Monthly Archives: novembre 2010

SALARIO ACCESSORIO E PEO: A CHE PUNTO SIAMO E DOVE ANDIAMO

SALARIO ACCESSORIO E PEO: A CHE PUNTO SIAMO E DOVE ANDIAMO

Martedì 30 novembre, riprende il tavolo della contrattazione integrativa e saremo di ancora presenti per discutere di fondo salario accessorio e progressioni economiche orizzontali (PEO).

L’Amministrazione, attendendo al proprio ruolo, ha già preannunciato che si presenteranno ostacoli, ma saremo pronti a superarli.

 

Riguardo alla possibilità di fare le PEO quest’anno, nulla è cambiato.

Infatti, i soldi per le PEO, sono presenti nel fondo, e sono già appostati in bilancio e, poiché provengono dal nostro monte salari, non intendiamo sacrificarli per una crisi che non abbiamo determinato noi.

L’idea che il risanamento non renda opportune le PEO è del tutto inaccettabile!

La cosa grave è che altri componenti del tavolo stiano gettando il seme della inutilità della lotta per le PEO.  Perché?

Molti tecnici-amministrativi si sono scoraggiati e pensano che sia inutile continuare a percorrere questa strada, ma le proposte alternative possibili quali sono?

Le PEO sono l’unica possibilità di consolidare, per molti colleghi, una parte dello stipendio.

Chiediamo a tutti di partecipare e di seguire con attenzione  gli sviluppi delle prossime settimane.

La mobilitazione non si è affatto conclusa né si concluderà finché non avremo ottenuto quello che ci spetta.

 

Siena 29 novembre 2010

Il corpo accademico? una giornata senza risposte

Il corpo accademico? una giornata senza risposte

 

Conclusa la giornata di ieri crediamo sia corretto cercare di trarre delle conclusioni sul risultato del Corpo Accademico Allargato.

 

Opposizione alla “Riforma” Gelmini

Concordiamo ovviamente con la posizione assunta dagli studenti di richiamare l’attenzione sul percorso di approvazione della “riforma” Gelmini. Crediamo che le posizioni espresse da loro, dai ricercatori, e dal personale tecnico amministrativo siano state importanti. Semmai le possibili soluzioni o decisioni di contrasto da trovare a livello d’Ateneo saranno tardive, ma questo non è dipeso dai presenti.

 

“buco” d’Ateneo: punto della situazione

A parte una contestualizzazione della grave situazione debitoria e di disavanzo in cui versa il nostro Ateneo, di cui peraltro sono coscienti ormai anche i topi dello stabulario, e all’aggiornamento, alla data del 31 dicembre, della situazione di tensione di liquidità, sono rimaste senza riposta le domande poste dagli intervenuti.

 

Cerchiamo di sintetizzarle:

Sappiamo tutti che ogni anno l’Ateneo accumula un disavanzo di 30 milioni di euro. Sappiamo che il disavanzo non è da confondere con il debito pregresso; quindi eliminato, con qualche altra dismissione immobiliare, il debito, lo stesso si ricreerebbe fresco e giovane, a causa della disavanzo strutturale, per rigettarci nel baratro nel giro di pochi anni. Quindi la domanda che è rimasta senza risposta è: come si rientra di 30 milioni di disavanzo ogni anno? Badate che questa domanda ce la poniamo dal 2009, ma senza risposte.

Speravamo che i nuovi vertici avessero qualche idea precisa in proposito, ma così non è o forse non è stato detto (che sia il calendario politico del territorio che impone delicatezza prima di esternare idee difficili da far digerire? Domanda nella domanda).

 

Il 29 novembre verrà posta all’asta pubblica la Certosa di Pontignano, quale sarà la sorte del personale? non crediamo che finirà per la strada ovviamente, ma vorremmo sapere, da dicembre, dove ricollocheremo il personale, se di ricollocamento si dovrà parlare?

 

Arezzo, come polo esterno più grande (ma vale anche per Grosseto), quale contributo sarà chiamato a dare per il risanamento dell’Ateneo? Molti si chiedono se e come verrà tutelata la presenza in terra aretina dell’Università di Siena e soprattutto come verranno tutelati tutte/i coloro che vi lavorano.

