Monthly Archives: gennaio 2011

LE SEDIE (versione completa)

LE SEDIE

All’università di Siena, si sa, siamo fantasiosi.

Nuovo Direttore Amministrativo, nuove idee in fatto di organizzazione. Ormai siamo abituati a sorprese di ogni genere, tuttavia mai abbiamo assistito ad una tale mancanza di chiarezza del progetto generale né ad un simile atteggiamento arrogante caratterizzato da accuse gratuite di presunte inadempienze e incapacità passate, minacce di ordini di servizio, ecc.

Per cercare di spiegarvi cosa avverrà a breve nel nostro Ateneo, questa volta, useremo toni più leggeri del solito, perché vogliamo alleviare le tensioni cui tutti noi siamo ormai da troppo tempo sottoposti e soprattutto vogliamo risollevare l’umore appesantito dalle ultime decisioni assunte dai vertici dell’Ateneo.

Ecco una nostra interpretazione scherzosa dell’ultima trovata, in fatto di organizzazione del lavoro, che l’Amministrazione è in procinto di realizzare.

A breve verrà istituito ufficialmente il “gioco delle sedie” per scegliere chi dovrà andare a ricoprire un posto vacante in un ufficio o in una struttura. E’ un gioco antico e ben noto a tutti: la musica suona e quando smette, chi resta in piedi esce dal gioco.  Le varianti possono essere molteplici e, qui a Siena, si pensa già di proporre quella dell’ordine di servizio: interrotta la musica chi rimarrà in piedi deve piegarsi alla destinazione assegnatagli dal Direttore Amministrativo e se rifiuta parte l’ordine di servizio e viene trasferito nell’ufficio.

Ci sono poi diverse categorie di gioco che prevedono accesso limitato e regole particolari.

Categoria EP: unico caso in cui vi sono più sedie che giocatori e dove potrà capitare che ne venga aggiunta un’altra ancora per rendere il gioco più gratificante. Quando la musica cessa non basta sedersi ma occorre sdraiarsi per occupare più sedie possibili (i giocatori di alta statura sono favoriti!).

Categoria segretari amministrativi: in questo caso vi sono più giocatori che sedie e la lotta si fa dura. E’ previsto persino l’intervento di qualche EP in qualità di arbitro (uno ogni x segretari) allo scopo di “coordinare” eventuali sgambetti e trucchi che potranno verificarsi.

Categoria bibliotecari: il gioco si arricchisce di un’ulteriore variante perché si gioca su turni. In questo modo si crea la finta illusione di poter vincere più facilmente perché nei turni pomeridiani e serali i partecipanti sono in numero minore. In verità però questa variante prevede che vince chi rimane senza sedia mentre chi si siede viene obbligato a “giocare” sempre nei turni più disagiati e con sempre meno colleghi … insomma perde sempre!

Vista la consistenza della categoria B-C-D è stata prevista la divisione della stessa in due sotto-categorie omogenee.

Categoria B-C-D afferenti ai dipartimenti: in questo caso non sono i giocatori che si muovono, ma i direttori di dipartimento che spostano le sedie e decidono chi esce da gioco.

Categoria B-C-D dell’amministrazione centrale: in questo caso le danze saranno dirette dagli EP, d’intesa con il Direttore d’orchestra. Gli EP, ai quali per altro non si richiede di avere competenze specifiche se non di saper coordinare, sposteranno interi gruppi di colleghi.

Categoria CEL: l’esistenza stessa di questa categoria è messa in discussione da parte dell’Amministrazione centrale, sembra a causa dell’alto grado di autonomia organizzativa dimostrata dai CEL. L’amministrazione ha tentato di vietare che si svolga il gioco fra di loro, prima tagliando una gamba da ogni sedia, poi togliendo la musica. I CEL non possono perdere ne vincere, sono stati di fatto esclusi.

