Monthly Archives: febbraio 2011

Il milleproroghe da un’ultima spallata agli atenei italiani, e ammazza quello di Siena

Il milleproroghe da un’ultima spallata agli atenei italiani, e ammazza quello di Siena

Passato ieri al Senato, il decreto milleproroghe non dovrebbe avere problemi alla Camera. Molti forse non sanno che negli anni passati fra le varie norme che venivano approvate con il decreto vi era anche quella che permetteva a molti atenei di abbattere una serie di costi sul personale che venivano sostenuti dalle università italiane.

In particolare veniva abbattuto un terzo del costo del personale convenzionato con il servizio sanitario regionale (che per noi è sempre nazionale). L’abbattimento di un terzo del costo di questo personale che svolge attività assistenziale permetteva agli Atenei di stare sotto il 90% del FFO, oppure, come nel caso di Siena di avvicinarsi molto a quella soglia. la cancellazione di questa norma getta in serio pericolo molti Atenei e chiarisce quale sia il progetto del governo sul sistema universitario nazionale. Dopo il grave attacco alla sua destrutturazione con l’approvazione della riforma Gelmini su proposta del MIUR, il Ministero dell’Economia e delle Finanze da l’ultima spallata.

La cancellazione di questa norma per Siena vuole dire non poter aggiungere in detrazione alle spese per il personale oltre 6 milioni di euro, e dubbi vi sono anche su altre convenzioni che potevano essere portate in detrazione, aggravando la posizione dell’Ateneo rispetto allo sforamento del 90% del FFO.

Ciò avrà conseguenze dirette sul progetto di rilancio d’Ateneo.

Chiediamo venga subito attivato un canale di confronto con il MEF e con il Governo perché venga ripristinata la norma.

La CRUI, a cui paghiamo fior di contributi, intervenga su questo invece di preoccuparsi delle indennità rettorali.

Non basta però inserire di nuovo la norma, si deve avere anche il coraggio di trovare nuove soluzioni che tutelino davvero il personale universitario in convenzione superando questa impasse che si presenta ogni anno con il decreto mille proroghe.

Di fatto oltre allo sconto che può essere importante per le università, c’è il regalo che riceve ogni anno il Servizio Sanitario Regionale: unità di personale che costano poco, lavorano come i colleghi della sanità, ma con molte meno tutele.

Va attivato, e lo rivendichiamo, un tavolo di confronto con i Ministeri dell’università, dell’economia e della salute, con la conferenza delle Regioni e le OO.SS. per superare questa indeterminatezza.

Siena 17 febbraio 2011

 

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quali regole per il CdA?

Le sottoscriventi OO.SS. vengono a conoscenza di un fatto che reputano gravissimo per più aspetti: l’istituzione di una commissione per vagliare le opportunità di mobilità del personale tecnico amministrativo.

Le ragioni per cui reputiamo la cosa di una gravità inaudita possono essere così riassunte:

1. Sui tavoli di contrattazione si continua da parte dell’Amministrazione a sostenere la volontarietà della mobilità e contestualmente a non fare niente per favorirla.

2. Nessuna menzione di tale commissione è stata fatta nelle sedute di contrattazione, l’ultima del 14 febbraio, né si conoscono i criteri utilizzati per la scelte dei suoi componenti, né il mandato.

3. La notizia della formazione di tale commissione proviene da un cosiddetto “preconsiglio”, svoltosi in data 10 febbraio, cioè da riunioni che niente hanno di istituzionale, convocate dal Rettore e dal Direttore Amministrativo qualche giorno prima delle sedute ufficiali del Consiglio di Amministrazione.

Soprattutto su questo ultimo punto gravano forti sospetti di illegittimità in quanto appare assai discutibile che i Consiglieri di Amministrazione intervengano ad un consesso informale, in cui non v’è chiarezza sulle materie oggetto di discussione e di cui non rimane traccia né verbale né scritta e durante il quale vengono evidentemente prese decisioni operative in assenza anche di Consiglieri che, pur invitati, potrebbero non intervenire.

