Regolamento per l’uso delle carte di credito aziendali: come modificare le regole peggiorandole

Regolamento per l’uso delle carte di credito aziendali: come modificare le regole peggiorandole

Nella seduta del CdA del 27 maggio è stato approvata la modifica al Regolamento per l’uso delle carte di credito aziendali. Questo intervento rientra in una serie di scelte che servirebbero a limitare le tensioni di liquidità ed evitare un aggravamento della situazione debitoria dell’Ateneo (nuovo testo regolamento: Regolamento per l’uso delle carte di credito  ).

Se queste erano le intenzioni, il risultato è una confusa variazione di regole che evidenziano la superficialità dell’azione dei vertici dell’Ateneo. Vediamo nel dettaglio cosa è stato modificato.

Prima di tutto è stato modificato l’art. 3 che definisce i soggetti titolari delle carte. Sono previste le carte per il Rettore ed i Direttori di Dipartimento. Questo vuol dire che si passa da circa 200 carte ad oggi attive a circa 40. Sembra un netto risparmio perché si limita il numero delle carte.

Va però detto che ogni nuova attivazione di carta costa all’Ateneo. Quindi ora azzereremo tutte le carte esistenti e pagheremo l’attivazione delle nuove 40, poi però a fine anno le dovremo azzerare di nuovo, e poi attivare le nuove 20, perché a fine anno, con l’accorpamento dei Dipartimenti si ricambia.

Le carte erano date a chi aveva fondi di ricerca. La nuova impostazione sembra spostare l’uso delle carte su di un altro piano: spese di rappresentanza. Il Rettore ne ha, ma i Direttori? Non ci risulta. Per cercare di capire se è giusto quello che riteniamo sia l’uso previsto per le carte vediamo quali sono le tipologie di spesa previste. “Le carte di credito possono essere utilizzate per spese relative a: a) acquisto di beni e richiesta di servizi; b) partecipazione a conferenze, seminari, convegni e manifestazioni; c) spese di trasporto, vitto e alloggio sostenute dal personale autorizzato all’uso delle carte di credito in occasione di missioni.” (art. 2) Si genera un dubbio forte su quale sia il ruolo del Direttore di Dipartimento. Primo, il Direttore non ha autonomia esclusiva sui fondi di funzionamento della struttura e nemmeno è chiamato a svolgere attività di rappresentanza od altro tale da richiedere l’utilizzo della carta. Vuol dire che la carta è intesa come carta del Dipartimento. Infatti se l’uso è previsto per acquisti che fanno risparmiare, il Direttore, non potrebbe negare ad un collega un acquisto che risulti conveniente. Deve quindi occuparsi degli acquisti dei colleghi? Deve controllare se il collega in questione ha fondi a copertura dell’acquisto? Se poi andrà all’estero il Direttore chi delegherà? Il vice Direttore (qualora ci sia), oppure semplicemente darà al collega tutti gli estremi della carta e ognuno pensi per sé? Sappia però il Direttore ipotetico che in caso di uso improprio, la spesa verrà detratta dallo stipendio del titolare della carta e quindi dal suo.

Oggi le spese sono riassunte in modo analitico per ogni carta, si sa chi le ha fatte. Da domani su un’unica carta verrà imputato tutto ciò che viene acquistato da un dipartimento (che avrà da gennaio 2012 40 docenti!), speriamo si possa sempre individuare chi ha effettuato l’acquisto .

Siccome la carta è unica non sarà possibile utilizzarla, ad esclusione del Direttore,  durante una missione . Quindi  non potendo più usufruire di tale beneficio i docenti potrebbero avvalersi di quanto previsto dall’art. 6 del Regolamento delle missioni (testo regolamento delle missioni: Regolamento_delle_missioni ), e chiedere l’anticipo delle spese di missione fino al massimo del 75% dell’importo totale. Questa operazione richiede comunque una rendicontazione analoga a quella fino ad oggi effettuata per le carte di credito  e , forse,  una maggiore o medesima esigenza  di liquidità. Pertanto qual è la differenza tra la richiesta di un anticipo di missione e l’utilizzo della carta di credito considerato che la carta di credito viene utilizzata solo dai possessori mentre l’anticipazione è un diritto di tutti?

Con queste modifiche si crede davvero di mettere sotto controllo l’uso delle carte? Si crede davvero di poter monitorare la richiesta di liquidità quando, volendo, tutti  possono ugualmente utilizzarle? Per favore, non scherziamo. Una carta di credito per Dipartimento genera maggiore confusione e non semplifica le procedure, anzi le aggrava creando confusione sulla responsabilità del suo utilizzo.

Troppi interrogativi restano sospesi anche in questo caso.

Già nel lontano 2008/2009 chiedevamo la sospensione di tutte le carte di credito e rinnoviamo la richiesta. Scontenteremo qualcuno ma alle volte si deve avere il coraggio di farlo.

Siena 13 giugno 2011

 

 

 

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