Il Piano di Risanamento 2009-2012 non è mai stato oggetto di un lungo confronto

A seguito delle Assemblee sindacali indette, in data 24 novembre 2008 a Siena, e in data 27 novembre ad Arezzo, dalla RdB Università di Siena rendiamo pubbliche le seguenti considerazioni:

Il Piano di Risanamento 2009-2012 redatto dal Senato Accademico con l’approvazione del CdA non è mai stato oggetto di un lungo confronto con la scrivente Organizzazione Sindacale.

Abbiamo sempre denunciato il fatto che il testo redatto dalla Commissione del Senato Accademico non era una proposta ma un documento definitivo visto l’iter di approvazione che aveva seguito: approvazione Senato Accademico, approvazione CdA e approvazione del MIUR. Non possiamo accettare di essere chiamati a dare la nostra approvazione ad un documento che presenta molte criticità che investono tutta la comunità universitaria.

È ovvio che crediamo si debba trovare una soluzione alla situazione di dissesto in cui ci troviamo. Nessuno ci può accusare di non voler salvare l’ateneo. Crediamo si debbano scindere i due ordini di problemi che ci troviamo a dover affrontare. Il primo quello dell’estinzione del debito, che deve trovare una soluzione immediata, l’altro quello del risparmio che deve trovare una soluzione condivisa e di più lunga applicazione. Non accettiamo che gli stessi, CdA e SA, che hanno causato negli anni molti dei danni che ora ci troviamo a dover riparare, decidano cosa e come tagliare in totale libertà. La verità è che tutti devono essere chiamati a fare proposte per scrivere un vero piano di risanamento!

Il piano ha varie criticità evidenti:

il taglio sul personale tecnico amministrativo con il blocco del turn over che avrà ripercussioni pesanti sulla distribuzione dei carichi di lavoro, non è solo la risposta a quanti vanno in giro dicendo che siamo troppi, ma è l’applicazione di tutti i tagli che la legge 133 ha previsto. Non solo, è ancora peggiore dei tagli previsti dalla legge 133 il tutto solo per tentare di rientrare nel 90% del FFO. Mentre in tutta Italia si va facendo forte la critica delle scelte fatte da questo governo in termini di investimento nel sistema universitario noi scegliamo di essere ancora più bravi e andiamo oltre.

il taglio sugli appalti delle cooperative di servizi che lavorano nella nostra università sono devastanti e non si possono nascondere con la proposta di una soluzione Global Service che spiega poco e niente. Chiediamo quali saranno i servizi a cui rinuncerà la Coop. Solidarietà. La verità è che per ora dai tagli previsti si mandano a casa nei prossimi quattro anni metà dei lavoratori della Coop. Sociale Solidarietà. È inaccettabile!

il taglio sulle risorse assegnate per le borse di dottorato e gli assegni di ricerca è grave perché impoverisce in modo pesante l’apporto che in tutti questi anni i precari hanno dato alla ricerca, e non solo, in questa università.

poca cosa sembra l’intervento sui docenti. Chiediamo che anche ad essi venga imposta la scelta di riaccertamento della copertura finanziaria, come per tecnici amministrativi ed i ricercatori, in caso di assunzione negli anni successivi al 2009. Chiediamo che la copertura finanziaria venga valutata tenendo conto di tutte le esigenze di reclutamento senza distinzione di ruolo, fra docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo, e che avvenga in modo proporzionale al pensionamento.

Chiediamo che non vengano previste anche chiamate dall’esterno, un docente, ordinario o associato, può prendere l’idoneità in un concorso e essere successivamente chiamato in un’altra sede, quindi il fatto che non venga fatto alcun concorso non significa che un professore non possa essere assunto. Per il prepensionamento chiediamo che i docenti accettino a titolo gratuito di restare al lavoro, sfidiamo chiunque a dire pubblicamente che la reputano una scelta sbagliata, chi ha coscienza dovrebbe accettare senza pensarci. Nel caso si voglia arrivare in ogni modo ad una forma di incentivazione crediamo che l’unica possibilità possa essere quella di proporre un contratto che integri quanto perdono, eventualmente, dello stipendio andando in pensione.

entriamo poi nella questione degli affitti per i quali abbiamo speso, nel 2008, € 1.467.563,59

