Monthly Archives: maggio 2011

Linee guida sulla mobilità. Perché la RdB/USB non firma l’accordo

Linee guida sulla mobilità. Perché la RdB/USB non firma l’accordo

Entro il 27 maggio 2011 la RSU e le OO.SS. sono chiamate dall’Amministrazione a sottoscrivere le Linee guida sulla mobilità. Dopo attenta analisi per via telematica da parte di tutti gli iscritti dei documenti prodotti in queste settimane dai componenti del tavolo di contrattazione, la RdB/USB rende ufficiale la contrarietà alla sottoscrizione del documento finale presentato dall’Amministrazione.

Questo testo pur avendo subito diverse modifiche nel corso dei due incontri svolti sulla materia non risponde ancora alle esigenze espresse dalla sigla in materia di tutela dei diritti dei lavoratori e di doveri dell’Amministrazione.

La mancata sottoscrizione avviene per i seguenti motivi:

1     Il regolamento vigente, del 1999, non si sa su quali basi sia superato, l’Amministrazione non ha mai spiegato in modo chiaro le motivazioni della sua inattualità;

2     Il testo proposto dall’Amministrazione, che è stato detto frutto di lunga analisi delle nuove norme ed esigenze organizzative del nostro Ateneo, risulta essere un copia incolla del regolamento di Bologna risalente al 2002 (a questo link trovate la richiesta USB di chiarimento sulla questione del copia/incolla richiesta USB http://wp.me/Pn9o0-8N );

3     Nel testo proposto vengono messe delle premesse che non risultano essere parte integrante del testo. In esse si fa riferimento al confronto sulla mobilità con le OO.SS.. La richiesta avanzata da parte sindacale di avere un confronto quadrimestrale è stata accolta, ma il contestuale monitoraggio sulla mobilità è diventato annuale. Sappiamo bene cosa voglia dire avere un monitoraggio annuale, tabelle di sintesi che arrivano con forte ritardo, come quelle sulla spesa del salario accessorio, e utili solo come rendiconto senza valore strategico e progettuale (a questo link trovate la relazione USB proposta mobilità in cui spieghiamo cosa poteva rappresentare il monitoraggio http://wp.me/Pn9o0-8N );

4     La proposta avanzata dalla sigla RdB/USB, che ha trovato poi condivisione anche da parte di altre sigle, non è mai stata oggetto di commento da parte dell’Amministrazione né per via telematica né sul tavolo della contrattazione. L’Amministrazione ha saputo solo affermare in via informale che la sigla proponente scrive documenti troppo lunghi! (a questo link trovate il testo proposto e la relazione accompagnatoria  http://wp.me/Pn9o0-8N );

5     Nel testo proposto dall’Amministrazione vi sono punti poco chiari che non definiscono cosa sia un’articolazione organizzativa. Si legge infatti: “per mobilità interna [si intendono]: i processi di trasferimento del personale da una sede ad altra articolazione organizzativa dell’Amministrazione”. Per “sede” NORMALMENTE si intende una locazione fisica mentre per “articolazione amministrativa” (temine non definito che, tra l’altro successivamente si trasforma in “unità amministrativa” e poi in “articolazione organizzativa”) si può presupporre una “unità operativa” o “una divisione” ma, comunque, un’articolazione dell’organigramma;

6     Nel punto 5 del testo, MOBILITA’ A RICHIESTA, si parla di Piano del fabbisogno di personale dell’Amministrazione, ma in nessuna parte delle linee guida si chiarisce da chi, come e quando viene redatto; nel punto 5 si legge ancora che la mobilità a richiesta può avvenire per scambio di “posto” tra due dipendenti, infatti, si legge “contemporanea volontà di esse a spostarsi, con scambio contestuale” mentre nel penultimo paragrafo si parla di variazione del contingente numerico …;

7     Nella MOBILITA’ D’UFFICIO viene previsto che un dipendente possa opporsi al provvedimento entro 5 giorni, ma non viene definito entro quando deve rispondere l’Amministrazione, si parla solo di tempestività. Crediamo che se si stabiliscono termini di tutela questi debbano essere chiari per tutti;

