noi non siamo il vostro bancomat

Noi non siamo il vostro bancomat

I nuovi vertici dell’Ateneo, Rettore Angelo Riccaboni e Dott.ssa Ines Fabbro, hanno più volte detto che il rilancio dell’università passa anche dalla valorizzazione delle professionalità del personale tecnico amministrativo. Dopo la contrattazione del 30 novembre abbiamo dei dubbi su cosa voglia dire valorizzare le professionalità per lor signori.

Tutto ruota intorno alla relazione del MEF. L’Amministrazione nella persona del Direttore Amministrativo, che ha ammesso di non averla ancora letta, sta preparando le controdeduzioni da presentare al MEF, se va bene lo farà a fine anno. Il MEF dovrà rispondere e per i tempi di un ministero non succederà prima di marzo/aprile, quindi di cosa stiamo parlando?

Non si sa quanto sia stato speso in più, non si sa come sia stato speso il di più (gli errori più grandi sono nella differenza fra Ufficio stipendi e ufficio bilancio), e non si sa ancora in quanto si dovrà recuperare l’eventuale somma.

Troppe incognite per poter discutere, ma sulla base di tutte queste incognite l’Amministrazione ha proposto una soluzione, a dir poco, fantascientifica:

contratto integrativo per i prossimi tre anni (2011-2012-2013), da ogni anno detrarre una parte di debito MEF, che a calcoli fatti su 3 milioni da ridare, stando bassi, vorrebbe dire un fondo di € 764.000 per ogni anno. Questo vuol dire non pagare più salario accessorio a metà del personale, se teniamo conto anche che l’Amministrazione vuole applicare la performance prevista dalla riforma Brunetta. I B andrebbero sotto € 1000 al mese, i C € 1030.

Noi non siederemo mai al tavolo per discutere di queste proposte folli!

La vera questione però è che tutto questo serve unicamente ad impedire che si parli del fondo 2010. Ad oggi, non è stato ancora presentato al tavolo il fondo certificato e questo perché si vuole impedire che si parli di utilizzare una parte del fondo per fare le progressioni economiche orizzontali, PEO.

Non esiste norma che impedisca di fare le PEO esiste solo una volontà politica chiara.

Va rispetta la delibera del Consiglio di Amministrazione che dice di preparare le graduatorie per le PEO!

Nei prossimi tre anni perderemo € 2.500 per i mancati rinnovi del CCNL, e secondo l’Amministrazione dovremmo perdere anche PEO, e salario accessorio. Tutto per colpa di un debito che noi non abbiamo prodotto. Il costo delle PEO è una goccia nel debito dell’Ateneo, non si farnetichi che così si risana perché così si uccide unicamente, e definitivamente, il personale.

Venerdì l’esecutivo nazionale università RdB/USB si riunirà per decidere che scelte intraprendere.

Noi a Siena, nella prossima settimana, insieme a chi vorrà delle altre OO.SS. faremo un’assemblea per far capire a questa Amministrazione che non ci stiamo, non pretendiamo il rispetto ce lo riprendiamo!

Ancora una volta chiediamo la partecipazione di tutte/i, la nostra indifferenza segnerà la nostra fine!

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