Liquidazione straordinario 2010 Problemi politici e comunicativi

Liquidazione straordinario 2010 Problemi politici e comunicativi
Riusciamo sempre, come Ateneo, a fare errori.


È stata inoltrata una comunicazione da parte della Direzione Amministrativa
sulla liquidazione dello straordinario 2010.
Come organizzazione sindacale, insieme alle altre sigle di ateneo e alla
RSU, abbiamo ricevuto copia della comunicazione solo il giorno prima alle 19
di sera. Credevamo che avendo martedì una contrattazione si parlasse del
contenuto di quanto era stato scritto  dall’Amministrazione, ma così non è
stato perché mentre era in corso la seduta abbiamo visto, come detto sopra,
che era arrivata a tutto il personale tecnico amministrativo.
Si evidenziano in detta comunicazione diverse questioni che abbiamo
contestato stamani, e che si possono riassumere in due gruppi, uno di tipo
politico, l’altro comunicativo.
Sul primo punto vogliamo chiarire che la scelta fatta a fine anno di
diminuire la somma stanziata per ore di straordinario è stata avanzata dalle
sigle e per motivi che vogliamo riassumere pubblicamente.
Negli anni passati è stato fatto un uso delle risorse stanziate nel fondo
per lo straordinario che hanno rasentato l’illegalità, contravvenendo a
quanto previsto dalla legge n. 66/2003.
Abbiamo sempre chiesto chiarimenti in merito alle autorizzazioni di ore che
nel 2009, ma anche nel 2010, hanno visto erogare somme consistenti che
somigliavano più a indennità sotto mentite spoglie che vero e proprio
straordinario. Oltretutto in media sono state date ore di straordinario solo
a poche unità, circa il 15% di 1093.
Per questo decidemmo che era ora di pretendere che la somma fosse decurtata
e riassegnata al fondo del salario accessorio e che venisse data come una
tantum insieme ai residui, così da rimanere in parte come straordinario
(quello effettivamente effettuato) e in parte – la più sostanziosa –
ridistribuito a tutto il personale.
Di € 261.844 quindi, solo € 61.844 sono stati destinati per lo straordinario
e € 200.000 al fondo salario accessorio da distribuire poi a tutti.
Questa scelta ha anche permesso di dare qualcosa a tutti coloro che hanno
perso, per colpa di scelte sbagliate fatte dall’Amministrazione nel 2010, la
possibilità di fare le progressioni economiche orizzontali.

Si è presentato subito un problema di controllo su come e a chi autorizzare
le ore richieste.
Intanto già a novembre 2010, prima dell’accordo, erano state pagate ore per
€ 19.722,30 a 31 unità, metà delle quali in due strutture. Rimanevano €
41.121,7, non poco per liquidare altre ore di straordinario.
Ovviamente dopo la firma dell’accordo molti hanno presentato entro il 31
gennaio richieste aggiuntive facendo salire quanto si sarebbe dovuto
stanziare per lo straordinario. Infatti, a detta dell’Amministrazione, oltre
ai € 41.121,7 sarebbero serviti altri € 180.000 per soddisfare tutte le
richieste.
Rileviamo che come al solito molti colleghi hanno applicato le logiche del
passato facendosi riconoscere ore che avevano in più da recuperare come ore
di straordinario. Il discorso che tutti l’hanno sempre fatto perché io non
devo, non regge e rende ancora più evidente il fatto che ormai ragioniamo
solo in modo qualunquistico per noi stessi e non vogliamo avere una visione
d’insieme.
Questo modo di pensare, se non verrà meno, ci indebolirà sempre di più nel
futuro quando ci saranno da fare scelte importanti, collettive e non
individuali.
Di fronte a questa situazione l’Amministrazione ha scelto in totale
autonomia dei criteri con cui liquidare le ore che lasciano perplessi. Si
escludono, per esempio, coloro che hanno richiesto meno di 40 ore perché
possono recuperare le ore, ma forse chi ha richiesto meno ore è stato onesto
e ha richiesto quelle che effettivamente aveva fatto.
In questo modo si è favorito chi ha presentato richieste per 150 ore e se ne
vedrà pagare il 60% e che magari erano semplicemente ore in più che aveva.
Non vogliamo dire che tutti coloro che hanno richiesto numeri alti di ore
abbiano utilizzato il ragionamento sopra citato, ma essendo la richiesta
così generalizzata possono sorgere dubbi spontanei non facilmente
confutabili.
Non si comprende poi in quale misura, in relazione all’attuazione del piano
di risanamento, si sia operato in deroga ai criteri citati nella
comunicazione. Abbiamo chiesto, insieme alle altre sigle, la lista di tutte
le ore liquidate.
La cosa grave, che abbiamo condannato, è che questi criteri siano stati
scelti dall’Amministrazione senza il minimo coinvolgimento delle OO.SS. e
della RSU e solo a cose fatte ci sia stato comunicato.
Qui si entra nel secondo problema, che riteniamo di natura comunicativa.
Come si può mandare una comunicazione a cose fatte alle OO.SS. e stupirsi se
intervengono sull’accaduto? Questa modalità di rapporto diventa stancante e
crea tensione quando invece si dovrebbe dimostrare di cercare di stemperare
gli animi. Maggiore coinvolgimento potrebbe aiutare tutti a comprendere, e a
noi a spiegare, che se c’è un ritardo questo è dovuto a carichi eccessivi di
lavoro di nostri colleghi e non al fatto che qualcuno ha meno voglia di
lavorare di altri.
Maggiore coinvolgimento aiuterebbe ad evitare questa continua tendenza
all’accusa, migliorando il lavoro quotidiano di tutti noi. Deve essere
ripristinato un clima di dialogo fra colleghi, a prescindere dalle azioni
dell’Amministrazione, e questo può avvenire solo con la nostra volontà, non
può essere imposto.
Intanto quest’anno per non ripetere gli stessi errori viene bloccato
qualsiasi pagamento in attesa di stabilire criteri condivisi.
L’impegno assunto è stato quello di presentare anche noi, come parte
sindacale, una proposta di definizione dei criteri per la remunerazione
dello straordinario. Possiamo ipotizzare per ora che si potrebbero pagare
ore sulle esigenze di alcune strutture, ma solo dopo che vi sia stato un
confronto con dati (e non chiacchiere!), lasciando invece fruibile in modo
“libero”, sempre secondo regole, un’altra parte del fondo per esigenze che
si presentassero in modo straordinario.

Siena 13 aprile 2011

Il coordinamento della RdB/USB Università di Siena

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