8     Non viene chiarito quale sia la tutela per il dipendente rispetto alle esigenze familiari, di vita e di trasporto. Esistono leggi in materia coma la legge 104, ma non si può sottintendere tutto, anzi nell’esplicitazione di alcuni concetti si poteva far rifermento anche alla valutazione dei tempi di spostamento che un dipendente deve sostenere, pensiamo alle sedi distaccate;

9     Nel testo si trova ancora una superficiale e scarna definizione di mobilità esterna volontaria che avevamo chiesto fosse stralciata perché abbiamo proposto di firmare sulla materia un patto d’intesa con contestuale attivazione di commissione paritetica, ma è stato rifiutato; come si svolgono i contatti con i possibili “ricevitori” del nostro personale, chi si interessa del problema, quale trasparenza nelle informazioni?

10    Questo testo dà mano libera all’Amministrazione e restringe le tutele dei dipendenti. La mobilità interna è una cosa positiva, permette di crescere professionalmente, ma con questa formulazione diventa una cambiale in bianco firmata all’Amministrazione.

Critichiamo il livello di confronto che c’è stato sulla materia e il ragionamento che viene fatto dal Rettore e dal Direttore Amministrativo: si devono prendere decisioni responsabili e rapide. Per quanto riguarda la rapidità non riteniamo sia un valore, la discussione ci deve essere, ma non deve essere fatta per perdere tempo, noi non lo abbiamo fatto, ma nelle contrattazioni si ascolta e si argomentano le posizioni non si impongono. L’Amministrazione ha accolto poco o niente di quello che abbiamo proposto e quando ha accolto lo ha fatto a modo suo. Noi abbiamo sempre mantenuto una posizione responsabile, ma verso i lavoratori che rappresentiamo, iscritti o meno che siano, non verso il datore di lavoro.

LETTERA APERTA AL MAGNIFICO RETTORE DELL’UNIVERSITA’ DI SIENA

LETTERA APERTA AL MAGNIFICO RETTORE DELL’UNIVERSITA’ DI SIENA

Le scriviamo questa lettera in merito al consiglio di Facoltà di Medicina svoltosi in data 18 maggio u.s. In quella sede Lei ha presentato il piano “unisi 2015”. Il consiglio di facoltà era aperto anche al personale tecnico amministrativo perché Lei ha ritenuto utile che tutta la comunità universitaria potesse prendere consapevolezza del futuro economico e finanziario di questo Ateneo.

In quella sede Le sono state rivolte due domande a cui Lei non ha risposto:

La prima domanda riguardava la relazione fra la nostra situazione debitoria e la formulazione del decreto sul dissesto finanziario degli atenei basato su  quanto previsto dalla legge 240/2010.

Inoltre Le fu chiesto di spiegare come si sarebbe ottemperato all’art. 5, comma 4, lettera d, della legge 240/2010, che prevede la stesura di un piano di riequilibrio fra le componenti del personale dell’Ateneo. La predisposizione del piano è in stretta correlazione con quelle che saranno le conseguenze del piano di rientro dal dissesto a cui saranno obbligati, sempre in base alla legge 240/2010, gli Atenei nelle nostre condizioni.

Le fu detto in proposito che le tabelle del piano “unisi 2015” non davano speranze al personale perché, a fine 2015, saremo ancora ben al di sotto del pareggio di bilancio. Inoltre non erano complete perché non compare la benché minima analisi di quella che sarà la ricaduta delle vostre scelte sul personale. La consistenza delle componenti è già sbilanciata verso il personale t-a ma a fine piano, nel 2015, lo sarà ancora di più a causa del piano di prepensionamento dei docenti già programmato. Il personale t-a sarà superiore di oltre 200 unità rispetto ai docenti. Come si vuole affrontare la questione? Possibile che Lei, il Direttore Amministrativo e i suoi più stretti collaboratori stiate ragionando sul futuro della nostra università da un punto di vista economico finanziario, e non stiate ragionando sull’obbligo di legge relativo alla gestione del personale e al riequilibrio delle componenti?

Sapete bene che l’articolo sopracitato della legge 240/2010 prevede sanzioni sull’erogazione del FFO nel caso di mancata predisposizione di un piano di riequilibrio. Le è stato chiesto semplicemente di condividere con la comunità gli argomenti di discussione a Roma, presso il MEF ed il MIUR, e a Siena con il Prefetto. È ovvio, infatti, che Lei stia già ragionando su interventi riguardanti tutto il personale; altrimenti come può pensare di essere considerato  interlocutore responsabile dal Governo?

