TANTE BUONE RAGIONI PER DIRE NO AI FONDI PENSIONE INTEGRATIVI E
DIFENDERE LE PENSIONI PUBBLICHE!
Sirio, Espero, Perseo. Questi i nomi scelti per dar vita ai fondi integrativi dei dipendenti pubblici. Dietro i nomi di stelle e costellazioni che vorrebbero evocare immagini celestiali, nasconde in realtà una delle più grandi truffe che sia mai stata orchestrata a danno dei lavoratori, con la complicità esplicita di Cisl, Uil e Cgil presenti nei Consigli di Amministrazione dei fondi pensione.
Ecco alcuni dei nomi di questi “sindacalisti”, paladini della previdenza pubblica nelle piazze ma strenui difensori di quella integrativa/privata quando siedono sulle comode poltrone (pagate dai lavoratori!) nei Consigli d’Amministrazione dei fondi: Di Biasi Vincenzo, Agarossi Rosanna, Baldini Luigino, Linguella Camillo, Franzoni Silvano, Bruno Carlo Alberto, Cormino Francesco (Cgil); Allegrini Giorgio (Presidente del fondo con un compenso di 21.000 Euro l’anno!), Mongillo Rosa, Sorge Michele, Berretta Renato (Cisl); Candalino Vincenzo, Petricca Adriano, Bottale Piero, De Santis Gilberto (Uil).
E l’elenco è ancora lungo… Dopo il tentativo non riuscito di scippare il TFR dei dipendenti del settore privato per costituire i fondi integrativi e dare così vita alla seconda gamba della previdenza, oggi i sindacati firmatari si trasformano in brokers assicurativi intenti a piazzare polizze che di assicurativo, nel senso letterale del termine, non hanno proprio un bel niente, anzi…
Invece di difendere con i fatti e non solo a parole, la previdenza pubblica, ingannano i lavoratori, tentando di convincerli che la previdenza complementare è una necessità ineluttabile, a garanzia del loro futuro.
In realtà:
✓! i fondi integrativi nascono dal preciso disegno di smantellare la previdenza pubblica a favore della speculazione di banche e assicurazioni con i soldi dei lavoratori;
✓! i fondi integrativi non hanno un rendimento definito: in sostanza si sa quanto si versa ma non si sa quanto si percepirà, perché il rendimento è direttamente legato all’andamento del mercato finanziario;
✓! i fondi integrativi non garantiscono, proprio perché legati agli effetti della speculazione borsistica, lo stesso rendimento del TFR;
✓! i fondi integrativi per garantire una previdenza complementare degna di questo nome hanno bisogno, oltre che del TFR, anche dell’integrazione di consistenti versamenti aggiuntivi, non certo alla portata dei dipendenti pubblici;
✓! i fondi integrativi discriminano le donne, “responsabili” di avere una speranza di vita più alta rispetto a quella degli uomini e quindi “meritevoli” di pensioni più basse;
✓! i fondi integrativi sono immorali perché, in nome del profitto, l’investimento finanziario può essere fatto speculando su licenziamenti, precariato, sfruttamento dei Paesi in via di sviluppo o dell’ambiente;
✓! i fondi integrativi all’estero hanno dimostrato tutto il loro fallimento “regalando” ai lavoratori pensioni da fame.
TANTE BUONE RAGIONI PER CHIEDERE A CISL UIL E CGIL DI NON METTERE PIÙ LE MANI SULLE PENSIONI DEI LAVORATORI: HANNO GIÀ FATTO TROPPI DANNI, A PARTIRE DALLA RIFORMA DINI!
TANTE BUONE RAGIONI PER MOBILITARSI CON USB PUBBLICO IMPIEGO CONTRO LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E IN DIFESA DI QUELLA PUBBLICA!