 

Sulle altre questioni non occorrevano risposte perché erano puntualizzazioni e sottolineature: organizzazione, salario accessorio, ecc.

 

Ci stupiamo che molti abbiano trovato la giornata ricca di spunti e chiarimenti, noi non ne abbiamo avuti.

Infine vogliamo chiarire, prima che qualcuno possa cadere nella facile semplificazione, che non interveniamo perché sostenitori del precedente Rettore e/o oppositori del nuovo, si possono trovare molti esempi, nei comunicati scritti nei due anni passati, di puntuale critica. Non abbiamo Rettori amici o Rettori nemici, abbiamo Rettori che ci rappresentano in quanto rappresentanti legali dell’Ateneo. Semplicemente siamo abituati a pretendere, con coerenza, delle risposte.

 

A san Niccolò? noi ci saremo IN PRESIDIO

A san Niccolò? noi ci saremo IN PRESIDIO

Ricordiamo a tutti che domani è stato organizzato dal nuovo Rettore, insieme al Direttore Amministrativo, un incontro presso San Niccolò, alle ore 11.

Ci dobbiamo essere tutti!

Il personale Tecnico Amministrativo è ancora in STATO DI AGITAZIONE, e pretende ancora quello che chiedeva un mese fa:

chiarezza sul proprio salario accessorio, e Progressioni Economiche Orizzontali!!

SCELTE POLITICHE CHIARE VANNO PRESE IN MERITO A QUESTA

VICENDA E SENZA PERDERE TEMPO!

CAMBIANDO I VERTICI NON CAMBIA LA NOSTRA PRETESA DI TUTELA

VOGLIAMO CHIUDERE IL CONTRATTO INTEGRATIVO PER TUTELARE UNA PARTE DELLO STIPENDIO CHE ALTRIMENTI E’ MESSO A RISCHIO

A NULLA SERVE TIRARE IN BALLO LA CRISI O IL DEBITO, I SOLDI CI SONO NEL FONDO DI QUEST’ANNO

E NON INCIDONO SULLE SPESE DEL PERSONALE IN MODO PROIBITIVO FINIAMOLA DI TROVARE SEMPRE NUOVE SCUSE

FACCIAMO VEDERE A TUTTA LA COMUNITA UNIVERSITARIA CHE NOI SIAMO ANCORA MOBILITATI

NON PAGHEREMO NOI LA CRISI

CHI GIOCA E CHI HA GIOCATO CON IL NOSTRO SALARIO ACCESSORIO

Chi gioca e ha giocato con il nostro salario accessorio

La RdB/USB ha pubblicato questa mattina la propria controrelazione a quella del MEF.

La relazione è lunga e per questo riportiamo una sintesi delle conclusioni più importanti a cui siamo giunti, rimandando al sito in cui si può trovare il testo intero e i file di allegati, Link: http://wp.me/Pn9o0-5A

Viene evidenziata una confusione generale nella gestione dell’intero salario accessorio per tutti gli anni dal 2000 al 2009.

Vi è stata una errata determinazione del FONDO ART. 87 (ACCESSORIO B-C-D), senza detrazione del valore delle PEO, CHE ALLA FINE PORTA AD UNA MAGGIORE EROGAZIONE, IN DIECI ANNI DI € 2.759.132,95 E NON DI € 5.401.028,56.

IL MEF HA IMPUTATO DUE VOLTE IL VALORE DELLE PEO, E L’AMMINISTRAZIONE NON SE N’E’ ACCORTA!

Sullo STRAORDINARIO il risultato del controllo fra somme destinate e somme erogate porta ad un risultato opposto rispetto a quello dell’Ispettore Diana. Infatti a noi risultano pagati in dieci anni, in totale,  – € 15.868,08 e non

+ € 415.276,67.

Questo perché abbiamo rideterminato il valore del fondo e in più abbiamo aggiunto i fondi aggiuntivi che diminuiscono l’entità delle uscite reali. La presenza dei fondi aggiuntivi l’abbiamo riscontrata solo per il 2007 e 2008, ma non crediamo sia possibile che non vi siano stati fondi aggiuntivi in nessun altro anno.

