accessorio.

Tavolo di crisi: presentato sulla istituzione di un tavolo di crisi un documento di parte sindacale su cui è stato chiesto la sottoscrizione da parte del Rettore, a settembre avremo la risposta.

Vogliamo sottolineare un aspetto che ha segnato tutta la seduta. Il Rettore ha più volte espresso forte contrarietà verso il tenore delle richieste e delle questioni poste dalle sigle sindacali, affermando che vi sono questioni molto più urgenti e importanti, come la discussione del decreto sul dissesto. Tutto vero, ma quello di ieri era un tavolo sindacale, in cui si pongono questioni inerenti al personale, a 1084 persone, che devono essere affrontate e possibilmente risolte.

Si sono confrontati due modi di agire profondamente differenti al tavolo e possiamo dire che uno ha dimostrato, ieri, tutta l’intenzione di trovare e capire cosa stia succedendo, l’altro ha solo e sempre ripetuto il solito mantra della difficile crisi in cui ci troviamo, ma come ne usciamo se non riusciamo anche a risolvere i piccoli problemi di 1084 persone?

Siena 29 luglio 2011

RSU d’Ateneo – CISAL – CISAPUNI – CISL – FLC-CGIL – RdB-USB – UGL – UIL RUA

Il testo del documento di istituzione del tavolo di crisi presentato ieri al Rettore:

Le OO.SS. e le RSU riunite oggi stesso sottopongono al Magnifico Rettore il seguente protocollo:

Il Rettore, le OO.SS. e la RSU istituiscono un tavolo permanente di crisi. Il tavolo ha durata annuale rinnovabile. Le riunioni si svolgono settimanalmente alla presenza del Rettore o suo delegato. Le parti si impegnano a condividere tutti i documenti necessari alla piena e trasparente comprensione delle esigenze e delle soluzioni. Prioritariamente il tavolo affronterà:

1) Condivisione del Piano di Risanamento

2) Gestione dei rapporti e del personale tra Università e AOUS.

3) Gestione, a seguito degli accordi regionali sottoscritti o in fase di sottoscrizione, di tutte le fasi di realizzazione degli obiettivi stabiliti dagli accordi medesimi.

4) Gestione del personale in relazione ai servizi erogati dall’Ateneo

5) Gestione dell’applicazione del nuovo statuto con riferimento alla gestione del personale e dei servizi presso i nuovi dipartimenti testé riorganizzati

Per quanto sopra detto, le parti si impegnano, parallelamente, a concludere entro il 31 ottobre un accordo per quanto attiene il salario accessorio, le cui relative competenze andranno liquidate entro e non oltre il 31 dicembre p.v Tutto quanto sopra dovrà essere preceduto dal ripristino della legittimità e del valore del tavolo di contrattazione sindacale conformemente a quanto previsto dalle leggi vigenti e dai contratti vigenti.

Comunicato stampa USB sulla mobilità

Comunicato stampa USB Università di Siena sulla mobilità interna del personale tecnico e amministrativo

L’Unione sindacale di base prende atto della decisione delle consigliere e dei consiglieri di amministrazione di non accettare i metodi autoritari, poco trasparenti e unilaterali del Rettore Riccaboni e Direttrice Amministrativa Fabbro. La decisione di rimandare al 7 settembre l’approvazione delle linee guida sulla mobilità interna del personale tecnico e amministrativo restituisce spazio alla possibilità di avviare relazioni sindacali serie e costruttive.

Siamo disponibili a sederci al tavolo delle trattative con un calendario che venga rispettato dall’Amministrazione e dimostri la reale volontà di trovare soluzioni condivise.

Il Rettore, però, dovrebbe astenersi dal chiedere maggiore responsabilità a noi, dovrebbe smettere di accusare gli altri, e riflettere sulle proprie scelte. Noi accettiamo solo le critiche costruttive delle colleghe e dei colleghi che rappresentiamo, iscritti o meno che siano, non i giudizi piccati di chi non accetta le posizioni differenti.

Saremo chiamati a conseguire compromessi accettabili per le colleghe e i colleghi e lo faremo come sempre.

Siena 27 luglio 2011

Unione sindacale di Base università di Siena

Ancora sulla mobilità interna

Ancora sulla mobilità interna

Interveniamo con un ulteriore analisi dei flussi di mobilità interna di questi ultimi tre anni.

I Direttori Amministrativi degli ultimi tre anni hanno tutti lamentato una difficoltà nella gestione della mobilità interna. Se però ci basiamo sui dati forniti dall’Amministrazione stessa possiamo ricostruire il seguente quadro.

Miccolis/Barretta: 103 trasferimenti (40 solo nei primi due mesi di lavoro di Miccolis), periodo dicembre 2008-settembre 2010

Fabbro: 56, periodo novembre 2010-luglio 2011

Totale 159

Se lo rapportiamo a tutto il personale vuol dire che in tre anni si è trasferito l’14,6% dei colleghi. Numeri così alti non possono essere dovuti solo alla mobilità volontaria, ma anche alla capacità dei Direttori Amministrativi di trasformare mobilità d’ufficio, cioè imposte, in volontarie con varie forme di pressione. Si possono fare pressioni negative o promesse di carriera futura.