Le OO.SS. denunciano in maniera dura la totale illegittimità di questa pratica e chiedono che venga immediatamente interrotta, riconducendo nella legalità, ufficialità e nei pieni poteri il Consiglio di Amministrazione il cui funzionamento, fra l’altro, è oggetto di un apposito regolamento (http://www.unisi.it/dl2/20100618115900695/Reg_Funz_Consiglio_Amministrazione_.pdf ),

che non fa cenno diretto né indiretto alla possibilità di instaurare una prassi del genere.

Siena 16 febbraio 2011

CISAL, CISAPUNI, CISL, RdB/USB, UGL, UIL-RUA

pubblichiamo comunicato del collettivo DAS sul riordino didattico

Pubblichiamo di seguito un comunicato del collettivo DAS sul riordino della didattica.  Riteniamo che colga e sottolinei dei punti interessanti che gettano ombre anche sul percorso che contraddistinguerà la riscrittura dello statuto.

Sul riordino didattico

Pubblicato da Nikola
Siena, 10 febbraio 2011
Il DAS – Dimensione Autonoma Studentesca vuole rivolgersi ancora una volta alla cittadinanza per farle comprendere la gravità dei fatti che si stanno susseguendo all’interno dell’Università di Siena. Sembra infatti che quel muro che, per anni, ha separato “ciò che succede dentro” da “ciò che succede fuori” l’Università, dopo essere stato abbattuto dal “buco” si stia di nuovo manifestando, impedendo a coloro che per primi subiranno le conseguenze delle decisioni prese, ossia l’intera Città, di capire cosa stia succedendo.
Non si tratta infatti di bloccare un Consiglio di Facoltà, peraltro illegittimo. Non si tratta di una nuova impostazione dei Corsi di Laurea, né del giudizio politico verso l’amministrazione o il governo. No, si tratta della stessa sopravvivenza dell’Ateneo senese, e quindi dell’indotto economico, sociale e culturale che fonda, in gran parte, la nostra città. Ma cosa sta succedendo?
Il Ministero ha posto, negli anni, dei “requisiti minimi” che devono essere rispettati dalle varie Università statali per aprire i corsi di laurea. Sono requisiti estremamente proibitivi, conseguenti all’indirizzo politico (trasversale) del Ministero negli ultimi dieci anni, e che vincolano i corsi al numero di docenti di ruolo e di studenti presenti. Questo è un fatto. Un altro fatto è che il nostro Ateneo vive una crisi economica senza precedenti, gravissima e per la quale siamo costretti non solo a ridimensionare servizi e offerte, ma anche e soprattutto a trovare idee innovative per uscire dalla crisi e attrarre studenti e studiosi che possano ricostruire le fondamenta di questa nostra travagliata Università di Siena. E questa è un’innegabile verità.
Il problema è che ancora una volta a predominare nella definizione di un nuovo progetto di Università sono le logiche baronali, gli interessi di quei docenti che hanno avuto troppo peso dentro l’Ateneo e che, adesso che la barca sta per affondare, cercano di mantenere tutti i loro privilegi a discapito dell’interesse comune, nostro e vostro. Il problema è che si sono tenute pochi mesi fa le elezioni a Rettore, e adesso, come ogni volta che si dà tale votazione, la collettività deve pagare il prezzo delle promesse elettorali fatte. Potete pensare che non sia così, ma allora come spiegare i fatti che si stanno dando in queste settimane, relativamente (ma è solo un esempio) al riordino didattico?
Poniamoci alcune domande – e le poniamo, contestualmente, al Rettore Riccaboni. Come mai nessuno ha pensato di accorpare le due Facoltà di Lettere – Siena e Arezzo – che rimarranno separate offrendo dei corsi di laurea vuoti e inutili, addirittura in parte speculari? E’ sicuramente giusto mantenere l’investimento accademico su Arezzo, ma come è possibile che il nostro Ateneo, con il dissesto ben noto e i limiti di docenza posti dal Ministero, possa anche solo lontanamente pensare di tenersi due Facoltà di Lettere? E come si può pensare di costituire a Grosseto un polo interfacoltà che coinvolga Economia, Giurisprudenza, Scienze Politiche e Lingue? A Grosseto? Ed è tollerabile che tutto ciò avvenga nel chiuso della stanza dei bottoni del Rettore e del Direttore Amministrativo, con i bigi presidi delle Facoltà che non solo negano l’evidenza dei fatti, ma addirittura tacciono ai propri colleghi la realtà e le finalità di questo disegno?
Il DAS spera di sbagliarsi, spera che tutto questo non sia una manovra per estinguere dall’Ateneo di Siena il comparto umanistico – che difficilmente troverebbe finanziatori privati – per mantenere solo quelle Facoltà che potranno essere allettanti all’investimento del privato. Il DAS spera che dietro il mancato accorpamento di Lettere Siena e Arezzo non ci siano questioni “elettorali” e
baronali. Il DAS spera davvero che qualcuno, in Rettorato, stia disegnando il futuro di questa Università con la lungimiranza del rilancio, e non con il mero terrore del commissariamento!
Detto questo, resta per noi incomprensibile come il preside di Lettere, Roberto Venuti, possa continuare la discussione sul progetto di riordino didattico della Facoltà senza aver preso in considerazione, nei progetti, l’esito di un eventuale accorpamento con Arezzo, e addirittura minacciando le dimissioni qualora il suo progetto di riordino non venisse approvato dal prossimo Consiglio di Facoltà. Ed è altrettanto incomprensibile come il preside di Arezzo, Walter Bernardi, possa portare avanti la sua scelta senza alcun confronto con gli studenti, aretini e senesi, e con la cittadinanza tutta.
Per questi motivi richiediamo ai presidi Venuti e Bernardi di indire, entro mercoledì prossimo, un’assemblea congiunta delle Facoltà di Lettere di Siena e Arezzo, aperta all’intera comunità accademica e alla cittadinanza, in cui illustrare a tutti i motivi per cui non si è lavorato per un accorpamento che salverebbe le due Facoltà dalla chiusura, prossima e certa. Richiediamo al Rettore Riccaboni di indire immediatamente gli Stati Generali dell’Università, seguendo ciò che egli stesso aveva promesso in campagna elettorale, in modo da realizzare un progetto di riordino didattico e rilancio dell’Ateneo che sia condiviso e trasparente.
Qualora anche quest’ultimo appello alla razionalità cadesse nel vuoto, il DAS si adopererà in ogni modo possibile per evitare l’approvazione del folle progetto di riordino didattico, e per far dimettere dai loro incarichi persone che, evidentemente, non sono all’altezza della situazione.
Non permetteremo mai che il nostro Ateneo soccomba all’interesse di baroni e politicanti. E’ la Città che non deve permetterlo!!
DAS – Dimensione Autonoma Studentesca