Appare comunque chiaro che la presenza dei fondi aggiuntivi per due anni cambia il risultato del calcolo fatto dall’Ispettore Diana, e rende poco credibile anche il conteggio fatto per gli altri anni.

Sul FONDO ART. 90 (ACCESSORIO EP), abbiamo chiarito che esiste un vero problema di sovra-determinazione che non è stato minimamente preso in considerazione e che mina ancora di più il valore della intera indagine del MEF.

Crediamo che l’Amministrazione dovrebbe considerare con attenzione i risultati dalla relazione del MEF perché la superficiale accettazione dei risultati porterebbe il personale, tutto, a vivere una grave situazione di disagio.

VIENE DIMOSTRATO ANCORA UNA VOLTA CHE ESISTE LA REALE POSSIBILITA DI APPROVARE UN CCI CHE PREVEDA LE PEO ENTRO LA FINE DELL’ANNO, perché prima di arrivare a determinare se, e in che forma, andranno ridati i soldi erogati in più, il 2010 sarà già finito e si dovrà operare sul nuovo esercizio.

SI TRATTA DI UNA CHIARA SCELTA POLITICA CHE L’AMMINISTRAZIONE DEVE AVERE IL CORAGGIO DI SOSTENERE IN CdA, E CHE LO STESSO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEVE AVERE IL CORAGGIO DI APPROVARE.

Qualcuno negli anni ha giocato sulla nostra pelle e ora pensa di poter scaricare le conseguenze su di noi, ma si sbaglia.

CHIEDIAMO L’IMMEDIATA RIPRESA DELLE TRATTATIVE PER L’ACCORDO INTEGRATIVO SULLE PEO!!

SIENA 21 NOVEMBRE

chi ben comincia è già a metà dell’opera

Apprendiamo dai giornali di sabato 6 novembre che il Rettore non intende procedere all nomina del nuovo Collegio dei Revisori dei Conti nel CdA di lunedì 8 novembre, ma solo alla nomina del Direttore Amminisrativo. Sulla stessa questione e’ stata avanzata una richiesta da parte del consigliere Franco Galardi che ha avuto la stessa risposta riportata dai quotidiani: proroga.

Contestiamo questa impostazione perche’ se di RILANCIO e DISCONTINUITA rispetto al passato si vuole parlare, si deve procedere al rinnovamento anche degli organi di controllo.

Sul Collegio dei Revisori dei Conti, la COMMISSIONE D’INDAGINE AMMINISTRATIVA, nominata con D.R. n. 494 del 16 gennaio 2009, ha espresso questa valutazione:

“Quanto sin qui rilevato non può che indurre questa Commissione a rilevare profili di gravi responsabilità a carico dei revisori dei conti e, conseguentemente, a proporre di valutare la possibilità della revoca dell’inacrico, per evidente compromissione del rapporto fiduciario con l’Universita’ degli Studi di Siena”.

Finora questo provvedimento non era stato preso, ma ora con la fine naturale dell’incarico il 31 ottobre, non era il caso di porla come priorita’?

Ora con la nomina del nuovo Rettore, che si dice concentrato verso il rilancio dell’Ateneo su basi nuove, differenti e d’impatto, non si poteva assumere il provvedimento?

C’e’ stato il tempo di ragionare sulla lista dei collaboratori che coadiuveranno il Rettore, come staff, e non si è avuto il tempo di ragionare sul rinnovamento di un organo di controllo fondametale per l’Ateneo?

Il Collegio in carica è quello stesso organo che ha chiuso ogni possibilita’ di confronto in CdA sugli accordi integrativi del personale tecnico amministrativo assumendo scelte politiche e non tecniche. La proroga rischia di compromettere del tutto la difesa di un diritto previsto dal Contratto nazionale in vigore.

CHIEDIAMO L’IMMEDIATA REVOCA DELLA PROROGA AL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI E LA NOMINA DI UN NUOVO COLLEGIO

Il personale tecnico amministrativo in questi ultimi due mesi si è mobilitato con iniziative di presidio e protesta che il nuovo Rettore dovrebbe aver seguito. Le ragioni erano principalmente quelle di garantire i diritti che permettono di consolidare il potere d’acquisto dello stipendio del personale, ma con queste scelte l’attenzione sembra rivolta altrove.

Siena 7 novembre

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