TORINO, G8 UNIVERSITY SUMMIT 2009: I RETTORI SI CELEBRANO, NOI DENUNCIAMO L’UNIVERSITA’ DEL DISAGIO E DELLE CRISI

Tra il 17 e il 19 maggio si terrà a Torino, promosso dalla Conferenza dei Rettori Italiani (CRUI), il 2° incontro internazionale tra Rettori e Presidenti delle Università dei paesi membri del G8 e di altri Paesi. Questo Summit si propone come interlocutore del G8 dei capi di governo per offrire “soluzioni tempestive ed efficaci” ai “problemi del pianeta e dell’umanità” nella prospettiva del rilancio dello “sviluppo sostenibile” .Dicono gli organizzatori che l’Università “riformata” è pronta, capace e “cruciale” ! I Rettori italiani, poi, ci mettono del proprio accreditando e coinvolgendosi nella discussa operazione Expo 2015 come un momento di approfondimento ulteriore sul problema… dell’alimentazione… !!! Perciò non possiamo tacere il nostro disagio e la nostra indignazione. Perché i Rettori corrono in soccorso e legittimano una istituzione screditata e in crisi come il G8 dei “grandi del mondo” che ha contribuito a imporre al mondo quelle politiche i cui risultati sono oggi le molteplici crisi che attanagliano l’umanità. Dalla crisi economica a quella sociale, da quella energetica a quella ambientale, dal drammatico e massiccio flusso migratorio che si alimenta con le speranze di milioni di persone di scampare alla fame o alle guerre, al drammatico aumento delle disuguaglianze anche nei paesi “ricchi” dell’occidente, dal futuro sempre più precario per le nuove generazioni, agli sconvolgimenti climatici e alle guerre per le materie prime che infiammano il mondo… Perché non ci sentiamo affatto rappresentati da una dirigenza universitaria che sta smantellando ogni strumento collegiale della comunità universitaria per accentrare nelle mani dei rettori-manager e dei loro prescelti tutto il potere decisionale (vedi progetto CRUI di “new governance” ripreso dalla proposta di legge Gelmini). Perché viviamo una Università molto diversa da quella che i Rettori descrivono: una Università in via di dismissione, dove disagio e precarietà interessano tutti: gli studenti che a una formazione sempre meno qualificata ma sempre più costosa devono aggiungere un futuro di precarietà; interessano i docenti il cui status e la cui libertà viene rimessa a valutazioni economicistiche della didattica e della ricerca; interessano il personale tecnico amministrativo la cui unica certezza sono i salari da fame e la precarietà galoppante dei rapporti di lavoro; interessa la società che ormai vive l’Università come uno spreco di risorse e non più come uno strumento di promozione culturale, civile, scientifico, sociale ed anche economico… Se il disagio è diventato pubblico lo si deve alle mobilitazioni studentesche che hanno investito gli atenei italiani e quelle degli studenti di tutta Europa in lotta contro lo smantellamento e la privatizzazione dell’istruzione universitaria, non altrettanto si può dire dell’atteggiamento della docenza che nella sua maggioranza sembra incapace di comprendere a pieno la gravità delle politiche della privatizzazione oggi “giustificate” con la retorica delle valutazioni e dei meriti. Mentre i disagi e le proteste dei lavoratori tecnico-amministrativi vengono nascoste dalle campagne infamanti (la “lotta ai fannulloni”) e dalla complice inerzia dei sindacati concertativi. Perciò riteniamo giusto che le componenti dell’università si mobilitino in questi giorni per dire la loro. Dal canto nostro riteniamo doveroso chiamare i lavoratori tecnico-amministrativi alle iniziative di denuncia e protesta. Il 18 maggio RdB CUB organizza a Torino un incontro aperto a tutti per fare chiarezza sulla crisi dell’Università e sulla crisi del mercato globale, per denunciare e protestare le scelte disastrose dei Rettori e quelle del governo, per aprire un dibattito anche tra i lavoratori tecnico-amministrativi sul come contribuire a disegnare e rilanciare una prospettiva e un progetto di Università della società e per la società, alternativo a quello di privatizzazione e/o smantellamento, per tradurre in proposte pratiche lo slogan “Noi la vostra crisi non la vogliamo pagare” ! ROMA, 12 MAGGIO 2009 RdB CUB Pubblico Impiego – Università

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