Difficile credere quindi alla favola della necessità di avere mano libera nella mobilità interna del personale, ci sembra che ve ne sia stata fin troppa. Noi siamo già intervenuti non per creare problemi ai colleghi a cui non vogliamo assolutamente impedire di cambiare tipo di lavoro, ma per chiedere chiarimenti e tutele. Ogni volta che si trasferisce qualcuno l’Amministrazione dovrebbe valutare i tempi di formazione del collega trasferito, la necessità o meno della copertura del posto che rimane vacante o le motivazioni delle richieste di personale; in alcuni casi può derivare da difficoltà interne di organizzazione che si possono risolvere in altro modo. Ci deve essere un costante monitoraggio delle richieste e dei trasferimenti fra i vari uffici, tenendo conto delle diverse esigenze fra periferia e centro.

Non stiamo cercando di bloccare un nuovo regolamento perchè il personale non si vuole spostare o perchè vogliamo tutelare chissà quale interesse. Nessuno pensi di strumentalizzare una legittima richiesta di chiarezza.

Davvero si vuol far credere di non poter gestire le urgenze con il regolamento attuale?

lettera al CdA sulla mobilità

Al Consiglio d’Amministrazione
Università degli Studi di Siena

La scrivente O.S. Unione Sindacale di Base, USB, apprende, dalla mail inviata in data 26 luglio 2011 l’ordine del giorno della seduta del CdA del 27 luglio 2011, che al sesto punto prevede l’approvazione delle Linee guida sulla mobilità del personale tecnico e amministrativo. Abbiamo ricevuto come tutti Voi la documentazione solo in tarda mattinata.

Abbiamo deciso di scriverVi perché riteniamo che dobbiate essere resi partecipi di come si sono svolte le trattative fra Amministrazione e parte sindacale in merito al suddetto testo. La ricostruzione delle vicende farà capire come sia quanto mai singolare che l’Amministrazione abbia deciso di intraprendere la strada dell’atto unilaterale, previsto dall’art. 40, comma 3 ter, del D.Lgs. n. 165/2001 (introdotto dall’art. 54 del D. Lgs. n. 150/2009).

Contestiamo la scelta di arrivare ad un atto unilaterale perché non ha informato le oo.ss che sarebbe arrivata a tale scelta, e perché riteniamo che sia indice di un fallimento delle relazioni sindacali. La Direttrice Amministrativa ha sempre richiamato quanto previsto dal CCNL in materia di mobilità non riconoscendo che le oo.ss. hanno chiesto più volte di affrontare tutta la questione in modo globale perché il momento difficile dell’Ateneo presuppone uno sforzo di tutte le parti per superare le difficoltà. Non si comprende come mai non vi sia stata apertura su questo punto, ed invece si sia deciso di istituire un tavolo di confronto sulla crisi finanziaria dell’Ateneo, così come previsto dall’OdG della seduta di confronto sindacale del 28 luglio 2011. Se si è perso tempo è perché l’Amministrazione non ha affrontato la situazione con la dovuta forza con riunioni serrate, ma una al mese. Ora non si può dire al CdA che la questione è urgente; la stessa Amministrazione sa da più di un mese che vi sarebbero stati comandi presso l’INPS. Si è scelto di portare la situazione al limite per mettere tutti di fronte al fatto compiuto in modo irresponsabile.

Tutto quanto riportato nella relazione presentata dalla Direttrice Amministrativa rappresenta una mezza verità. Risponde al vero il fatto che si siano svolte le citate sedute di contrattazione, ma non viene spiegato come mai la parte sindacale non abbia sottoscritto il testo discusso. Ovviamente ogni sigla ha le sue motivazioni e noi elencheremo le nostre, ma vi sono alcuni aspetti metodologici che riguardano tutte le parti in causa.

Primo, nelle sedute venivano discusse modifiche che però non venivano inserite subito nel testo ma solo inviate via mail, successivamente. Abbiamo più volte chiesto che le modifiche si facessero direttamente in seduta, ma ci veniva risposto che si sarebbe perso troppo tempo. Resta il fatto che se si deve firmare un documento fra due parti queste devono poter condividere le modifiche per verificare che queste rispondano al volere di entrambe le parti e rappresentino un punto di compromesso accettabile.

Secondo, l’Amministrazione non ha mai risposto alla richieste di discussione di documenti inviati dalla scrivente o.s. che provano come la parte sindacale non volesse perdere tempo, ma fosse disposta a confrontarsi sulla materia (mail del 13 aprile con allegati, mail del 14 aprile con allegati, mail del 15 aprile con allegati, a questo link vi sono i documenti: http://wp.me/Pn9o0-8N , mail del 27 maggio). È stato detto che la scrivente o.s. invia documenti troppo lunghi come se questo fosse una perdita di tempo. Il sindacato quando interpreta a fondo il proprio ruolo deve scrivere e proporre. Assurdo è constatare che l’Amministrazione non legga nemmeno i documenti e, per mail o nelle riunioni ufficiali, non dia una risposta ai contributi pervenuti. Abbiamo chiesto chiarimenti rispetto a questo comportamento più volte, anche con comunicati sindacali, che sono un modo del sindacato di fare pressione, è vero, ma che servono a cercare di smuovere la parte pubblica e non abbiamo ottenuto risposte.

