oltre la sbarra: accesso alla parola

Siamo chiamati ovviamente a rispondere alla comunicazione spedita venerdì pomeriggio dal Direttore Amministrativo. La nostra preoccupazione non è data dal tono molto forte con cui reagisce a quanto deciso da un’assemblea di 150 dipendenti dell’ateneo, né dalla minaccia che avanza di ripercussioni diverse verso chi ha partecipato a quella assemblea e verso chi semmai da martedì adotterà forme di protesta. No, la nostra preoccupazione nasce dal fatto che questa Amministrazione sta dimostrando una totale sordità verso le richieste avanzate nell’ultimo mese da molti: docenti, ricercatori, tecnici-amministrativi, assegnisti e dottorandi. Richieste di spiegazione e chiarimento su di una questione che, permetteteci di scriverlo, non è fra le priorità di nessuno di noi in questo momento grave per l’ateneo. Forse però la difesa ad oltranza di un regolamento così mal scritto, e che desta l’imbarazzo anche di chi nell’Amministrazione centrale lo deve applicare, è dovuta alla volontà di non accettare il dissenso e la critica. Non c’è altra spiegazione al riguardo. Il regolamento è legittimo nella sua forma, ma illegittimo, e lo abbiamo già scritto, per quanto riguarda la destinazione delle somme introitate. Basta leggere a fondo il parere legale da noi pubblicato e rispondere alle questioni poste, cosa che nessuno ha fatto ad oggi. Se è vero che l’Amministrazione Universitaria non vuole “fare cassa” con questo provvedimento perchè non lo sospende riconoscendo di non aver mai fatto una mappatura reale delle esigenze di mobilità dei dipendenti che avrebbe di sicuro dato maggiori informazioni per avanzare una proposta seria e condivisibile per tutti. In tutta questa vicenda però c’è qualcosa che sfugge, ed è il vero motivo, forse, di scontro che si sta consumando in queste settimane. La RdB Pubblico Impiego non si è occupata in questi mesi del 2009 solo di parcheggi, ma di molte altre questioni. Basta vedere sul sito  il numero ed il contenuto dei comunicati pubblicati. Siamo intervenuti sulle Biblioteche, sull’Azienda Ospedaliera. Abbiamo denunciato molte decisioni arbitrarie, dai buoni pasto, agli incarichi e responsabilità, agli straordinari, fino ad arrivare alle scelte fatte sull’uso del FFO. Abbiamo cercato di richiamare più volte l’Amministrazione Centrale al rispetto dei regolamenti e alla condivisione delle scelte riguardanti il personale. Abbiamo chiesto anche, da settimane, il rispetto di alcune norme contrattuali di informazione sulla ripartizione degli straordinari e altre questioni, senza ricevere mai risposta. Abbiamo messo in discussione in modo responsabile, ma fermo, i dati fornitici per determinare il fondo per il salario accessorio senza ottenere tutte le risposte necessarie. Abbiamo in sostanza cercato, con tutti i nostri limiti, di fare sindacato, confrontandoci con la nostra controparte, in senso istituzionale, sempre con un tono di rispetto non sempre ricambiato. Le critiche e le richieste fanno male solo a chi non vuole ascoltare. Come vedete non siamo il sindacato dei parcheggi gratuiti, ma crediamo nella tutela delle richieste dei colleghi. Quella di giovedì è stata la voce di chi è arrivato all’esasperazione per la totale chiusura di confronto. Noi non abbiamo ne cavalcato ne soffiato su questo sentimento, ma solo cercato di farlo arrivare a chi può ancora cambiare idea. L’isolamento in cui ci troviamo in questa vicenda, come sigla, all’interno dell’arco sindacale non è grave per noi. Quello che è grave è l’isolamento in cui sono stati lasciati i lavoratori dell’ateneo, iscritti o no. Lo scollamento fra sindacato e lavoratori è rischioso, tanto più in questo momento, in cui dovremmo lavorare uniti, con forza, per tutelare tutti nel migliore modo possibile. Quello che noi abbiamo cercato di fare è stato di ascoltare, e dall’ascolto far nascere le proposte. Sembra poco ma invece è tanto.

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