Corpo Accademico Allargato: un’inutile passerella.

Si è svolto, lunedì 21 settembre, il corpo accademico allargato da molti atteso. Le prime riflessioni sono deludenti. Ciò a cui abbiamo assistito è stato uno spettacolo triste. Un’inutile passerella di discorsi vuoti e spesso finalizzati ad altro, non certo a chiarire e a confrontarsi sulle prospettive di rilancio per il prossimo futuro. Evidenziamo anche il grave tentativo di dividere la comunità universitaria fra buoni e cattivi, indispensabili e sacrificabili, che soprattutto una componente tenta di portare avanti. Lo abbiamo denunciato in quella sede e lo ribadiamo ora, questo comportamento miope non porta giovamento a nessuno. Invece, perplessità ha suscitato l’assenza di interventi e analisi dalla componente tecnica amministrativa, forse un’occasione mancata di far valere le nostre ragioni.

Speriamo nel prossimo futuro che sia premura del Rettore e dei presenti ripetere con altre modalità l’incontro, perché, seppur triste quello di ieri, crediamo nell’utilità di questo genere di iniziative. Archiviato l’evento di ieri, pensiamo che si possa partire da due punti per cominciare a ragionare sul futuro del nostro Ateneo.

Prima questione: lo Statuto dell’Università.

Il percorso seguito dalla Commissione Governance è stato veloce, ma non ha prodotto una bozza di statuto che rispecchi una visione nuova del governo dell’Ateneo. Anzi, applica, in alcuni casi in modo peggiorativo, le linee guida della legge Valditara di riforma dell’università. Di questa legge sono uscite in rete almeno tre versioni differenti. Il suo ritardo non ci crea problemi perché osteggiamo apertamente la visione di università di questo governo, come dei precedenti. Crediamo nella difesa di un’Università pubblica.

Dicevamo dello Statuto, ci sono molte criticità, ma crediamo che due possano essere subito segnalate.

Primo: sull’elezione del Rettore esprimiamo grande delusione per la scelta che è stata fatta riguardo alle regole per la pesatura del voto del personale tecnico-amministrativo. Infatti, come potete vedere dall’articolo riportato sotto, la situazione cambia rispetto a prima, e in senso peggiorativo. La scelta operata dalla Commissione getta una luce sinistra su quello che si intende per partecipazione di tutte le componenti alla vita dell’Ateneo. Se prima per dare un voto ce ne volevano 10, ora ce ne vogliono 12. Evviva! meno male che molti avevano promesso che si passasse almeno al rapporto 5 per 1. Questo aumenterà di certo la nostra partecipazione alle elezioni del Rettore.

Art. 14 comma 3.a) i dipendenti dei ruoli amministrativo e tecnico, i cui voti individuali sono pesati in modo che la somma dei voti equivalenti del totale degli aventi diritto sia corrispondente al 12% del numero degli aventi diritto di cui al comma 2 (ndr: i docenti e ricercatori);

Secondo: composizione del Consiglio di Amministrazione. Come potete vedere dall’articolo che sotto riportiamo il Rettore nomina un garante del personale tecnico amministrativo:

Art. 18 comma 1.b) quattro componenti nominati dal Rettore su proposta del Senato accademico, di cui due docenti dell’Università di Siena, un garante del personale tecnico amministrativo, un esterno all’Università di Siena;

d) uno studente, indicato dal Consiglio studentesco all’interno dei suoi componenti.

UN GARANTE?!

Sembra uno scherzo, ma non è così, avete letto bene.

La cosa che colpisce è che agli studenti, giustamente, viene riconosciuto il valore del Consiglio studentesco come organo di rappresentanza di tutta la componente studentesca.

Domandiamo come mai non vi sia stata la stessa idea per il personale tecnico amministrativo che ha un organo eletto e che rappresenta tutto il personale: la Rappresentanza sindacale unitaria.

La RSU rappresenta tutti ed è eletta da tutti, sindacalizzati o meno.

Crediamo che questa scelta sarebbe l’unica vera garanzia per il personale tecnico amministrativo, non la nomina di un componente che non si ha nessuna certezza debba essere un collega tecnico amministrativo, ma potrebbe essere chiunque.

Sulle altre ci soffermeremo più avanti quando la discussione arriverà nel Consigli di Dipartimento. In quelle sedi faremo valere le nostre ragioni e critiche.

Seconda questione: Organizzazione del lavoro.

Da tutti è emersa ieri la volontà di razionalizzare gli uffici e le strutture amministrative dell’Ateneo. Intanto c’è da dire che quello di cui si sta parlando è solo la riorganizzazione degli uffici amministrativi centrali. Non si parla affatto delle sedi periferiche. Primo limite, grande, ad un percorso che da tutti viene visto come necessario per risolvere i problemi reali di organizzazione che vive il nostro Ateneo. E che noi condividiamo.

Abbiamo accolto con scetticismo l’affermazione fatta dal Direttore Amministrativo che prima del 5 ottobre si svolgeranno uno o due incontri con le OO.SS. per illustrare la manovra. Sarebbe stato auspicabile che la Direzione Amministrativa sentisse come prioritaria la necessità di confrontarsi, in sedute ufficiali, sulle questioni, per avere realmente un apporto. Non ad una settimana dalla presentazione della ipotesi in CdA. Sappiamo anche che la Direzione Amministrativa può operare come ha fatto, in totale autonomia. Non esiste, infatti, obbligo di contrattazione o concertazione su questi argomenti, ma vista la delicata situazione in cui versa l’Ateneo si poteva valutare l’opportunità di seguire un’altra strada meno ortodossa ma di sostanza.

Comunque siamo disposti a confrontarci se dietro c’è una volontà chiara che da questa nuova organizzazione discenda una razionalizzazione della distribuzione dei lavoratori fra le varie strutture, con trasferimenti legati a reali esigenze; vi sia una razionalizzazione, e trasparenza, nella corresponsione delle ore di straordinario; e si possa poi arrivare a contrattare, questo si in modo ufficiale, il nuovo impianto del salario accessorio che si vorrebbe far partire dal 2010. Nuove responsabilità e indennità riconosciute sulla base di criteri e parametri trasparenti, non scelte arbitrarie a cui abbiamo assistito che vanno contro le norme dei contratti collettivi integrativi di Ateneo.

Per la RdB Università di Siena

Lorenzo Costa

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