Protocollo d’intesa con l’AOUS: svendiamo la ricerca e la didattica

È di qualche settimana fa, la firma da parte del rettore del Protocollo d’intesa tra la regione, le tre università toscane e le aziende ospedaliere. Vogliamo denunciare quello che sta avvenendo perché molti fra tecnici amministrativi e docenti non sanno cosa sta succedendo: stiamo svendendo la ricerca e la didattica, ma anche, in modo sotterraneo, il personale universitario che lavora in convenzione all’Azienda Ospedaliera senese. Il tutto per 8 milioni di euro!!
Finora dalla regione venivano pagati all’ateneo 12,5 milioni di euro all’anno per la convenzione del personale universitario. Questi sono soldi che non portano un guadagno all’Ateneo, ma sono il corrispettivo che viene dato dalla regione per coprire quella quota di stipendio il cui pagamento spetta al SSN. In pratica l’università li anticipa e poi la regione salda in un secondo momento.
Ora si profila una novità: ci vengono pagati 8 milioni di euro per dare alla regione la possibilità di decidere come e dove indirizzare la ricerca e la didattica che viene fatta dalla facoltà di medicina. Trovate  qui il testo completo del protocollo e potete giudicare da voi.
Soprattutto viene trasferita la proprietà dei brevetti alla regione. Finora nell’Ateneo abbiamo 46 brevetti che ci sono costati € 184.000 in dieci anni, ma la cosa grave è che con il nuovo protocollo tutti i brevetti e i risultati delle ricerche biomediche e farmaceutiche, anche effettuate da strutture diverse dalla facoltà di medicina e chirurgia sono trasferiti all’Azienda Ospedaliera.
Ci viene ripetuto che in questa situazione economica e finanziaria non si può fare gli schizzinosi, ma essere contenti dell’arrivo di 8 milioni in più all’Ateneo. A noi sembra che la regione ci stia imponendo un prezzo misero, sfruttando la nostra situazione e non lo possiamo accettare!!
Chiediamo a tutti gli interessati di leggere il testo del protocollo in modo da organizzare al più presto una iniziativa in proposito.

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Commenti

  • patrizio  On 19 marzo 2009 at 16:21

    Quanto ha contribuito la facoltà di medicina nell’ingenerare questa simpatica situazione finanziaria in cui ci troviamo? Partiamo da qui.
    quanti punti equivalenti è in disavanzo? quanto personale amministrativo ha? Non si tratta qui di cedere ricerca e didattica ma di introitare somme che servono alla sopravvivenza dell’ateneo. Peraltro segnalo che se la didattica è fatta in modo più ragionato e concertato forse chi esce laureato trova prima lavoro. Poi la regione è un ente pubblico vi ricordo – e del vostro colore politico. Non è una multinazionale farmaceutica.
    Se la facoltà di medicina può, attraverso questo accordo contribuire al risanamento dell’ateneo io sono d’accordo che si firmi. Ho la vaga sensazione che criticare sia più facile che risolvere. Ho anche la sensazione che chi disdegna certe cifre abbia in prevalenza lo stipendiuccio certo e poco da rischiare.

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