Perché non riusciamo a risparmiare dove si potrebbe

Perché non riusciamo a risparmiare dove si potrebbe

Tagliano il nostro salario accessorio, lo vedrete in busta paga, ma spendono per se stessi.

La CRUI, associazione privata, che rappresenta una parte consistente dei Rettori delle università italiane negli anni passati ha pensato bene di istituire una indennità per i Rettori. All’epoca era presidente il nostro Rettore Piero Tosi. Ora premesso che ci costa € 18.000 essere associati alla CRUI, credete sia giusto che si prenda per legge l’istituzione di una indennità creata da un’associazione privata?

Noi crediamo di no. Crediamo che € 33.000 lorde di indennità all’anno al Rettore Riccaboni si possano risparmiare, ma anche che si possa risparmiare la quota associativa per la CRUI

Nelle pubbliche amministrazioni chi dirige il bene pubblico ha diritto ad una serie di strumenti di servizio che gli vengono pagati con i soldi pubblici. Si include in questo elenco per esempio il cellulare di servizio. Quello che nessuno si è mai preoccupato di chiarire o di disciplinare è se esiste un tetto alla spesa che può essere sostenuta per questo genere di strumenti, e ogni quanto si possono cambiare. Crediamo che in un’università come la nostra, nelle condizioni della nostra, si potrebbe spendere al massimo, per esempio, per un cellulare di servizio € 150. Se poi la persona che beneficia di questo diritto vuole spendere di più mette al differenza di tasca propria. Questo a nostro avviso sarebbe un comportamento corretto.

Costo del cellulare di servizio del Rettore: € 807,60

(Barack Obama ha un blackberry da € 247 ed è il presidente degli Stati Uniti)

Esistono quattro fasce retributive previste dal decreto interministeriale 23 maggio 2001 per i Direttori Amministrativi delle università.

Per determinare la fasce si devono rispettare 3 parametri su 5 (numero dipendenti, corsi attivati, valore FFO, numero studenti, presenza facoltà di medicina). Ora, l’Ateneo di Siena potrebbe rientrare in diverse fasce perché dipende da dove si vuole far pesare la presenza della facoltà di medicina che viene inteso come parametro “ballerino”.

Ci chiediamo come mai il nostro Direttore Amministrativo abbia ritenuto corretto chi gli venisse attribuita la fascia retributiva più alta.

Stipendio direttore Amministrativo: € 147.523,00 (Tabellare) + € 29.504,62 (Indennità di risultato) = € 177.027,62

Chissà quante altre voci potremmo trovare se solo volessimo risparmiare davvero.

Quanti soldi abbiamo buttato in cellulari, o altri strumenti di servizio?

I soldi che si risparmieranno da queste tre voci chiediamo vengano utilizzati per borse di dottorato.

Ci sembra che rispetti la finalità di un’università quella di spendere per il diritto allo studio.

Potete non rispondere, fare finta di niente, o giustificarvi, ma non potete negare i fatti, quelli no.

Ad oggi, dopo tre anni di “buco” c’è ancora chi predica bene ma razzola male, chiedete sacrifici a noi ma non date il buon esempio.

Siena 25 gennaio 2011

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