osservatorio parcheggi del 22 aprile

La riunione dell’osservatorio sui permessi di accesso ai parcheggi di Ateneo si è riunita nel pomeriggio del 22 aprile. La seduta è stata a nostro avviso un ennesimo fallimento. Ci siamo trovati in una situazione simile alla prima riunione in cui l’Amministrazione ci chiedeva ancora i dati sul numero dei posti auto, sui permessi di accesso da emettere, ecc. Tutti dati tecnici che l’Amministrazione dovrebbe già possedere ma che in realtà non ha. Come si può applicare un regolamento se non si sa nemmeno su chi e su quanti andrà ad incidere? Ci siamo arenati sulla discussione delle specificità dei singoli parcheggi che sono numerose e che praticamente mettono a nudo i limiti di questo regolamento. L’idea uscita è quella di scrivere dei regolamenti attuativi per ogni parcheggio tenendo fermi i criteri generali. La tale quantità, però, di specificità dimostra che il problema non è applicativo ma è nei limiti del testo approvato in fretta e furia a Gennaio. L’Amministrazione ha presentato poi una interessante proposta di progetto sulla mobilità che prevede una prima fase di indagine tramite un questionario nel rispetto di quanto previsto dal D.M. 03/98. Questo è quello che abbiamo chiesto da settimane e che ora viene proposto, ma come progetto parallelo all’applicazione del regolamento. Torniamo a ripetere che l’indagine per avere un senso va fatta prima di applicare il regolamento. Idea peraltro avanzata anche dai docenti che hanno partecipato alla stesura del progetto. È palese che l’Amministrazione si trova divisa su questo punto perché c’è chi concorda con la nostra posizione logica e chi invece vuole negare il significato del progetto, riducendolo ad un mezzo per comprendere come suddividere gli introiti derivanti dall’applicazione del regolamento sui permessi d’accesso ai parcheggi. Ci viene contestato che non avendo firmato il regolamento siamo ovviamente contrari a tutto, ma non è così, noi chiediamo che si faccia una reale indagine per capire le esigenze di tutti, non solo di quelli di S. Miniato o delle strutture del centro, ma anche di chi lavora alle Scotte. Solo allora si potrà capire quale intervento fare per agevolare la mobilità dei dipendenti dell’Ateneo. Prendiamo atto, ancora una volta, della totale chiusura ad un confronto globale sulla questione e rimarchiamo che questo si spiega solo con la volontà di “fare cassa” per risolvere i “disagi” di pochi e non affrontare quelli di tutti. Chiediamo a questo punto che sia il Direttore Amministrativo e non suoi delegati a fare il punto della situazione e a chiarire come si vuole procedere, vista la palese divisione fra i delegati dell’Amministrazione in seno all’osservatorio.

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