 

DIRETTORE AMMINISTRATIVO STIPENDIO ERRATO ORA CHIEDIAMO LA RESTITUZIONE

DIRETTORE AMMINISTRATIVO STIPENDIO ERRATO ORA CHIEDIAMO LA RESTITUZIONE

Sono due mesi che continuiamo a chiedere chiarezza sull’inquadramento stipendiale del Direttore Amministrativo.

Abbiamo citato più volte il decreto interministeriale 23 maggio 2001 (http://attiministeriali.miur.it/anno-2001/maggio/di-23052001.aspx),

e sulla base di quanto previsto abbiamo sempre sostenuto che la fascia stipendiale fosse eccessiva.

Nessuno ha mai risposto, ma intendiamo approfondire la questione perché riteniamo di essere di fronte a comportamenti superficiali gravi, che vanno sottolineati.

Il Collegio dei Revisori dei Conti ha controllato il contratto prima della sua presentazione in Consiglio di Amministrazione e non ha ravvisato elementi di errore? Sono solerti nel controllare ogni virgola che riguarda il personale tecnico amministrativo possibile, ma sono distratti su altri fronti. Questa disattenzione è l’ultimo colpo di coda di un Collegio che fortunatamente non c’è più, essendo stato sostituito nel novembre 2010. Tuttavia la cosa rimane grave.