Lei non dovrebbe dimenticare di essere anche rappresentante di tutta una comunità di persone che dovranno affrontare ingenti sacrifici nei prossimi anni. A rischio non c’è la Sua reputazione o quella del suo Direttore Amministrativo, ma il futuro reddito, lavoro e serenità di oltre duemila suoi colleghi, docenti, tecnici amministrativi e precari. Il ruolo di Rettore non è solo di rappresentanza ma anche di garante di una comunità che ha bisogno di sentirsi rappresentata e ascoltata.

La seconda domanda riguardava invece il piano di regionalizzazione che, insieme ai Rettori, Presidenti e Direttori degli altri Atenei e istituzioni universitarie toscani state predisponendo.

Il rischio di questo piano è che, in base a quanto previsto dalla legge 183/2010 art. 13, il personale paghi con la mobilità esterna le scelte di razionalizzazione e integrazione dei servizi tecnico-amministrativi. Le è stato chiesto di chiarire in cosa consista questa razionalizzazione e integrazione, ma Lei non ha risposto.

Abbiamo avuto modo di vedere i testi dei due accordi che sta predisponendo.

Il primo è fra le otto istituzioni universitarie toscane e la Regione, ed il secondo fra i tre Atenei generalisti toscani, la Regione ed il MIUR. Questi testi non sono mai stati da Lei discussi in modo trasparente in Consiglio di Amministrazione, ma solo presentati in modo perentorio.

La cosa però ancora più grave è che si possa criticare in ambiente universitario, anche a livello CRUI, la legge 240/2010, perché rappresenta un chiaro attacco all’autonomia delle Università e poi consegnare le istituzioni universitarie toscane alla Regione.

Nel secondo accordo con i Rettori di Pisa e Firenze e con il Presidente della Regione, si legge che il comitato che nascerà sarà presieduto dal Presidente della Regione stesso. Ci sembra che si passi da un estremo all’altro: prima troppa autonomia ora troppa ingerenza della politica, che ha già prodotto ingenti danni all’Ateneo senese.

Le è stato chiesto di attivare un tavolo paritetico sulla questione mobilità esterna che predisponga le analisi e le scelte da fare, ma la risposta che Lei ed il Direttore Amministrativo avete dato è che non è previsto dal contratto nazionale e non avete intenzione di fare eccezioni.

L’Ateneo di Siena è già l’eccezione. Le norme non prevedono che un’istituzione pubblica possa ridursi in queste condizioni, eppure è successo. Forse, se ammettessimo la straordinarietà della situazione, potremmo comprendere che è il caso di pensare a tavoli straordinari di confronto.

Lei non ha risposto a queste due domande, anzi ha usato toni molto forti nei confronti di chi le ha poste, affermando che inventava leggi, e citava norme di fantasia. Come vede così non è.

Screditare e sminuire chi chiede chiarezza, chiunque esso sia, danneggia la coesione di questa comunità e se questo è il Suo intento lo sta perseguendo in modo egregio.

Porre le domande nel modo in cui Le sono state poste non serve a gettare nel panico i colleghi, nè a fomentare o aumentare la tensione.

Se Lei crede che due domande bastino a questo offende l’ intelligenza critica dei componenti di questa comunità.

Le è stato solo chiesto di condividere davvero il piano di risanamento con la comunità universitaria intera.

Anche la modalità di presentazione del piano “unsi 2015” con l’apertura dei consigli di Facoltà ai tecnici amministrativi è risultata poco trasparente: molti colleghi non hanno avuto l’invito a partecipare, per errore involontario di qualcuno non vogliamo insinuare alcunché.  Poi ci sono i colleghi che non lavorano nelle Facoltà, ma in strutture come Pontignano, in Amministrazione Centrale e a Grosseto, per loro la presentazione quando avverrà?

Avrebbe potuto condividere sul sito d’Ateneo il calendario degli incontri, in modo che tutti potessero sapere quando e dove assistere alla presentazione. Altro piccolo esempio di poca chiarezza e trasparenza.

Vedremo in che modo vorrà cogliere questo invito alla chiarezza e alla trasparenza.

