Monthly Archives: aprile 2011

Remare sembra inutile se la bussola non è buona

Nella contrattazione del 12 aprile u.s., l’Amministrazione ci ha proposto delle linee guida sulla mobilità del personale tecnico amministrativo che se approvate farebbero decadere il regolamento vigente e renderebbero le regole sulla mobilità molto, troppo, flessibili. Noi abbiamo contestato il superamento del regolamento vigente in Ateneo, ma di fronte alla non volontà di spiegare perché sarebbe troppo rigido e superato, abbiamo accettato di aprire un confronto sulla materia, per non incorrere in un’inutile polemica sterile.

Il testo proposto dall’Amministrazione non ci ha convinto, è davvero troppo poco chiaro. Oltre a questo però c’è la anche la questione di non mettere sullo stesso piano la mobilità interna ed esterna, mentre sulla prima è necessario un regolamento, sulla seconda va aperta una discussione ampia, che non si può ridurre ad un incontro e ad un articolo, ma che delinei un progetto chiaro che porti alla firma di un protocollo d’intesa.

Non condividendo quindi, l’impostazione della discussione, nella seduta abbiamo proposto di avanzare un testo di regolamento alternativo entro venerdì 15 aprile. Con mail al Rettore, al Direttore Amministrativo e alle sigle sindacali abbiamo confermato l’impegno assunto dichiarando che saremmo partiti dal regolamento approvato dall’università Statale di Milano in data 31.12.2010, testo molto recente ed interessante.

Lavorando sulla materia ci siamo imbattuti nel regolamento dell’università di Bologna dove lavorava fino al 2009 il Direttore Amministrativo Fabbro. Con grande stupore abbiamo visto che quello proposto a noi in seduta e quello di Bologna sono praticamente identici, per questo abbiamo scritto al Rettore chiedendo spiegazioni in merito. Finora non abbiamo ottenuto alcuna risposta. Di seguito vi forniamo i documenti citati:

regolamento vigente: NORME_MOBILI

regolamento proposto in contrattazione: Linee guida mobilità [2011_04]

regolamento dell’Università di Bologna: regolamentomobilita7

lettera di richiesta chiarimento: richiesta USB

regolamento proposto: REGOLAMENTO SULLA MOBILITASiena

Leggendo la nostra lettera potete comprendere il perché della nostra reazione. In questo momento questo Ateneo ha bisogno di chiarezza e condivisione non di operazioni di copia/incolla. Ci saremmo aspettati di più da chi vanta tanti anni di esperienza dirigenziale nella Pubblica Amministrazione. Vedremo se qualcuno ci risponderà.

Altra questione strettamente collegata alla mobilità interna è quella della organizzazione degli uffici dell’Amministrazione centrale. A marzo, è stata presentata ai colleghi, a noi e al CdA una nuova organizzazione che doveva essere applicata con celerità perché servivano interventi di rilancio e responsabilizzazione di molte divisioni. Furono commentate dettagliate tabelle, sembrava tutto pronto, e sembrava che con questa nuova organizzazione si sarebbe sopperito a tante criticità del nostro Ateneo. A distanza di un mese però nulla è successo, nessun incarico è stato dato agli EP ed è tutto fermo. Dov’è finita tutta la necessità di intervenire celermente?

A fronte della nostra richiesta di chiarimento nella seduta di contrattazione del 12 aprile ci è stato detto che si stanno ancora predisponendo gli atti, e definendo le competenze e le funzioni di ogni divisione. Tutto questo non era il caso di farlo prima e aspettare di dare l’impressione che fosse tutto pronto?

Di fatto con questa incomprensibile gestione non si risolvono i problemi dell’Amministrazione centrale, ma si aggravano. L’impressione è che si navighi senza bussola, eppure quella che abbiamo la paghiamo a caro prezzo. Noi continuiamo a fare la nostra parte, ma non sembra che davanti a noi sieda una parte pubblica che abbia la capacità di essere autorevole. Siamo al quarto Direttore Amministrativo ed ogni volta dopo qualche mese siamo costretti a fare un pesante bilancio. Gradiremmo davvero essere smentiti.