Pensavamo di aver assistito a tutto ormai, ma all’Ateneo senese evidentemente la realtà ormai supera la fantasia: Miccolis è un ricordo quasi burlesco, Barretta un intermezzo semiserio e immobile, e adesso al potere è arrivata la fantasia.

Non possiamo accettare l’idea che per realizzare un grande cambiamento ci vuole il tempo che ci vuole, pretendiamo la condivisione di un progetto di rilancio dell’organizzazione, subito, chiaro e trasparente.

Un approccio manageriale che miri solo a ottenere risultati soddisfacenti nell’immediato può risultare addirittura dannoso per l’organizzazione a medio/lungo termine. Speriamo che questo non sia l’intento dei nostri nuovi vertici.

I toni minacciosi li rispediamo al mittente, state sbagliando metodo e aggraverete solo di più la situazione.

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Perché non riusciamo a risparmiare dove si potrebbe

Perché non riusciamo a risparmiare dove si potrebbe

Tagliano il nostro salario accessorio, lo vedrete in busta paga, ma spendono per se stessi.

La CRUI, associazione privata, che rappresenta una parte consistente dei Rettori delle università italiane negli anni passati ha pensato bene di istituire una indennità per i Rettori. All’epoca era presidente il nostro Rettore Piero Tosi. Ora premesso che ci costa € 18.000 essere associati alla CRUI, credete sia giusto che si prenda per legge l’istituzione di una indennità creata da un’associazione privata?

Noi crediamo di no. Crediamo che € 33.000 lorde di indennità all’anno al Rettore Riccaboni si possano risparmiare, ma anche che si possa risparmiare la quota associativa per la CRUI

Nelle pubbliche amministrazioni chi dirige il bene pubblico ha diritto ad una serie di strumenti di servizio che gli vengono pagati con i soldi pubblici. Si include in questo elenco per esempio il cellulare di servizio. Quello che nessuno si è mai preoccupato di chiarire o di disciplinare è se esiste un tetto alla spesa che può essere sostenuta per questo genere di strumenti, e ogni quanto si possono cambiare. Crediamo che in un’università come la nostra, nelle condizioni della nostra, si potrebbe spendere al massimo, per esempio, per un cellulare di servizio € 150. Se poi la persona che beneficia di questo diritto vuole spendere di più mette al differenza di tasca propria. Questo a nostro avviso sarebbe un comportamento corretto.

Costo del cellulare di servizio del Rettore: € 807,60

(Barack Obama ha un blackberry da € 247 ed è il presidente degli Stati Uniti)

Esistono quattro fasce retributive previste dal decreto interministeriale 23 maggio 2001 per i Direttori Amministrativi delle università.

Per determinare la fasce si devono rispettare 3 parametri su 5 (numero dipendenti, corsi attivati, valore FFO, numero studenti, presenza facoltà di medicina). Ora, l’Ateneo di Siena potrebbe rientrare in diverse fasce perché dipende da dove si vuole far pesare la presenza della facoltà di medicina che viene inteso come parametro “ballerino”.

Ci chiediamo come mai il nostro Direttore Amministrativo abbia ritenuto corretto chi gli venisse attribuita la fascia retributiva più alta.

Stipendio direttore Amministrativo: € 147.523,00 (Tabellare) + € 29.504,62 (Indennità di risultato) = € 177.027,62

Chissà quante altre voci potremmo trovare se solo volessimo risparmiare davvero.

Quanti soldi abbiamo buttato in cellulari, o altri strumenti di servizio?

I soldi che si risparmieranno da queste tre voci chiediamo vengano utilizzati per borse di dottorato.

Ci sembra che rispetti la finalità di un’università quella di spendere per il diritto allo studio.

Potete non rispondere, fare finta di niente, o giustificarvi, ma non potete negare i fatti, quelli no.

Ad oggi, dopo tre anni di “buco” c’è ancora chi predica bene ma razzola male, chiedete sacrifici a noi ma non date il buon esempio.

