Il corpo accademico? una giornata senza risposte

Il corpo accademico? una giornata senza risposte

 

Conclusa la giornata di ieri crediamo sia corretto cercare di trarre delle conclusioni sul risultato del Corpo Accademico Allargato.

 

Opposizione alla “Riforma” Gelmini

Concordiamo ovviamente con la posizione assunta dagli studenti di richiamare l’attenzione sul percorso di approvazione della “riforma” Gelmini. Crediamo che le posizioni espresse da loro, dai ricercatori, e dal personale tecnico amministrativo siano state importanti. Semmai le possibili soluzioni o decisioni di contrasto da trovare a livello d’Ateneo saranno tardive, ma questo non è dipeso dai presenti.

 

“buco” d’Ateneo: punto della situazione

A parte una contestualizzazione della grave situazione debitoria e di disavanzo in cui versa il nostro Ateneo, di cui peraltro sono coscienti ormai anche i topi dello stabulario, e all’aggiornamento, alla data del 31 dicembre, della situazione di tensione di liquidità, sono rimaste senza riposta le domande poste dagli intervenuti.

 

Cerchiamo di sintetizzarle:

Sappiamo tutti che ogni anno l’Ateneo accumula un disavanzo di 30 milioni di euro. Sappiamo che il disavanzo non è da confondere con il debito pregresso; quindi eliminato, con qualche altra dismissione immobiliare, il debito, lo stesso si ricreerebbe fresco e giovane, a causa della disavanzo strutturale, per rigettarci nel baratro nel giro di pochi anni. Quindi la domanda che è rimasta senza risposta è: come si rientra di 30 milioni di disavanzo ogni anno? Badate che questa domanda ce la poniamo dal 2009, ma senza risposte.

Speravamo che i nuovi vertici avessero qualche idea precisa in proposito, ma così non è o forse non è stato detto (che sia il calendario politico del territorio che impone delicatezza prima di esternare idee difficili da far digerire? Domanda nella domanda).

 

Il 29 novembre verrà posta all’asta pubblica la Certosa di Pontignano, quale sarà la sorte del personale? non crediamo che finirà per la strada ovviamente, ma vorremmo sapere, da dicembre, dove ricollocheremo il personale, se di ricollocamento si dovrà parlare?

 

Arezzo, come polo esterno più grande (ma vale anche per Grosseto), quale contributo sarà chiamato a dare per il risanamento dell’Ateneo? Molti si chiedono se e come verrà tutelata la presenza in terra aretina dell’Università di Siena e soprattutto come verranno tutelati tutte/i coloro che vi lavorano.

 

Sulle altre questioni non occorrevano risposte perché erano puntualizzazioni e sottolineature: organizzazione, salario accessorio, ecc.

 

Ci stupiamo che molti abbiano trovato la giornata ricca di spunti e chiarimenti, noi non ne abbiamo avuti.

Infine vogliamo chiarire, prima che qualcuno possa cadere nella facile semplificazione, che non interveniamo perché sostenitori del precedente Rettore e/o oppositori del nuovo, si possono trovare molti esempi, nei comunicati scritti nei due anni passati, di puntuale critica. Non abbiamo Rettori amici o Rettori nemici, abbiamo Rettori che ci rappresentano in quanto rappresentanti legali dell’Ateneo. Semplicemente siamo abituati a pretendere, con coerenza, delle risposte.

 

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