Lo stesso Direttore Amministrativo con tanta esperienza non ha ravvisato elementi di dubbio e questo dispiace perché forse ci vuole maggiore attenzione anche sulle proprie questioni economiche vista la condizione di default dell’Ateneo.

Chiediamo la rideterminazione della fascia stipendiale e la restituzione di quanto percepito nei tre mesi passati. A noi viene tolto unilateralmente senza preavviso, e ora vogliamo vedere la stessa tempestività.

Chiediamo inoltre la verifica su quanto percepito dai due Direttori Amministrativi precedenti, Dott. Miccolis e Prof. Barretta, e la restituzione delle somme percepite in più se vi fossero elementi di irregolarità anche nei precedenti contratti.

I soldi che verranno risparmiati vengano utilizzati per borse di studio a favore degli studenti. Ogni euro risparmiato va dirottato per quelle finalità. Senza studenti non abbiamo ragione di esistere.

Siena 4 febbraio 2011

CISAPUNI, CISAL, CISL, RdB/USB, UGL, UIL RUA

APPELLO UNITARIO PER UNA RIFORMA DEMOCRATICA DELLA GOVERNANCE

appello-del-personale-docente-e-tecnico-amministrativo-su-governance

Le sottoscriventi OO.SS., in rappresentanza del personale docente  e tecnico amministrativo dell’Università degli Studi di Siena, promuovono una raccolta firme rivolta a tutto il personale, da presentare a Rettore, Consiglio di Amministrazione e Sentao Accademico, nella seduta seminariale del C.d.A. sulla “Governance” e sul progetto di “rilancio di Ateneo”, del 15 febbraio 2011.

CHIEDIAMO TUTTI INSIEME UN PERCORSO TRASPARENTE PER UNA RIFORMA DEMOCRATICA E PARTECIPATA DELLA GOVERNANCE NEL NOSTRO ATENEO.

RSU D’ATENEO, FLC-CGIL, CISL-UNIVERSITA’, UIL-RUA, RdB/USB, UGL, CISAL, CISAPUNI, ANDU, CIPUR

Di seguito il testo dell’appello, che potrete

sottoscrivere presentando un documento d’identità, rivolgendovi

al vostro referente sindacale presente nella

vostra struttura di appartenenza, entro il 14 febbraio 2011.

APPELLO DEL PERSONALE DOCENTE E TECNICO AMMINISTRATIVO DELL’UNIVERSITA’

DEGLI STUDI DI SIENA PER UNA RIFORMA DEMOCRATICA DELLA GOVERNANCE

La “riforma Gelmini”, legge n.240/2010, impone a tutti gli Atenei la riscrittura di nuovi Statuti entro i prossimi 6 mesi, da una commissione composta da 12 componenti designati dai Senati accademici e dai Consigli di Amministrazione.

I sottoscritti chiedono che il Rettore, il Consiglio di Amministrazione e il Senato Accademico, per i compiti che gli concede la legge, si impegnino affinché il percorso per la definizione della nuova governance sia a garanzia di una rappresentanza democratica e partecipata,  e non prescinda dai seguenti punti:

– la “commissione dei 15” deputata alla stesura del nuovo statuto, nei limiti imposti dalla legge, sia una commissione assolutamente paritetica nel rispetto delle componenti universitarie;

– i componenti siano individuati su base elettiva;

Auspichiamo che questo appello venga accolto e che sia il principio di un percorso democratico e partecipato per le definizione dei nuovo assetti istituzionali, affinché la costruzione dei nuovi organismi non sia solo un atto dovuto all’applicazione della nuova Legge di riforma universitaria

fine a sé stesso, ma un reale strumento per una nuova Governance capace di rispondere adeguatamente al nuovo piano di risanamento e di riprogettazione del nostro Ateneo.

RSU D’ATENEO, FLC-CGIL, CISL-UNIVERSITA’,

UIL-RUA, RdB/USB, UGL, CISAL, CISAPUNI, ANDU, CIPUR

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