Siena 25 gennaio 2011

RdB/USB università partecipa allo sciopero generale del 28 gennaio 2011

Care colleghe e cari colleghi

La struttura RdB/USB Università di Siena vuole condividere con voi la decisione di partecipare allo sciopero generale del pubblico impiego del 28 gennaio 2011, indetto dalla confederazione COBAS, altra sigla del sindacalismo di base, che da la possibilità a tutte/i di poter stare davvero accanto a chi oggi subisce attacchi molto forti ai propri diritti.

Abbiamo più volte richiamato la similitudine esistente fra le modifiche al contratto dei lavoratori metalmeccanici di Mirafiori e Pomigliano e quello che sta succedendo a noi lavoratori del pubblico impiego con le riforme Brunetta e la riforma Gelmini.

Oggi in Italia i due settori lavorativi più colpiti sono quelli metalmeccanico e dell’istruzione di ogni ordine e grado. Questo duplice attacco richiama la necessità di essere di nuovo coesi intorno ad un’idea di cittadinanza e partecipazione che evidenzia il nostro essere al contempo lavoratori e cittadini, uniti nella difesa della dignità del lavoro e nella qualità dei servizi pubblici.

Un esempio che vogliamo riportarvi è quello delle scelte operate dalla nostra amministrazione sul fondo del salario accessorio: unilateralità e imperatività, con conseguente totale svuotamento del valore della contrattazione integrativa.

Il tutto, inserito poi in un quadro di “ricatto” sulla necessità di restare in silenzio vista la situazione di grave di dissesto in cui ci troviamo.

Lo stesso Ministro Brunetta si è vantato nelle scorse settimane del fatto che Marchionne si sarebbe ispirato alle sue riforme per svuotare di valore il CCNL e rendere più flessibile la schiena dei lavoratori, perché unico è l’intento di chi è a capo delle pubbliche amministrazioni o delle grandi aziende private piegare ogni forma di resistenza e tutela dei lavoratori.

Noi non avevamo bisogno delle parole del Ministro per conoscere la realtà in cui lavoriamo da due anni.

Le manifestazioni promosse dai COBAS si svolgeranno in molte città italiane, la più vicina a noi è quella di Firenze piazza S. Marco ore 9.

C’è inoltre la possibilità di prenotare un posto nel pullman per Torino che partirà da Fontebecci alle ore 4 del mattino con sosta a Colle al parcheggio della cantina sociale verso le 4.20

Lorenzo Costa candidato al CUN

Care colleghe e colleghi,

scrivo questa lettera per ricordarvi che dal 20 al 27 gennaio 2011 si voterà per il rinnovo dei componenti il Consiglio Universitario Nazionale (CUN), e per condividere con voi le motivazioni che mi hanno spinto a presentare la mia candidatura.

Il CUN è l’organismo istituzionale di consultazione ed indirizzo dell’Università che raggruppa i rappresentanti di tutte le figure universitarie, tra cui i rappresentanti del personale Tecnico Amministrativo, di tutta Italia.

Esprime pareri e proposte relative a vari temi; p.e. i criteri di utilizzo del FFO (i fondi ministeriali agli atenei), le procedure concorsuali, i regolamenti e decreti ministeriali. Sarà chiamato, ora, ad esprimere molti pareri sui decreti attuativi della riforma Gelmini, quindi un compito importantissimo. Continua a leggere

Saldi nella posizione, mobilitati nell’azione

Il 2011 inizia con un vero e proprio attacco frontale contro la dignità del
lavoro in Italia.
I gravi avvenimenti di Torino  non ci devono indurre a credere che lo
scontro  fra interessi padronali e delle lavoratrici/lavoratori riguardi
solo il lavoro privato. Le “riforme” Brunetta hanno attaccato pesantemente
anche i diritti ormai dati per acquisiti degli impiegati pubblici. La
“riforma” Gelmini, poi, ci consegna un sistema universitario completamente
stravolto. Continua a leggere

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