Il milleproroghe da un’ultima spallata agli atenei italiani, e ammazza quello di Siena

Il milleproroghe da un’ultima spallata agli atenei italiani, e ammazza quello di Siena

Passato ieri al Senato, il decreto milleproroghe non dovrebbe avere problemi alla Camera. Molti forse non sanno che negli anni passati fra le varie norme che venivano approvate con il decreto vi era anche quella che permetteva a molti atenei di abbattere una serie di costi sul personale che venivano sostenuti dalle università italiane.

In particolare veniva abbattuto un terzo del costo del personale convenzionato con il servizio sanitario regionale (che per noi è sempre nazionale). L’abbattimento di un terzo del costo di questo personale che svolge attività assistenziale permetteva agli Atenei di stare sotto il 90% del FFO, oppure, come nel caso di Siena di avvicinarsi molto a quella soglia. la cancellazione di questa norma getta in serio pericolo molti Atenei e chiarisce quale sia il progetto del governo sul sistema universitario nazionale. Dopo il grave attacco alla sua destrutturazione con l’approvazione della riforma Gelmini su proposta del MIUR, il Ministero dell’Economia e delle Finanze da l’ultima spallata.

La cancellazione di questa norma per Siena vuole dire non poter aggiungere in detrazione alle spese per il personale oltre 6 milioni di euro, e dubbi vi sono anche su altre convenzioni che potevano essere portate in detrazione, aggravando la posizione dell’Ateneo rispetto allo sforamento del 90% del FFO.

Ciò avrà conseguenze dirette sul progetto di rilancio d’Ateneo.

Chiediamo venga subito attivato un canale di confronto con il MEF e con il Governo perché venga ripristinata la norma.

La CRUI, a cui paghiamo fior di contributi, intervenga su questo invece di preoccuparsi delle indennità rettorali.

Non basta però inserire di nuovo la norma, si deve avere anche il coraggio di trovare nuove soluzioni che tutelino davvero il personale universitario in convenzione superando questa impasse che si presenta ogni anno con il decreto mille proroghe.

Di fatto oltre allo sconto che può essere importante per le università, c’è il regalo che riceve ogni anno il Servizio Sanitario Regionale: unità di personale che costano poco, lavorano come i colleghi della sanità, ma con molte meno tutele.

Va attivato, e lo rivendichiamo, un tavolo di confronto con i Ministeri dell’università, dell’economia e della salute, con la conferenza delle Regioni e le OO.SS. per superare questa indeterminatezza.

Siena 17 febbraio 2011

 

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