cosa ci aspetta nel 2010

Cosa ci aspetta nel 2010

Il 2009 si è appena concluso e dopo una breve pausa per ricaricarci si riparte, ma da dove, qual è il punto in cui ci troviamo, qualcuno riesce a capirci ancora qualcosa?

Cerchiamo di fare il punto.

La meteora Miccolis è passata e sembra già un secolo che ogni settimana ci arrivavano i proclami in cui si affermava che tutto era risolto e che il sole stava per risorgere.

Ora siamo entrati nell’anno della tigre, anche per il calendario cinese, ma speriamo che non si riveli una tigre di carta. La capacità di intervento c’è, si sa, basta che non si concentri solo sulla quadratura dei numeri, ma sappia condividere gli interventi che riguardano il personale, non ragionando solo sulla base dei risparmi.

Comunque è strano come tutto sembri ruotare intorno alle persone dei Direttori amministrativi e che resti invece monolitica la posizione benigna del Rettore, del CdA e del Senato Accademico.

L’anno 2009 è finito in modo un po’ confuso a causa del cambio repentino del Direttore Amministrativo.

– L’organizzazione del lavoro, la seconda degli ultimi due anni, è andata in letargo ed è stata accantonata per ora. Non ci interessa tanto chi sia rimasto a bocca asciutta per il riconoscimento di nuove posizioni di responsabilità, quanto chi ancora una volta, anche nel mondo tecnico, dovrà aspettare per poter proporre e cercare di vedere realizzate soluzioni organizzative vere che diano respiro al lavoro di tutti. Quando ripartirà la nuova organizzazione, già approvata dal CdA, sarà sempre sulla base delle idee del precedente DA o qualcosa verrà rimesso in discussione, chissà?

Certo è che sarebbe il caso di fare delle scelte finalmente vere partendo, però, dalla base della piramide.

– Il salario accessorio del personale tecnico amministrativo è stata la cartina di tornasole per provare che l’Amministrazione ha ancora dei seri problemi di controllo e verifica dei conti.

A fine anno, dopo 12 mesi di interminabili discussioni e interventi da parte sindacale in cui si chiedevano chiarimenti, è venuto fuori che l’Ateneo non era più in grado di tenere sotto controllo i numeri del salario accessorio e ha dovuto ipotizzare gravi errori passati e ammettere quelli odierni.

Ora se è vero che abbiamo denunciato fin da gennaio 2009 che esistevano questi problemi non possiamo gioire del fatto di aver avuto ragione.

Infatti la realtà che si presenta ai nostri occhi è dirompente.

Non c’è chiarezza su come siano stati inseriti in bilancio il costo delle passate Progressioni economiche orizzontali, PEO, e questo potrebbe voler dire che il valore del fondo di cui si è parlato finora è decurtato della metà.

Il nuovo Direttore Amministrativo ha avuto il buon senso di ammettere questi errori e avrebbe chiesto l’intervento del MEF per rifare i conti.

Concordiamo con la necessità di far verificare tutto da un soggetto esterno perché nemmeno noi ci fidiamo ormai delle capacità interne.

CHIEDIAMO CHE CI VENGA AL PIÙ PRESTO COMUNICATO QUANDO INIZIERÀ LA VERIFICA DEL MEF.

CHIEDIAMO CHE CI VENGA DETTO QUANTO DURERÀ LA VERIFICA.

CHIEDIAMO CHE GLI ISPETTORI INCONTRINO LE OO.SS. ALLA FINE DELLA VERIFICA PER ILLUSTRARE LA LORO RELAZIONE FINALE E RISPONDERE AD ALCUNE DOMANDE.

– La questione PEO è strettamente legata al punto precedente.

È stato approvato dal CdA nella seduta di settembre 2009 il contratto collettivo integrativo e la procedura va avviata secondo quanto previsto dal CCI.

Abbiamo dovuto accettare l’imposizione dell’Amministrazione, dopo un duro confronto, di non far uscire l’avviso prima della fine della verifica del MEF, ma tutti gli organi di governo devono accettare il fatto che questa procedura andrà avviata e non può essere rimandata oltre.