Siena 18 aprile 2011

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Accordo 11 aprile per il rinnovo RSU

Accordo 11 aprile per il rinnovo RSU:

NON BARATTIAMO LA DEMOCRAZIA SINDACALE CON GLI INTERESSI DI BOTTEGA DI SINDACATI COMPLICI

Nel mese di novembre 2010 si sarebbe dovuto procedere alla rielezione delle rappresentanze sindacali unitarie, RSU, unico organo di rappresentanza che permette alle lavoratrici ed ai lavoratori di esprimere col voto a quale organizzazione sindacale riconoscono la capacità di rappresentanza.

La mancata definizione nel 2010 dei criteri con i quali si sarebbe dovuto votare, anche a causa degli effetti della riforma Brunetta sulle relazioni sindacali e sui comparti del pubblico impiego, hanno permesso il rinvio.

Il Consiglio di Stato di recente ha sottolineato che non è costituzionalmente compatibile  protrarre all’infinito la possibilità di far esprimere attraverso il voto i lavoratori. Noi abbiamo a questo punto proposto di votare a novembre 2011.

La risposta è stata immediata, forse si vota il 5-7 marzo 2012, è stata individuata la data e si è guadagnato un ulteriore anno di rinvio, è questa la concezione di democrazia sindacale dei firmatari del protocollo.

Il problema non è quello di rinviare le elezioni di qualche mese, da novembre 2011, come richiesto da noi, a marzo 2012, ma farlo in questa fase assume un significato negativo proprio per la possibilità di esercitare il diritto al voto da parte dei lavoratori.

La vicenda Fiat, che ha devastato le relazioni sindacali nel privato, fa ormai scuola anche nel pubblico, dimostrandosi ben più pericolosa della pomposa riforma Brunetta. Il vero obiettivo strategico è non fare più le elezioni RSU nel pubblico, così come nel privato, attendendo la copertura del nuovo patto sociale che si propone di ridisegnare anche le relazioni sindacali nel paese.

Tale giudizio è giustificato dal fatto che il già richiamato parere del Consiglio di Stato, richiesto proprio dalla funzione pubblica, suggeriva di votare anche con i vecchi comparti, in mancanza dell’accordo sui nuovi, proprio per garantire l’esercizio del diritto di voto.

A seguito della definizione dei nuovi comparti, sempre il Consiglio di Stato, prevedeva la necessità di svolgere nuove elezioni RSU nella nuova realtà ordinamentale. Qualcosa di molto diverso della semplice apposizione di una data flessibile come previsto dal protocollo.

La realtà è che le organizzazioni sindacali firmatarie del protocollo, oltre ad essere di supporto alle scelte del nuovo patto sociale, al quale concorrono alacremente, temono di confrontarsi con i lavoratori sulle scelte finora fatte o non fatte.

Chi ha firmato l’accordo ha dato l’ennesima riprova dell’inaffidabilità sociale, sindacale e politica dimostrata in questi mesi

Le condizioni frapposte per giungere al voto sono: ridefinizione delle disposizioni particolari dell’articolo 19 del CCNQ, la definizione dei nuovi comparti, il regolamento per lo svolgimento delle elezioni.

Le nostre proposte di revisione neanche sono state considerate come terreno di confronto, evidentemente temono che possa diventare evidente che non hanno interesse alla democrazia sindacale ma ai loro interessi di bottega.

Perché tutto questo non è stato fatto nei mesi scorsi rimane un mistero che sarebbe opportuno che spiegassero ai lavoratori in una elezione rsu veramente democratica.

È evidente che non potevamo sottoscrivere la negazione del diritto di voto dei lavoratori pubblici così come è innegabile la necessità di una campagna in difesa della democrazia sindacale, e non solo sindacale, in questo paese.

a questo link il testo completo dell’accordo: Protocollo RSU (11 aprile 2011)

Liquidazione straordinario 2010 Problemi politici e comunicativi

Liquidazione straordinario 2010 Problemi politici e comunicativi
Riusciamo sempre, come Ateneo, a fare errori.

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Qual’è la posta in gioco!

Leggiamo con grande rabbia ed amarezza quanto scritto dal Rettore in seguito
alla contrattazione di mercoledì 6 aprile 2011.
Non condividiamo assolutamente la scelta dell’Amministrazione di procedere
imponendo unilateralmente un contratto in base all’art. 40 comma 3-ter della
legge 165/2001.

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