Non si gestiscono in questo modo le relazioni sindacali.

Il Rettore e la Direttrice Amministrativa hanno avuto innumerevoli occasioni per cercare di capire come mai vi fosse stato questo atteggiamento da parte sindacale, una seduta il 13 giugno ed un’altra seduta che pur essendo calendarizzata è saltata perché a detta del Rettore non vi erano argomenti da trattare!

Veniamo alla analisi del testo proposto.

La Direttrice Amministrativa sostiene che: “il vigente Regolamento “Norme disciplinanti la mobilità del personale tecnico e amministrativo dell’Università degli Studi di Siena”, emanato con D.R. n. 199/ del 27.2.1999, sia da ritenersi ormai obsoleto e superato nella sua impostazione generale, in quanto non garantisce un’adeguata flessibilità delle procedure di mobilità, con correlato ottimale utilizzo delle risorse umane, necessaria per fare fronte alle esigenze organizzative del momento; peraltro tale Regolamento è antecedente di circa dieci anni rispetto all’ultimo CCNL e alla normativa introdotta con il D. Lgs. 150/2009”. Risulta agli atti che il testo proposto dall’Amministrazione nella prima riunione è tale e quale al regolamento dell’Università di Bologna, risalente al 2002 (documento, richiesta USB, http://wp.me/Pn9o0-8N ). Vi chiediamo di confrontare il testo vigente con quello proposto e di giudicare da voi e risponde o no alle esigenze organizzative dell’Ateneo

( http://www.unisi.it/dl2/20080121133929776/NORME_MOBILI.pdf ).

Nel testo proposto sono inserite delle premesse che non risultano essere parte integrante del testo. In esse si fa riferimento al confronto sulla mobilità con le OO.SS.. La richiesta avanzata da parte sindacale di avere un confronto quadrimestrale è stata accolta, ma il contestuale monitoraggio sulla mobilità è diventato annuale. Sappiamo bene cosa voglia dire avere un monitoraggio annuale, tabelle di sintesi che arrivano con forte ritardo, come quelle sulla spesa del salario accessorio, e utili solo come rendiconto senza valore strategico e progettuale (a questo link trovate il documento in cui spieghiamo cosa poteva rappresentare il monitoraggio, Relazione usb proposta mobilità: http://wp.me/Pn9o0-8).

Nel testo proposto dall’Amministrazione vi sono punti poco chiari che non definiscono cosa sia un’articolazione organizzativa. Si legge infatti: “per mobilità interna [si intendono]: i processi di trasferimento del personale da una sede ad altra articolazione organizzativa dell’Amministrazione”. Per “sede” normalmente si intende una locazione fisica mentre per “articolazione amministrativa” (temine non definito che, tra l’altro successivamente si trasforma in “unità amministrativa” e poi in “articolazione organizzativa”) si può presupporre una “unità operativa” o “una divisione” ma, comunque, un’articolazione dell’organigramma. Nel testo vigente vi sono delle definizioni importanti che in queste linee guida scompaiono.

Nel punto 5 del testo, mobilità a richiesta, si parla di Piano del fabbisogno di personale dell’Amministrazione, ma in nessuna parte delle linee guida si chiarisce da chi, come e quando viene redatto; nel punto 5 si legge ancora che la mobilità a richiesta può avvenire per scambio di “posto” tra due dipendenti, infatti, si legge “contemporanea volontà di esse a spostarsi, con scambio contestuale” mentre nel penultimo paragrafo si parla di variazione del contingente numerico … .

Nella mobilità d’ufficio viene previsto che un dipendente possa opporsi al provvedimento entro 5 giorni, ma non viene definito entro quando deve rispondere l’Amministrazione, si parla solo di tempestività. Crediamo che se si stabiliscono termini di tutela questi debbano essere chiari per tutti.

Nel testo si trova ancora una superficiale e scarna definizione di mobilità esterna volontaria che avevamo chiesto fosse stralciata perché abbiamo proposto di firmare sulla materia un patto d’intesa con contestuale attivazione di commissione paritetica, ma è stato rifiutato; come si svolgono i contatti con i possibili “ricevitori” del nostro personale, chi si interessa del problema, quale trasparenza nelle informazioni?
Per tutto quanto sopra esposto Vi chiediamo di non votare la delibera, di chiederne il ritiro e chiedere che si ritorni al tavolo sindacale per una discussione a 360° sulla questione della mobilità. Il regolamento vigente permette di affrontare le urgenze, ma se si vuole arrivare ad un nuovo testo siamo disposti a ripartire con il confronto.

Siena, 26 luglio 2011

Unione Sindacale di Base
Università degli Studi di Siena

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