I soldi che vanno a costituire il fondo, che viene usato sia per le PEO che per il salario accessorio, deriva dal monte salari del personale tecnico amministrativo, quindi sono soldi la cui destinazione di spesa viene unicamente decisa al tavolo della contrattazione integrativa. Incorrerebbe in un errore grave chi pensasse che il Cda possa intervenire su come e per cosa si spendono questi soldi. Il CdA, nel momento in cui c’è la certificazione dei revisori dei conti (!) è chiamato solo a ratificare la firma del Rettore.

Sarebbe, altrimenti, necessario per noi, in caso di reiterata inadempienza su quanto previsto dal contratto integrativo, aggiungerci alla lista di chi si è recato in tribunale, questa volta rivolgendoci al giudice del lavoro.

Non esiste, infine, assolutamente la possibilità di sostenere che se siamo sopra al 90% di spesa per il personale le PEO si possano bloccare, nessun  contratto nazionale, né norma finanziaria ha mai fatto riferimento a questo tetto come vincolante per la conclusione della procedura.

Altrimenti se si dovesse procedere in questa direzione sosterremmo con forza che allora anche gli aumenti stipendiali dei docenti devono sottostare a questo vincolo. Avrebbe il Direttore Amministrativo la capacità di imporre ai suoi “ex colleghi” docenti tale impostazione?

– Si fanno tanti accenni alla questione della MOBILITA’, ma nessuno ha avuto il buon gusto di spiegarci cosa intende fare l’Amministrazione al riguardo.

Allora saremo noi a porre la questione il 20 gennaio avanzando delle richieste precise riguardo alla gestione dei percorsi che dovrebbero agevolare i colleghi che vogliono fare domanda di mobilità volontaria.

Vanno tutelati i diritti di tutti coloro che riterranno opportuno fare domanda.

Non possiamo assistere alla corsa ad accaparrarsi il posto buono tramite conoscenze, o tessere, ma vogliamo che tutti abbiano eguali diritti.

Altra questione che va affrontata, sempre in tema di mobilità, però, interna, sono i trasferimenti. Nel 2009 abbiamo assistito senza restare in silenzio a delle scelte discutibili. È vero si dava la possibilità a molti colleghi di cambiare, ma senza criterio e buttando a casaccio persone come fossero tessere intercambiabili. Le scelte sui trasferimenti sono strettamente legate all’organizzazione del lavoro e anche alla nuova versione del piano di risanamento che andrà condivisa prima della sua approvazione dal CdA anche dal tavolo della contrattazione, in fondo a quel tavolo siedono i rappresentanti di 1100 unità di personale. Capiamo che le scelte vadano prese dal CdA, ma forse è il caso di illustrare qualcosa anche a quel tavolo visto che poi se ne parla in tutti gli altri consessi possibili ed immaginabili.

– Il 20 GENNAIO saremo convocati in CONTRATTAZIONE per discutere di molti argomenti, ma soprattutto ci verranno forniti dei dati importanti per capire come sono stati spesi i soldi del fondo del salario accessorio nel 2009.

Così capiremo se ci sono stati abusi da parte dell’Amministrazione. Sarà anche l’occasione giusta per avere chiarimenti riguardo a tutto ciò che abbiamo sopra cercato di elencare.

Si preannunciano momenti difficili e scontri duri.

Noi affronteremo ogni singolo argomento cercando il più possibile di informare, come abbiamo sempre fatto.

Ancora una volta però dobbiamo evidenziare che non si può delegare solamente ai rappresentanti sindacali il lavoro, ma si deve ritrovare quella serenità e spinta partecipativa che in passato è stata persa per vari motivi.

Noi di RDB abbiamo sempre cercato, con le nostre limitate forze, di dare un segnale chiaro, ora però c’è bisogno di andare oltre e rinsaldare i legami in previsione di tutto quello che ci aspetta.

Siena 15.01.2010

Per la RdB Pubblico Impiego Università di Siena

Lorenzo Costa

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