non ci avete lasciato altra possibilità

Non ci avete lasciato altra possibilità

Ieri 20 gennaio si è tenuta una seduta di contrattazione. Gli argomenti trattati sono stati molti.

La discussione è stata tesa, ma sempre nel rispetto dei ruoli. Mancando il Rettore o un suo delegato in realtà la seduta non ha avuto quel valore politico che avrebbe dovuto avere vista l’importanza degli argomenti all’ordine del giorno.

Dopo l’ennesima chiusura da parte dell’Amministrazione riguardo alla pubblicazione dell’avviso per le PEO, insieme alle altre sigle sindacali abbiamo deciso che in brevissimo tempo presenteremo una denuncia unitaria per comportamento anti-sindacale al giudice del lavoro, avviando l’iter ufficiale di richiamo nei confronti dell’Amministrazione per il mancato rispetto del Contratto Collettivo Integrativo firmato definitivamente il 24 settembre 2009. Nel suddetto CCI veniva certificata la copertura economica parziale della procedura dai revisori dei conti, inoltre non ci sono stati rilievi riguardo alla copertura nemmeno dai soggetti esterni a cui il CCI è stato inviato, Corte dei Conti e ARAN. L’amministrazione ha giustificato la scelta sulla base della necessità di aspettare che siano fatte le verifiche sull’entità del fondo. Questa posizione è per noi inaccettabile perché il CCI essendo stato sottoscritto definitivamente, va rispettato. La pubblica Amministrazione ha una sua continuità che va rispettata non è possibile ipotizzare di bloccare ogni accordo ogni volta che c’è un cambio al vertice dell’Ateneo.

Abbiamo chiesto, alla luce della documentazione inviataci, che ogni responsabilità o indennità riconosciuta nel corso del 2009, che non rispetti quanto previsto dai Contratti Collettivi Integrativi vigenti, venga immediatamente bloccata. Non si può assistere al perdurare di una discriminazione fra lavoratori. Finalmente dopo un anno di denunce da noi fatte in più di un comunicato abbiamo avuto prova certificata delle irregolarità.

Esistono delle regole e queste vanno rispettate, per tutti!

Abbiamo inoltre chiesto che sia decisa un’unica regola per l’assegnazione delle segreterie amministrative dei dipartimenti ad interim. Sia fatta chiarezza su chi e come ha deciso di dare gli interim e sia riportata nelle regole la corresponsione di indennità per tali incarichi, con regole uguali per tutti.

Abbiamo chiesto che, come da CCNL: art. 4 comma 2 lettera k, sia prevista una seduta di contrattazione per decidere la ripartizione delle ore di straordinario previste dall’art. 86 del CCNL, in modo che non si assista più alla selvaggia corresponsione di ore ad alcuni senza alcuna logica o controllo. È vero, ci sono strutture che hanno carichi di lavoro che necessariamente, in certi periodi, comportano la necessità di ricorrere alle ore di lavoro straordinario, ma a fine anno va fatta un’analisi che permetta di non trovarsi nelle stesse condizioni l’anno successivo, rafforzando la dotazione di personale delle strutture. Non ci dovrebbero essere problemi in tal senso visto che tutti dicono che siamo in esubero.

Abbiamo chiesto che venga corrisposto al personale in categoria B-C-D l’aumento dell’indennità ex art.41 “stabile” che col nuovo CCNL del 16 ottobre 2008 va incrementata. Non sono cifre grandissime, ma visto che i nostri stipendi sono già bassi ogni piccola aggiunta va chiesta con forza.

Sulle tre richieste da noi avanzate ieri c’è stata una formale apertura, ora si tratterà di far rispettare gli impegni e pretendere tempi brevi per gli interventi sopra chiesti.

Ci è stata presentata la posizione dell’Amministrazione sul tema della mobilità. Abbiamo ascoltato con attenzione, ma crediamo vada fatto un lavoro più approfondito di analisi di vari aspetti. La mobilità volontaria va vista all’interno di un quadro complessivo che ha ricadute sull’organizzazione del lavoro. Nel corso del 2010, se si mette in relazione la possibilità che un numero consistente di colleghi possa fare domanda di mobilità con la riduzione che è stata operata all’appalto della Cooperativa Sociale Solidarietà, ci troveremo nella necessità di rivedere alcuni servizi e trovare soluzioni che permettano di mantenere la qualità degli stessi.

Su questi temi, al più presto, dovremo confrontarci perché è sul tavolo della contrattazione che si devono condividere le soluzioni. Non vi sono altri consessi, né esterni né interni, che possono arrogarsi questo compito.

Va fatta una mappatura delle richieste di mobilità in modo da capire quali strutture si troveranno in mancanza di unità o professionalità specifiche.

Il rischio, infatti, è che con lo strumento della mobilità, se non ben governato, si perdano senza saperlo competenze e non si faccia formazione per recuperarle.

Sul fronte delle garanzie di pari accesso alle opportunità di mobilità sul territorio provinciale crediamo che, sulla base di quanto esposto, si possa prevedere la tutela di questo diritto.

Fra le varie abbiamo posto delle domande sul sistema bibliotecario d’Ateneo. A causa della scadenza di molti contratti a tempo determinato (stabilizzazione mancata!) e molti pensionamenti, il Sistema bibliotecario si trova in difficoltà, abbiamo, quindi, chiesto che venga fatta, da parte del Commissione tecnica di gestione del sistema bibliotecario d’Ateneo, una valutazione del carico di lavoro e del fabbisogno di personale di tutto il sistema bibliotecario. La documentazione prodotta potrà integrare il lavoro delle altre Commissioni sui dipartimenti e sui centri servizi di facoltà, istituite nelle scorse settimane. In questo modo potremo valutare le esigenze di personale di tutte le strutture.

Qualsiasi ipotesi vera e propria di nuova organizzazione, invece, deve trovare una condivisione con il tavolo della contrattazione integrativa, anche in relazione a quanto sopra scritto sulla mobilità. Vanno garantiti i livelli di qualità dei sevizi, ma seguendo un’ottica che riporti il Sistema bibliotecario all’interno della struttura organizzativa d’Ateneo. Non ci sono aree  che possano ritenersi autonome. Il rischio reale è che progetti organizzativi possano generare aspettative di avanzamento di categoria che in questo momento non esistono.

Inoltre, va fatta chiarezza, da parte dell’Amministrazione, sulle scelte operate, anche in quest’area, per l’attribuzione di incarichi ad interim. Con quali criteri e come sono stati dati gli incarichi. Attendiamo su questo fronte lumi in tempi brevi.

Seppure deludente per la chiusura da parte dell’Amministrazione sulla questione PEO, che verrà risolta dal giudice del lavoro, ora nelle mani dell’Amministrazione ci sono vari interventi da fare. Gli interventi, che andranno assunti in breve tempo, daranno un segnale su come si intende guidare l’Ateneo: o con i privilegi di un tempo, o con un’idea di equità e giustizia.

Staremo a vedere e vi terremo informati, a modo nostro come al solito.

Noi continueremo, come ieri e come sempre, a stare ben saldi dalla parte dei lavoratori senza se e senza ma.

Per la RdB Pubblico Impiego Università di Siena

Lorenzo Costa

“Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali” Don Milani.

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