Nei prossimi anni è stato previsto di ridurre la spesa nel seguente modo:

nel 2009 € 1.289.489,76

nel 2010 € 1.230.036,90

nel 2011 € 1.230.036,90

nel 2012 € 1.230.036,90

Sembra un po’ poco come riduzione tenuto conto del numero di immobili che abbiamo in affitto e che non vengono utilizzati al meglio come metri quadrati disponibili:

Denominazione

Indirizzo

Mq

Scadenza contratto

Affitto

Chigi Zonzadari

Banchi di Sotto, 46

530

31/08/2011

174.244,20

Venturi Gallerani

Via della Cerchia, 5

501

28/02/2010

51.884,56

Venturi Gallerani

Via della Cerchia, 6

151

07/11/2008

10.572,88

Via Fieravecchia, 19

3649

31/12/2015

276.247,87

Cripta di S. Francesco

1404

31/10/2011

118.776,06

Istituto T. Pendola

Via T. Pendola, 62

2154

31/12/2011

174.134,49

Istituto T. Pendola

Sala Affresco Fungai

120

14/05/2009

9.036,60

Istituto T. Pendola

Dip. Di Ingegneria

100

31/08/2008

5.010,97

Istituto T. Pendola

C. S. Sist. Complessi

523

31/12/2007

28.994,87

Istituto T. Pendola

Uff. Formaz. CESFA

400

31/01/2012

37.079,86

Via Provenzano, 5/7/9

197

28/02/2014

18.920,12

Via S. Bandini, 56/60

164

31/12/2008

5.420,86

Via Fiorentina, 1

1994

?

326.247,11

Via dei termini, 6

373

31/12/2009

59.616,78

Centro Siena Toronto

Via Banchi di sotto, 81

109

30/09/2010

13.051,87

Magaz.no M.roni d’Arbia

Via Curtatone

558

31/08/2008

37.820,62

Il Glicine

Via Roma, 56

571

30/11/2008

36.156,14

Arezzo

Via Laschi

185

30/11/2008

16.425,28

San Giovanni Valdarno

Via Vetri Vecchi, 34

27 alloggi

?

56.423,54

Il Refugio

Via del Refugio, 4

?

?

1.588,12

Grosseto

Via Saffi Ginori

?

?

6.849,00

Serre Orto Botanico

168

diritto di servitù

3.061,79

La cosa grave è che gli immobili che cederemo sono quelli che sono finiti sui giornali come pietra dello scandalo, ma su questa questione noi avevamo chiesto di poter discutere per scegliere di liberare davvero delle ricorse significative. La vera altra questione è quella della proprietà degli immobili. Chi è che ha beneficiato in questi anni di alcune delle somme spropositate che abbiamo elencato?

Il risparmio creato con la estinzione di alcuni affitti potrebbe permettere di diminuire davvero il taglio sulle voci che riguardano la ricerca o intervenire in modo meno drastico sulle cooperative di servizi.

sulla vendita degli immobili di proprietà dell’Università non abbiamo granché da dire perché sono scelte obbligate essendo l’unico modo per estinguere i debiti che abbiamo con INPDAP e nel pagamento IRAP: € 126.051.804,91 . In seguito ad un incontro che abbiamo avuto con il personale della Certosa di Pontignano abbiamo visto che ci sono possibilità reali di garantire la loro professionalità e quindi crediamo che la loro tutela sia abbastanza certa. Comunque chiediamo che tutti i passaggi della vendita siano discussi anche con le OO.SS.

È vero che per ora non sono state aumentate le tasse delle lauree triennali e specialistiche, ma come si spiegano gli aumentati ricavi previsti da tasse per gli anni 2010-2011-2012: 300.000€, 600.000€ e 900.000€ Si prevedono più iscritti o tasse più alte?

Anche per le scuole di specializzazione si prevedono ricavi maggiori nei tre anni dal 2010 al 2012: 15.750€, 31.736,25€ e 47.962,29€ Chiediamo un chiarimento.

Chiediamo garanzia per le stabilizzazioni previste, non saranno 40 lavoratrici che faranno risparmiare da qui al 2010 cifre da capogiro. Chiediamo che venga approvata la graduatoria!

Chiediamo garanzia per l’assunzione dei ricercatori vincitori di concorso!

Noi la crisi non la paghiamo!

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