Qual’è la posta in gioco!

Leggiamo con grande rabbia ed amarezza quanto scritto dal Rettore in seguito
alla contrattazione di mercoledì 6 aprile 2011.
Non condividiamo assolutamente la scelta dell’Amministrazione di procedere
imponendo unilateralmente un contratto in base all’art. 40 comma 3-ter della
legge 165/2001.


Non sussistono i presupposti per utilizzare l’articolo di legge citato,
visto che, di fatto, l’Amministrazione non ha rispettato quanto previsto
dalla legge stessa e dal CCNL, in merito a tempi e procedure per la
sottoscrizione di contratti integrativi.

Come RdB/USB abbiamo in più occasioni cercato di chiudere la questione, che
si trascina ormai da mesi e che blocca tutta la contrattazione integrativa.
Abbiamo sempre cercato di ottenere maggiori tutele per i CEL nei limiti di
quanto previsto dalla legge e dal CCNL. Chiarendo che per noi la
sottoscrizione dell’ipotesti di contratto sarebbe definitiva solo dopo un
referendum con le lavoratrici ed i lavoratori.
Poca volontà, però, c’è stata in questi mesi fra le sigle nel gestire in
modo trasparente questa complessa partita e poca chiarezza da parte dei CEL
con tutte le sigle sindacali.

La situazione dei CEL a livello nazionale è molto complessa ed è stata
gestita male nelle contrattazioni nazionali, lasciando di fatto, a livello
d’Ateneo, la ricerca di soluzioni che spesso si risolvono con dispendiose
cause davanti al giudice del lavoro.
A Siena abbiamo vissuto, inoltre, la difficoltà di fare i conti con la
situazione economica che limita molto la possibilità di ottenere risorse che
possano mantenere i livelli contrattuali del 2006, accordi che noi non
abbiamo firmato.
Si devono, quindi, fare scelte difficili ma chiare, che non chiudano i
lavoratori nell’angolo della imposizione di atti unilaterali che tutelano
meno i colleghi coinvolti e che sollevano di fatto le sigle da qualsiasi
responsabilità. Non aver trovato compromessi definitivi sul tavolo per la
rigidità delle  parti apre una stagione che non si ripercuoterà solo sui CEL
ma rischia di toccare, di riflesso, tutto il resto del personale tecnico
amministrativo.

In questa situazione far passare il precedente di poter imporre atti
unilaterali ci sembra una soluzione gravissima.
Non va confusa la natura del salario accessorio del personale tecnico
amministrativo con il salario integrativo dei CEL, hanno origini diverse e
declinazioni contrattuali differenti. Sul salario accessorio non ci sarà da
contrattare l’entità del fondo ma come si spende e quali forme di incentivo
vadano previste. Sarà un percorso di confronto intenso in cui ci giochiamo
molto ma dovremo saper capire i pro e i contro che riguardano tutti e non i
pochi.

Si è palesata mercoledì l’incapacità (o gioco delle parti?) di chi sedeva
dalla parte sindacale a saper gestire i rapporti con l’Amministrazione.
Se questo è accaduto per 40 persone: cosa capiterà quando la posta sarà il
salario accessorio di 1093 dipendenti?
Abbiamo, come RdB/USB, cercato sempre di muoverci nell’interesse dei
lavoratori, mettendo da parte dubbi e perplessità di altre posizioni, ma
questo non è stato abbastanza. Spesso sembra che fare sindacato sia per
alcuni una questione di autoreferenzialità, per noi è una lotta per tutelare
nel miglior modo quei diritti che la riforma Brunetta, di fatto, ha
ristretto.
La possibilità degli atti unilaterali è frutto di quella maledetta riforma
che deve ancora caderci addosso per intero, ma che sta già mostrando le sue
prime derive autoritarie. E se da parte sindacale non si riescono a cogliere
questi rischi e si presta il fianco all’Amministrazione si danneggiano solo
i lavoratori.

Esprimiamo tutto il nostro sconforto per la situazione che si è venuta a
creare perché ci mette di fronte alle difficoltà nelle quali ci muoviamo noi
di RdB/USB, che NON ABBIAMO LA POSSIBILITÀ DI FARE ASSEMBLEE, ABBIAMO
RISORSE LIMITATE E NON ABBIAMO PERMESSI SINDACALI che ci permettano di fare
contrattazioni infinite, questo grazie a leggi vecchie scritte da sigle
“forti”, che cercano di mettere nell’angolo chi fa sindacato non per
professione ma per tutelare davvero i lavoratori.

Noi non vogliamo che le energie che mettiamo nell’attività sindacale vengano
gettate al vento per motivi strumentali.
L’Amministrazione ha tutto l’interesse a metterci in difficoltà, la cosa
grave è che noi abbiamo dimostrato che le sigle sindacali sono capaci di
mettersi in difficoltà da sole, e proprio nel momento in cui si deve essere
forti.

Ora BASTA! Diciamo BASTA! alle altre sigle di questo Ateneo. Diciamo BASTA!
al Rettore e al Direttore Amministrativo: noi di RdB/USB non ci stiamo a
veder tritare i diritti per un gioco al massacro.
CHIEDIAMO A TUTTI I COLLEGHI di sostenerci e pretendere dalle proprie sigle
sindacali rispetto e coinvolgimento.

Noi, RDB/USB, abbiamo voglia di mettere in discussione gli schemi del
passato e ci assumeremo, con chi vorrà farlo insieme a noi, la
responsabilità di grandi doveri verso tutte le lavoratrici ed i lavoratori.
Va aperta una nuova stagione di confronto diretto con i lavoratori che metta
in discussione vecchi schemi sindacali/clientelari che non servono più. Chi
ha voglia di mettere in discussione gli schemi del passato deve prendersi la
responsabilità di assumersi in prima persona grandi doveri.

Siena 8 aprile 2011

Coordinamento RdB/USB Università di Siena

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