Siena, 23 maggio 2011

Gli iscritti e le iscritte della Unione sindacale di Base Università di Siena

LO SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO DEVE ESSERE DI STUDENTI, LAVORATORI E PRECARI

LO SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO DEVE ESSERE DI CHI LOTTA

LO SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO DEVE UNIFICARE LOTTE E RIVENDICAZIONI

LO SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO DEVE ESSERE DI STUDENTI, LAVORATORI E PRECARI

Concentramento alla Lizza ore 9 corteo fino a Piazza Indipendenza con presidio/assemblea

Il movimento dei lavoratori e degli studenti ha chiesto a gran voce questo sciopero indetto in ritardo e di solo quattro ore. Lo sciopero generale nasce dalla forza propulsiva di quelle realtà che dal basso chiedono uno spazio negato dalla Cgil, rivelatasi incapace di raccogliere le vere istanze di lotta e di opposizione che vengono dalla base. Appare evidente che nel momento in cui questo sciopero è stato proclamato, per tempi e modi, non è più per i lavoratori, ma contro di loro, perché sono state annacquate e fatte raffreddare le ragioni di lotta espresse in autunno. Viene dato un segnale, agli altri sindacati confederali, al governo, alla confindustria, verso una nuova stagione concertativa e verso un nuovo patto sociale.

Vogliamo riappropriarci di una data che debba essere riempita di contenuti reali e rivendicazioni forti che la nostra quotidianità richiedono e che sono la conseguenza naturale di un ciclo di proteste ancora in fermento. L’Italia è da vent’anni un paese piegato da una politica che ha soltanto smantellato i diritti fondamentali, oggi decidiamo di aprire uno spazio nuovo, fatto di istanze forti ed autentiche per una difesa vera dei servizi pubblici e dei diritti fondamentali.

Chiediamo la difesa e il rilancio dei servizi pubblici:

Università: abrogazione della Legge Gelmini e l’inizio di un percorso di riforma reale;

Sanità: servizio sanitario garantito su tutto il territorio e a tutti i cittadini;

Scuola: interruzione del finanziamento massiccio delle scuole private a scapito della scuola pubblica, una didattica slegata da quella che è la domanda delle imprese.

Denunciamo:

l’attacco ai diritti dei lavoratori privati e pubblici e gli squallidi progetti di uniformare il modello Marchionne e Brunetta, due facce della stessa medaglia. Chiediamo l’abrogazione di tutte le leggi dal Pacchetto Treu in avanti che hanno reso stabile la precarietà e l’estensione dei contratti di solidarietà a tutte le aziende in crisi;

la volontà di nascondere la problematicità di una politica non di accoglienze e di vera integrazione degli immigrati, detenuti in lager denominati CIE;

il valore dei Beni Comuni connaturati nell’Uomo come l’acqua pubblica e la libertà di esprimersi tramite un mezzo democratico come il referendum sulla tematica del nucleare;

Critichiamo:

l’uso fatto sul territorio di Siena del lavoro interinale dalle poche industrie presenti che per fronteggiare la crisi, hanno impoverito fortemente i lavoratori e tutto il tessuto sociale, socializzando le perdite e privatizzando gli utili.

l’esternalizzazione dei servizi universitari e la mala gestione che ha dato solo spazio al clientelismo e allo sfruttamento dei lavoratori;

l’espulsione, in un quadro di crisi dell’università, di tutte le fasce precarie, partendo dalla cooperative, agli stabilizzandi, fino ad attaccare il reddito dei Cel e del Personale Tecnico Amministrativo, dal precario fino allo strutturato;

l’impoverimento della didattica offerta, il taglio delle borse di studio agli studenti e ai dottorandi;

il meccanismo tossico degli stage e dei tirocini, trampolino di lancio non per il mondo del lavoro ma del precariato.

Sulla base di questi motivi, abbiamo deciso di partecipare allo sciopero generale del 6 maggio, ma aprendo uno spazio fatto di istanze reali ed autentiche in cui esprimerci e discutere.

Concentramento alla Lizza ore 9 corteo fino a Piazza Indipendenza con presidio/assemblea

NO AL NUOVO PATTO SOCIALE

NOI NON MORIREMO PRECARI

Siena, 4 maggio 2011

LINK Siena, DAS, Confederzione COBAS, RdB/Unione Sindacale di Base

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: